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di James Rickards

Gli osservatori si concentrano sulle azioni dei mercati e sui comunicati della FED, senza fermarsi a riflettere su ciò che sta realmente accadendo. Nel frattempo le tendenze a lungo termine persistono e non vanno via solo perché tutti nel mercato sembrano distratti. L’impatto di queste tendenze non si lascerà attendere.

Il risultato a breve termine sarà uno tsunami finanziario che travolgerà i mercati, mentre gli investitori sono addormentati sulla spiaggia e non si accorgeranno della parete d’acqua che piomberà su di loro.

Questa non è solo un’ipotesi. Queste grandi tendenze e il loro impatto deleterio sulla vostra ricchezza, sono stati studiati in modo rigoroso da istituzioni ufficiali con le migliori informazioni e personale tecnico più qualificato. I loro rapporti sono spesso lunghi e pieni di gergo tecnico e decine di pagine di appendici e note tecniche. Non sono di facile lettura, ma hanno i loro vantaggi.

Molte istituzioni ufficiali o hanno modelli obsoleti o programmi politici che alla fine rendono inaffidabile il loro lavoro. Ma esiste un’istituzione con ampio accesso alle informazioni e con un buon record di avvertimenti tempestivi. Questa istituzione è la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI).

La BRI può far parte dell’élite finanziaria globale di cui siamo giustamente diffidenti, ciononostante spesso diverge dal “lieto fine” proveniente dalle chiacchiere delle banche centrali. La BRI non ha avuto paura ad ammonire le banche centrali sui pericoli di tassi bassi, bolle speculative e rischio sistemico.

Diamo un’occhiata a ciò che la BRI ha da dire sull’instabilità del sistema finanziario globale e sulla minaccia che rappresenta per la vostra ricchezza.

La Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) è stata istituita nel 1930 da un accordo inter-governativo tra Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Belgio, Italia, Francia, Svizzera e Giappone. I proprietari della BRI sono le banche centrali dei membri della BRI, con potere di voto pesantemente sbilanciato a favore di un numero ristretto delle più grandi banche centrali.

La BRI ha sede a Basilea, in Svizzera, ma opera sotto esenzioni e immunità dalle leggi svizzere e dei suoi paesi membri. In pratica questo significa che la BRI è un’istituzione a sé stante che deve rendere conto solo ai suoi membri (banche centrali).

Lo scopo originale della BRI era quello di facilitare i pagamenti riparativi della Prima Guerra Mondiale in base al Trattato di Versailles del 1919. Questo scopo divenne obsoleto nei primi anni ’30, quando suddetto processo si concluse. Ma la BRI trovò rapidamente una nuova missione: il centro operativo per le transazioni tra le banche centrali. La BRI è una banca centrale delle banche centrali, la quale offre servizi di compensazione e clearing.

La BRI è specializzata anche per l’acquisto, la vendita e la locazione di lingotti d’oro tra le banche centrali. Le note di bilancio della BRI rivelano che conduce operazioni in oro per i suoi membri (banche centrali), ma non offre dettagli sulle parti o gli importi in questione. La BRI offre alle banche centrali un modo anonimo per commerciare l’oro.

La BRI opera al di fuori delle leggi di qualsiasi paese sovrano. I capi delle principali banche centrali tra cui la FED, la Banca del Giappone e la BCE, si incontrano lì a cadenza mensile. Nessun verbale di queste riunioni segrete viene messo a disposizione del pubblico.

Nonostante questa segretezza e lo status della BRI al vertice della catena alimentare dell’élite finanziaria globale, la BRI ha un sito web in cui offre eccellenti dati finanziari non disponibili altrove e ricerche indipendenti sul sistema monetario globale. Ospita anche seminari e simposi con i principali banchieri centrali ed economisti di tutto il mondo.

Atti di tali riunioni sono disponibili sul sito Internet della BRI. (Per un resoconto eccellente sui segreti della BRI, tra cui i suoi accordi secondari riguardo l’oro nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, vi consiglio Tower of Basel di Adam Lebor).

Il nostro interesse in questa storia non sono i segreti della BRI, ma piuttosto quello che dice oggi circa il rischio nel sistema finanziario. Visto che le banche centrali hanno voce in capitolo all’interno della BRI, i ricercatori al suo interno hanno una migliore comprensione e migliori dati con cui formare le valutazioni di rischio rispetto a qualsiasi altro dipartimento di ricerca in tutto il mondo. Il loro lavoro merita un’attenzione particolare.

Gli ultimi rapporti della BRI dicono che il mondo è sull’orlo di un’altra catastrofe finanziaria, peggiore del 2008. Questo non è il sogno di un qualche sito complottista. Questo è il parere dell’istituto finanziario più importante del mondo.

Questi timori per un collasso sistemico sono stati cristallizzati in una relazione del direttore generale della BRI, Jaime Caruana, il 26 giugno 2016. Questa relazione individua tre rischi principali e Caruana li definisce la “trinità rischiosa.”

