MATTARELLA ALLA GUERRA 2° ATTO

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di Gianni Lannes
Ieri come avevo già anticipato qualche giorno fa, l’inquilino del Quirinale Sergio Mattarella, eletto da un Parlamento di onorevoli abusivi (pronunciamento della corte costituzionale numero 1/2014) ha festeggiato i 94 anni dell’Arma azzurra, notoriamente implicata nella strage di Ustica del 27 giugno 1980, in cui persero la vita 81 civili (tra cui 11 bambini), senza dimenticare i 21 militari italiani assassinati perché sapevano la verità e avrebbero parlato.

Erano presenti anche il ministro bellico Roberta Pinotti che il 28 aprile 2016 ha sponsorizzato direttamente la vendita al Kuwait di ben 28 aerei da guerra nonché il presidente della regione Puglia Michele Emiliano. Questo governatore pro tempore e politicamente latitante, invece di sostenere la pacifica lotta in Salento contro la devastazione TAP – impugnando gli atti fuorilegge del governo eterodiretto dall’estero di Paolo Gentiloni – per fornire gas alla Svizzera e alla Germania, sradicando 211 ulivi secolari, ha presenziato sorridente alla kermesse militare. Per la cronaca dall’aeroporto AMI di Amendola sono giunti anche gli italianissimi cacciabombardieri nucleari F-35. 

La violazione dell’articolo 11 della Costituzione repubblicana nonché del trattato di non proliferazione nucleare (è presente in Italia, da Ghedi ad Aviano, Livorno, e Sigonella, in ragione della presenza sul territorio nazionale di un pericoloso arsenale nucleare di proprietà degli Stati Uniti d’America), è talmente palese che nessuna autorità la vede. Purtroppo l’Italia non ha più alcuna sovranità e soltanto nel 2016 ha sperperato ben 30 miliardi di euro per sostenere la guerra, invece di alimentare la cultura e garantire livelli civili di sanità pubblica.

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