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di Gianni Lannes
Tanti anni fa ho avuto modo di conoscere direttamente e personalmente un grande uomo, anzi un galantuomo d’altri tempi, un combattente per la libertà perseguitato dal nazifascismo, di cui serbo come una reliquia un biglietto autografo. Non ho più incontrato pur navigando per il mondo, esseri umani di quella statura morale, di quella forza etica, di quella generosità e coraggio. Nei momenti di sconforto il suo pensiero giganteggia nei miei ricordi, e mi dà la forza di non arrendermi mai al sopruso e alla prepotenza del potere. Ecco perché adesso condivido pubblicamente questa emozione riservata e personale. Perchè ora ci vuole tanto coraggio a non arretrare, a non rassegnarsi. Oggi, nella stagione del disamore, dell’ingiustizia e della dittatura globalizzata, mi chiedo cosa avrebbe fatto lui al mio posto. Pertini mi ha insegnato a osare, a non demordere. Sicuramente avrebbe combattuto in prima linea, per assicurare la democrazia ed abbattere la tirannocrazia. E noi siamo capaci adesso di difendere concretamente la libertà?

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