Il grande potere benefico della musica

Stampa / Print
Il creato è vibrazione

L’uso consapevole della musica permette di recuperare serenitá interiore, liberando l’animo dagli accumuli di tensione emotiva; vediamo perché la musica è in grado di produrre questo effetto su di noi.

Nel 180 secolo Ernst Chladni, un fisico tedesco, pensa di applicare alla cassa armonica di un violino una sottile lamina di metallo su cui distribuisce della sabbia sottilissima. Facendo poi scorrere l’archetto sulle corde, osserva che la sabbia, vibrando per il suono prodotto, si disponeva in forme geometriche che si modificavano quando si cambiava l’altezza della nota. In questo modo Chladni dimostra che il suono, le vibrazioni, influisce veramente sulla materia e inizia a studiare a fondo l’argomento fondando una nuova scienza: la cimatica (termine che deriva dal greco kymatika che significa “studio riguardante le onde”).

Tuttavia fu solo nel ventesimo secolo che la cimatica riprese grazie ad uno scienziato svizzero: Hans Jenny.

Utilizzando le sofisticate apparecchiature moderne Jenny misuró, fotografó, sperimentó gli effetti delle vibrazioni sonore di ogni tipo sui piú diversi materiali e scoprí che le forme create dal suono erano prevedibili. Per esempio, determinati suoni corrispondono sempre alle stesse figure, inoltre, scoprí che acclamando i suoni di antichi linguaggi come il sanscrito o l’ebraico, le figure che si producevano, disegnavano il simbolo alfabetico che si pronunziava! Un’altra scoperta interessante rilevava che i disegni, che altrimenti si formavano, ricordavano le strutture cellulari degli organi viventi. Jenny si convinse che la vita è il risultato delle vibrazioni specifiche di ogni cellula, in altre parole, ogni cellula ha il suo suono, la sua nota.

 

La risonanza delle onde sonore

Secondo il dottor Victor Beasley, appartenente al gruppo di ricerca presso la statunitense University of the Trees, e studioso del corpo umano come fenomeno elettrovibratorio, “ogni cellula puó essere considerata come dotata di un ambiente magnetico circostante, o campo magnetico, il quale interagisce con i campi delle cellule simili adiacenti, dando cosí origine al campo magnetico di un sistema particolare all’interno del corpo umano”. Nel nostro corpo fisico ogni atomo ha una sua frequenza naturale e, per effetto di risonanza, si aggrega agli atomi simili, formando in questo modo le cellule dei diversi tessuti. Tutta la creazione è una sinfonia di suoni, di vibrazioni, in cui le singole parti si inseriscono attratte dalla risonanza con i suoni simili.

La musica (come tutto ció che è nel creato), produce delle strutture vibratorie che interagiscono con il campo elettromagnetico e influenzano gli organismi attraverso il principio della risonanza. Il suono influisce direttamente sulla struttura della materia. Il modo con cui noi umani percepiamo il nostro stato generale è attraverso gli umori, le emozioni. Anche a livello scientifico viene ormai riconosciuta la stretta correlazione fra emozione e stato fisico.

L’influenza della musica

La piú antica classificazione degli stati emotivi generati dalla musica viene dall’India dove si descrivono i nava rasa, cioé i nove sentimenti che la musica puó provocare:

  • Shringara: erotico, romantico, dolce;
  • Hasya: comico, scherzoso;
  • Karuna: poetico, triste, tragico;
  • Raudra: esasperato, drammatico:
  • Veera: audace, grandioso, maestoso,
  • Bhayanaka: che incute timore e reverenza, solenne;
  • Adbhuta: metaviglioso, rallegrato, gioioso;
  • Shanta: pacifico, rilassato, tranquillo;
  • Vibhatsa:

 

Ed è su questa antica suddivisione che ancora oggi i musicologi basano i loro studi. Kate Hevner, la ricercatrice che ha dato una struttura terapeutica agli effetti della musica, ha creato una Mood Wheel, una “Ruota degli Umori”, riferendosi a Otto dei nove umori indiani (ha tralasciato “disgustoso”), e li ha disposti in cerchio, su di una ipotetica rosa dei venti, in questo modo indica il percorso terapeutico da far percorrere ai paziente, portandolo da uno stato emotivo negativo a quello piú positivo immediatamente adiacente, finché non viene raggiunto l’umore desiderato.

