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Vi siete chiesti perché i mercenari che in occidente noi cataloghiamo con il marchio Isis o Daesh spendono tanti soldi in esplosivo e rischiano la vita per distruggere monumenti?

Non crederete mica alla stronzata dei “motivi religiosi” neh?

Il motivo è semplice: i monumenti così come le infrastrutture, le strade e le fabbriche hanno un valore economico e sono distrutti con l’obbietivo di distruggere la Siria, o meglio distruggere lo Stato Siriano e impedire che in futuro possa risollevarsi con il turismo nel caso di Palmira.

L’obbiettivo è quello di ottenere una debolezza strategica a lungo termine e possibilmente il caos e l’anarchia nella zona facendo a pezzi le entrate dello Stato.

E i mandanti siamo noi, l’occidente.

Più in particolare gli Stati Uniti insieme con le monarchie sunnite del golfo a partire dal paese terrorista per eccellenza, l’Arabia Saudita.

L’Europa ha una posizione più sfumata e divisa (fortunatamente in questo caso) fra i diversi stati che la compongono.

Una dei fatti che i giornali occidentali non documentano e che anzi silenziano è che loro, i Siriani, lo sanno. E ci odiano.

Ogni tanto capita che qualche intervista sfugga, qualche frase di profughi siriani passi sui nostri media ma complessivamente i nostri giornalisti vanno a cercare col lanternino il siriano che attribuisce le responsabilità ad Assad magari anche a Putin.

E tuttavia la realtà non cambia, noi occidentali dalla parte sbagliata della storia ce la possiamo raccontare all’infinito tra noi questa menzogna. Ma loro ci odiano e hanno ragione.

Non stupitevi se i Russi conquisteranno i cuori e le menti dei popoli del medio oriente e forse anche quelli del nord africa.

 


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