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Le esecuzioni sono state compiute nel cortile del museo del sito e nell’antico anfiteatro romano

L’anfiteatro romano di Palmira, in Siria, è stato usato dai miliziani dell’Isis come patibolo. Credit: Omar Sanadiki

I miliziani del sedicente Stato islamico hanno ucciso 12 persone nella città di Palmira, o Tadmur, in Siria.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha reso noto che quattro delle vittime sono state decapitate mentre le altre otto sono state fucilate.

Sempre secondo quanto riportato dall’osservatorio, si tratterebbe di quattro impiegati pubblici, quattro soldati dell’esercito siriano e quattro ribelli.

I gruppi di monitoraggio riferiscono anche che alcune delle esecuzioni sono avvenute nel cortile del museo del sito archeologico mentre altre nell’antico anfiteatro romano.

L’Isis era stato espulso da Palmira dalle forze governative a marzo del 2016, ma a metà dicembre l’aveva riconquistata.

Già in passato aveva usato l’anfiteatro come patibolo. Venticinque militari erano stati fucilati nel 2015. 

Nell’agosto dello stesso anno, i miliziani avevano decapitato l’archeologo 81enne Khaled al-Asaad, che da quarant’anni sovrintendeva al sito.

Molti monumenti dell’antica Palmira sono stati distrutti o danneggiati dai jihadisti perché considerati blasfemi.

Fonte: The Post Internazionale
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