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Salve a tutti, mi chiamo Luca Pirondini, voce tenore in teatro, afono in questi giorni. Sono il candidato sindaco di Genova del Movimento 5 stelle. Sono arrivato secondo alle votazioni on-line, battuto da Marika Cassimatis di oltre 30 voti, ma piaccio a Beppe Grillo, che pur di difendermi ha rottamato l’uno conta uno e soprattutto la democrazia diretta della rete sostituendomi alla vincitrice. Questa mia raccomandazione giunta su simpatia diretta del duo Grillo-Casaleggio, pardon Grillo-CaLaseggio, ha creato un imbarazzo tale che io sto tacendo da giorni. Sto talmente zitto che nessuno ancora conosce il mio programma per la città di Genova, la città di Grillo. E nel frattempo ho cancellato un paio di post su Facebook con i quali avevo dato i miei avvertimenti. I post in questione sono del 14 e del 15 marzo in occasione delle Comunarie.

Nel primo post scrivevo della mia copetitor Cassimatis che «Siamo chiamati a una scelta. Stare con chi crede fermamente nel M5S o con chi fino a qualche giorno fa faceva comunella coi voltagabbana che hanno usato il movimento per avere visibilità e creare altre liste».
Poi, quando ho perso le comunarie proprio con la Cassimatis, mi sono complimentato così: «Sono certo che persone che da mesi sostengono deliberatamente altre liste non siano state decisive nella votazione, perché è evidente che chi da mesi sostiene altre liste non avrebbe nemmeno dovuto votare. Ok la democrazia, ma far scegliere i propri candidati ad avversari politici solo perché ancora abilitati al voto online mi parrebbe un tantino eccessivo».

Post rimossi, come dicevo, per non disturbare le opinioni del penta-establishment. Lo chiarisco subito: io sono della scuderia di Alice Salvatore. Lei che sta in consiglio regionale si è spesa pubblicamente per la mia causa al Comune di Genova. Ma a differenza di Pizzarotti, nessun Grillo-Calaseggio ha redarguito la capogruppo in Regione di occuparsi di affari regionali. Ogni caso ha i suoi pesi e le sue misure. Noi abbiamo adottato il penta-peso. Sbanderiamo democrazia, ma alla fine dobbiamo essere solo dei cani al guinzaglio del capo, meglio se senza appeal mediatico. Noi non siamo il Pd di Fassina o di Speranza che potevano permettersi di criticare Renzi. Noi siamo i 5 stelle. Il partito sotto l’effetto-popper dei sondaggi, che si permette di trattare i suoi militonti e i suoi candidati come pedine usa e getta. Magari fossimo solo al sessismo! Qui siamo al lassismo dei nostri valori fondanti basati sulla libertà e l’intelligenza condivisa. Del resto non taccio solo io. Tacciono tutti i deputati e i senatori.

Qusto è il Movimento. Se vi sta bene è così, senno andatevene affanculo, che Grillo preferisce farsi spingere dal vento depensante e penta-smemorato invece che degli elettori pensanti che votano on-line.
PS: chiaramente a Genova non vincerò perché tanti grillini non dimenticano i capricci del capo e dunque non mi voteranno. Faremo allegra opposizione che ci torna più utile alla pubblicità.

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