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di Gianni Lannes


La legge nel belpaese non è uguale per tutti. Graziato dal piddì. Il codice etico del partito democratico, almeno sulla carta, vieta ai tesserati rinviati a giudizio, candidature politiche e cariche amministrative. Poi nella realtà è un’altra cosa. Prendete il caso documentato di Riccardi Angelo, sotto processo per corruzione e peculato, sostenuto a Manfredonia all’ultima campagna elettorale addirittura dal ministro al ramo Orlando e dal governatore Emiliano. Il Riccardi, è accusato dalla Procura della Repubblica di Pescara di aver comprato esami alla locale università e di aver usato l’auto del comune per le trasferte in Abruzzo. Due coimputati, ovvero due docenti universitari hanno chiesto il rito abbreviato e sono stati condannati. L’amministrazione comunale non si è costituita parte civile.

Nel frattempo la Corte dei conti ha rilevato nelle vuote casse comunali un dilagante buco debitorio. Sul fronte ambientale va anche peggio. Il Riccardi in qualità di autorità sanitaria locale – già assessore nella giunta Prencipe, poi assessore provinciale e consigliere regionale, ed infine sindaco al secondo mandato – non ha mai denunciato la mancata bonifica del territorio provocata dall’Enichem, alla stregua dei suoi predecessori dello stesso partito, ovvero Gaetano Prencipe e Paolo Campo. Le conseguenze in termini di perdita di salute e in tanti casi documentati della vita, sono pagate sulla pelle dall’ignara popolazione mentre l’economia locale va a rotoli. Addirittura, su un’area marina (8,5 chilometri quadrati) contaminata dal mercurio e da altri veleni bioaccumulabili, perimetrata dal ministero dell’Ambiente con apposito decreto il 10 gennaio 2000, è stato autorizzato un allevamento di pesci ed uno di ostriche. C’è associazione a delinquere o di peggio quando l’esistenza di migliaia di esseri umani è messa a repentaglio da chi ha il dovere invece di salvaguardarla concretamente?

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