L’attentato allo stadio del Beşiktaş a Istanbul

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38 persone sono morte e più di 150 sono rimaste ferite in due esplosioni, probabilmente dirette alla polizia: il governo accusa il PKK

Squadre di salvataggio allo stadio Vodafone Arena della squadra di calcio del Beşiktaş, a Istanbul, dopo le due esplosioni avvenute il 10 dicembre 2016 (DHA via AP)

Sabato sera 38 persone sono morte e oltre 150 sono rimaste ferite a causa di due esplosioni avvenute vicino allo stadio della squadra di calcio del Beşiktaş, la Vodafone Arena, che si trova nell’omonimo quartiere di Istanbul, in Turchia. Al momento delle esplosioni, nello stadio era finita da poco una partita tra il Beşiktaş e il Bursaspor, la squadra della città di Bursa. Le due esplosioni sono avvenute a meno di un minuto una dall’altra alle 22.20 ora locale (le 20.20 in Italia): il vice primo ministro turco Numan Kurtulmuş ha detto che la prima è stata provocata da un’autobomba diretta contro i poliziotti che stavano intorno allo stadio, mentre la seconda, nel vicino parco Maçka, è stata causata da un attentatore suicida. Kurtulmuş ha anche detto che si pensa che l’attacco sia stato organizzato dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito curdo che per decenni ha combattuto per creare uno stato autonomo per i curdi e che è stato dichiarato fuorilegge in Turchia. In passato l’AKP, il partito del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, ha accusato il PKK subito dopo gli attentati anche in casi in cui le prove erano piuttosto scarse.

Finora nessuno ha rivendicato l’attacco. Tra i feriti, sei si trovano in un reparto di terapia intensiva e tre sono in condizioni gravi. Il ministro dell’interno Süleyman Soylu ha detto che 10 persone sono state arrestate in seguito all’attacco.

Un video di alcuni ragazzi in cui casualmente è stata ripresa la prima esplosione:

Dei 38 morti, 30 erano poliziotti, ha detto il ministro dell’Interno. Dato che le esplosioni sono avvenute circa quaranta minuti dopo la fine della partita, quando la maggior parte dei tifosi aveva già lasciato lo stadio, si pensa che l’attacco fosse diretto contro la polizia e non contro i civili. I media locali dicono che l’autobomba era diretta più precisamente contro un pullman della squadra antisommossa della polizia. Il fatto che l’obiettivo dell’attacco fosse la polizia è tra le ragioni per cui si pensa che sia stato organizzato dal PKK, dato che già in passato ha colpito le forze dell’ordine.

L’ultimo grande attacco avvenuto a Istanbul era stato quello all’aeroporto internazionale della città dello scorso giugno: più di 40 persone furono uccise e centinaia rimasero ferite. In quel caso i responsabili dell’attacco erano legati allo Stato Islamico, che ha compiuto diversi attentati in Turchia ma che solitamente cerca di uccidere il numero più alto di civili possibile.

Dopo l’attacco sono stati mandati molti messaggi di solidarietà alla Turchia e di condanna dell’attacco, tra cui quelli dell’ambasciata americana in Turchia, dell’alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Esteri Federica Mogherini, del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg.

(2/2) We condemn tonight’s cowardly attack, and salute the courage of the Turkish people as we stand with them against terror.

— US Embassy Turkey (@USEmbassyTurkey) 10 dicembre 2016

Following news from #Istanbul, in contact with authorities. All our solidarity to all citizens of #Turkey

— Federica Mogherini (@FedericaMog) 10 dicembre 2016

I condemn the horrific acts of terror in #Istanbul. My thoughts are with those who lost their loved ones and our Ally Turkey.

— Jens Stoltenberg (@jensstoltenberg) 10 dicembre 2016

Fonte: Il Post
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