 

La Ruota, indicando l’aggettivo che descrive l’umore risvegliato dalla musica, inizia

a sud ovest con solenne,

a sud tragico,

a sud est dolce,

a est tranquillo,

a nord est scherzoso,

a nord gioioso,

a nord ovest drammatico,

a ovest maestoso

 

Un paziente affetto da forte malinconia viene aiutato dapprima attraverso l’ascolto di un pezzo malinconico in cui si puó ritrovare, poi viene fatto passare a un pezzo dolce che corrisponde all’umore successivo, successivamente a uno tranquillo, e cosí via, emozione dopo emozione, lo si conduce agli umori successivi, fino ad arrivare all’emozione desiderata.

 

 

Effetti della musica

Tendenzialmente noi veniamo attratti dal tipo di musica che in quel momento risuona con le nostre emozioni, con il nostro inconscio impregnato delle sue memorie esperienziali. I gusti musicali, è indubbio, sono personali e aggregabili anche al gruppo con cui noi, piú di ogni altro, ci riconosciamo.

Tuttavia, seguendo semplicemente l’istinto che ci porta a preferire una sonoritá piuttosto che un’altra, non sempre ci facciamo del bene visti gli effetti riscontrabili sulla materia.

Ricordiamo a questo proposito gli esperimenti sulle piante a cui venivano fatti ascoltare diversi generi musicali in full immersion.

Nell’ormai famoso libro La vita segreta delle piante, di Christopher Bird e Peter Tompkins, si racconta come i “soggetti” sottoposti a musica dura come l’hard rock, si allontanassero “disperatamente” dalla fonte musicale, allungandosi nella crescita in direzione opposta. Le piante piú fortunate, a cui era stata proposta della musica classica, crescevano invece con “entusiasmo” verso l’altoparlante. Una pianta, addirittura, si attorciglió “amorevolmente” attorno alla cassa. Tuttavia, il successo maggiore lo rilevó la musica indiana del sitar di Ravi Shankar.

Le piante ebbero una inclinazione verso la fonte musicale mai raggiunta prima!

La musica risuona dunque nella materia e produce degli effetti. Cosí il nostro corpo risponde al suono anche quando non ne siamo consapevoli. Un ricercatore e professore di musica R.Murray Schafer ha scoperto che per gli studenti statunitensi e canadesi la nota piú facile da ricordare è ció che corrisponde al “si naturale”, mentre per gli europei è il “sol diesis”. Perché questa differenza? Il professore spiega come negli USA e in Canada la corrente elettrica alternata è di 60 cicli al secondo.

Tutto il nostro corpo percepisce queste frequenze ogni volta che un apparecchio elettrico funziona e, ben sappiamo come ne siamo esposti! La frequenza americana è in risonanza col “si naturale”. Mentre in Europa, la corrente ha 50 cicli al secondo, ed è in risonanza, appunto, col “sol diesis”!

A livello fisico le modificazioni indotte dalle diverse musicaiitá, finora riscontrate dagli scienziati e ricercatori sono le seguenti.

A seconda che sia “eccitante” o “tranquilla” puó:

  • produrre un calo nella risposta sensoriale o al contrario incrementarlo o, in alcuni casi, lasciarlo invariato;
  • accelerare o rallenta il metabolismo del corpo;
  • alterare la frequenza di respirazione accelerandola o rallentandola;
  • puó ridurre o incrementare l’immaginazione;
  • ridurre la fatica e lo stress facilitando il flusso d’energia corporea;
  • influenzare le secrezioni interne.