I tre rischi sono, nell’ordine: un debito eccessivo, una minore produttività e l’assenza di opzioni per le banche centrali. Le tre minacce per la vostra ricchezza sono: un collasso sistemico, le bolle speculative e una perdita di fiducia nella capacità delle banche centrali di rispondere alle crisi. Oggi ci concentreremo sui rischi rappresentati da un eccesso di debito.

Gli investitori capiscono che il debito eccessivo e la leva finanziaria sono stati una delle principali cause del Panico del 2008, insieme alla frode della riserva frazionaria e all’incompetenza del governo. Da allora abbiamo sentito parlare di misure correttive per assicurarsi che un tale crollo non accadesse di nuovo.

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato la Volcker Rule per limitare l’esposizione delle banche a derivati ed a trade rischiosi. La legge Dodd-Frank ha rafforzato gli standard di prestito nel campo dei mutui, richiedendo anticipi più cospicui e condizioni migliori per la sottoscrizione dei prestiti.

Gli esaminatori bancari hanno passato al setaccio i bilanci bancari in cerca di eventuali prestiti che non erano completamente collateralizzati o coperti da crediti. Con tutta questa regolamentazione si potrebbe supporre che la montagna pre-crisi del debito sia stata ridotta nelle dimensioni.

E invece no. In realtà il debito e la leva finanziaria sono molto più elevati di quanto non fossero nel 2008, sia negli Stati Uniti sia nel resto del mondo. Il McKinsey Global Institute ha fornito un riassunto sull’aumento del debito dal 2007 fino al 2015. I loro valori confrontano i periodi 2000-07 e 2007-14, e dividono il debito in quello di famiglie, stato, imprese e settore finanziario (es. banche).

I loro dati rivelano che il debito totale è aumentato di $57,000 miliardi sin dal 2007. Non solo il debito totale è aumentato, ma anche il rapporto debito/PIL è aumentato dal 269% al 286%.

Il rapporto debito/PIL è una misura critica per la sostenibilità del debito. Semmai lo si riuscirà a ripagare o rifinanziarlo, sarà necessaria una crescita economica. Quando il rapporto debito/PIL sale, significa che il debito sta crescendo più velocemente rispetto alla capacità di ripagarlo. Questa è una ricetta per il fallimento globale.

I loro dati rivelano anche che il debito pubblico sta crescendo più velocemente di quello di famiglie, aziende e settore finanziario. Questo riflette il fatto che gli stati hanno salvato banche, aziende e consumatori durante l’ultimo panico. Il debito totale non è sceso affatto.

I salvataggi sono serviti semplicemente a sostituire il debito pubblico ad altre forme di debito — il debito totale del sistema è aumentato. Del resto sono aumentati anche il debito dei consumatori, il debito societario e il debito finanziario, ma non così rapidamente rispetto al periodo pre-2007.

Queste cifre di McKinsey non riflettono l’enorme accumulo di debito sin dal 2014. Migliaia di miliardi di dollari di debito supplementare sono stati accumulati nel settore del fracking e dalle imprese nei mercati emergenti. Alcune stime indicano che la crescita del debito totale sin dal 2007 abbia ormai superato i $70,000 miliardi.

Inoltre c’è stata poca inflazione sin dal 2007. Ciò significa che l’onere del debito è reale, non è il risultato di dollari che valgono di meno.

Oltre al debito on-budget c’è anche quello off-budget, sotto forma di derivati, garanzie ed asset swap di vario genere.

Non solo il debito è salito, ma è posseduto in una manciata di mani, rendendo la concentrazione di questo debito molto maggiore. Le cinque più grandi banche negli Stati Uniti ora possiedono una percentuale maggiore dell’attivo totale del sistema bancario rispetto al 2008.

Tutto ciò che era troppo grande per fallire nel 2008 è più grande e più rischioso oggi. Al primo segno di disagio in qualsiasi parte del sistema finanziario, le grandi banche inizieranno a riscattare i loro prestiti da altre grandi banche. La capacità delle istituzioni finanziarie di rinnovare le passività in scadenza, si esaurirà. A quel punto si scatenerà un panico finanziario più grande e più pericoloso di quello del 2008.

Nell’ultimo panico, le banche centrali sono corse in soccorso stampando decine di migliaia di miliardi di dollari e garantendo decine di migliaia di miliardi di dollari in depositi bancari e fondi del mercato monetario, e impegnandosi in swap internazionali di valute. Ma le banche centrali hanno ormai perso la loro flessibilità nel rendere liquido il sistema.

Il prossimo panico finanziario sarà peggiore di quello scorso e sarà essenzialmente inarrestabile se non verranno messe in campo misure draconiane e di confisca.

Saluti,

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

L’articolo è tratto da Francesco Simoncelli’s Freedonia di Francesco Simoncelli.


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