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Enichem a Manfredonia – foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes
Rifiuti letali nascosti sotto terra, lontano da occhi indiscreti. Ho trovato il buco nero da cui tracimano arsenico, mercurio e così via col vento a dosaggio industriale nella catena alimentare. Nel sottosuolo dell’area prospiciente il mare in località “chiusa dei santi” (agro di Monte Sant’Angelo), la multinazionale di Stato ha occultato in due grandissime caverne, enormi quantità di rifiuti pericolosi. Le istituzioni sono da tempo al corrente ma fanno sempre finta di niente. Le autorità non hanno mai rilevato questa mastodontica discarica sotterranea, che non rientra nella contabilità ufficiale del SIN istituito con legge 426 nel 1998. Il 10 gennaio dell’anno 2000, il ministero dell’Ambiente ha perimetrato le aree inquinate da bonificare. Nella stessa zona marina contaminata, le solite autorità hanno autorizzato un impianto di maricoltura appicciccato al porto industriale, in palese violazione del codice della navigazione. La guardia costiera è miope? Il capitano di fregata Nicola Latinista è in ferie? Ma il “primo cittadino” Riccardi Angelo ha chiuso un occhio?


A tutt’oggi nonostante una gigantesca quantità di denaro pubblico elargita alla Syndial, ovvero sempre all’Eni, secondo i dati ministeriali il risanamento della terraferma e del mare è al punto zero. Eppure, il sindaco pro tempore Angelo Riccardi del partito democratico (sotto processo al tribunale di Pescara per gravi reati penali) ha dichiarato in consiglio comunale – riferisce il professor Italo Magno a capo nel 1988 della protesta anti Enichem – addirittura che «è tutto a posto». E’ naturale la radioattività in questa zona? Quali conseguenze sanitarie sono attualmente a danno dell’ignara popolazione? Il presidente della Regione Michele Emiliano si attiverà immediatamente per salvaguardare la salute pubblica?

Il 24 luglio del 1989 la relazione di una commissione del ministero dell’Ambiente ha attestato inequivocabilmente:

 
«Nel secondo semestre del 1969 nei 30 ettari ceduti dall’Anic all’Enel, durante i lavori di sbancamento per le opere di fondazione della Centrale Elettrica Gargano, furono scoperte due cavità carsiche di notevoli dimensioni».

Com’è andato a finire il procedimento giudiziario del 2 marzo 1988? Forse a tarallucci e vino?

 C’è un giudice almeno a Berlino o bisogna sperare in quello divino?

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