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LabirintoMi sorprende che la gente si sorprenda degli scandali esibiti con compiaciuta morbosità dai media: viviamo in un mondo inquinato alle radici, sia in senso letterale sia metaforico.

La corruzione e la turpitudine sono in ogni dove: quasi più nulla è immune dal contagio. Il nostro pane quotidiano è veleno.

Gli individui sono sempre più degeneri, stupidi, cattivi. Le eccezioni restano tali.

È vero: le svolte sono numerose, ma purtroppo sono negative.

Dov’è il risveglio delle coscienze così tanto decantato ed ambito?

Non sarebbe bastevole che si ridestasse davvero una sola coscienza per il risorgimento dell’umanità?

Allora perché non accade?

Si passa di disinganno in disinganno, di disappunto in disappunto: ogni attesa è disattesa.

Un po’ alla volta sono state erose le fondamenta dell’edificio in cui abitavamo: così, prima la costruzione ha oscillato, infine è crollata miseramente.

Cresce la confusione, mentre, gli automi ex umani, accecati dai mirabilia della tecnologia, sbandano sull’orlo del precipizio. Il tempo vacilla come la fiamma di una candela il cui lucignolo è quasi del tutto consumato e soffocato dal residuo del sego. Le albe sono trafitte da aridi dardi di luce.

Eppure… a volte crediamo nell’incredibile, nell’impossibile. Non è speranza, ma la consapevolezza che è necessario, doveroso sanare il bilancio della vita, un bilancio sempre in deficit, finché non ritorna l’amministratore del patrimonio.

Auspichiamo che il tempo dell’aspettativa sia il più possibile accorciato.

Fonte: zret.blogspot.ch

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