 

La musica terapeutica

Secondo il dottor R.McClellan, nel suo libro “Musica per guarire”, “esiste un tipo di musica, legata maggiormente ai ritmi del mondo naturale, piuttosto che alle culture umane, che possiede un elevato potere di guarigione a livello profondo. Le sue radici sembrano affondare nelle tradizioni musicali piú antiche e nelle loro variazioni. (…) È la musica che oggi si sente nei suoni del Koto e Shakuhachi dei Giappone, nel richiamo alla preghiera musulmano, nel Gamelan dell’indonesia, e che ci invita a rimanere fermi, ad ascoltare, a sentire in noi la sua risonanza e a fare esperienza dell’immobilitá, dove lo spirito puó parlarci in un linguaggio che trascende ogni parola.”.

Tecnicamente si tratta di una musica piú originaria, priva di sovraccarico intellettuale, che cerca una forma di espressione oltre i limiti di emozioni personalizzate e di legami estetici culturali. Essa riecheggia i suoni della Terra da cui ha tratto ispirazione.

È stato calcolato che il nostro corpo, nella sua globalitá, vibra con una sua frequenza fondamentale che va dai 7,8 agli 8 cicli al secondo, quando è nel suo stato piú naturale e rilassato. La terra vibra alla frequenza fondamentale di circa 8 cicli al secondo (detta risonanza Schumann). Il sistema nervoso di tutte le forme di vita è sintonizzato su tale frequenza. Le onde del cervello quando sono in “alfa” (stato di serena vigilanza che si acquisisce nella meditazione) sono intorno agli 8 cicli al secondo. Dunque, una musica terapeutica per eccellenza, al di lá delle proprie inclinazioni musicali, è quella che facilita l’entrata in “alfa”.

Nella Mood Wheel di Kate Hevner verrebbe definita con “tranquilla”, anzi forse dovremmo precisare che è una “tranquillitá transpersonale (spirituale)” dove le emozioni si placano eliminando i picchi, sia in negativo che in positivo, permettendo cosí, nell’equilibrata immobilitá interiore, l’apertura alla felicitá spirituale. Queste sonoritá sono quelle piú indicate a riportare equilibrio vitale ed armonico nella nostra realtá organica e psicologica.

L’effetto della musica è cumulativo e si associa al modo in cui ci poniamo all’ascolto, all’ambiente che ci creiamo prima, durante e dopo.

Per esempio la musica che ascoltiamo la mattina è quella che poi influenzerá maggiormente la nostra giornata.

E durante la giornata è opportuno fare attenzione al tipo di musica a cui si è sottoposti (per esempio al supermercato o in auto).

La musica equilibra le energie fisiche, mentali ed emotive per mezzo della risonanza. Attraverso la risonanza, le forme vibrazionali generate nello spazio della musica possono imporre forme simili nel nostro campo elettromagnetico risultanti dal centro dell’immobilitá dell’equilibrio.

In questa condizione, niente puó turbare a lungo il nostro equilibrio, anzi, emettiamo un suono simile a quello di un diapason ben intonato che, attraverso la risonanza, si rafforza e sconfigge le emozioni e le strutture di pensiero negative.

Si puó dunque affermare che quando portiamo le nostre vibrazioni ad essere in sintonia con l’universo, siamo in armonia con noi stessi e con la vita.

 

Esistono frequenze sonore vitali, circa 6, che hanno un potere straordinario e benefico sulla fisiologia umana.

 

Queste sono:

  • 396 HZ – Liberi dal senso di colpa e ansia
  • 417 HZ – Cambiamento, lasciare andare il passato
  • 528 HZ – Riparazione e armonizzazione DNA
  • 639 HZ – Apertura e connessione nei rapporti umani
  • 741 HZ – Stimolare il risveglio interiore
  • 852 HZ – Ritorno all’ordine spirituale

 

 

Sesso e musica

Uno studio della Northwestern University del 2016, cerca di fare luce su come questa ‘macchina del piacere’ funzioni nel cervello.

Adam Safron, neuroscienziato del dipartimento di Psicologia del Behavior Cognition program al Weinberg College of Arts and Sciences del Northwestern, ha rielaborato decine di studi sull’argomento e ha evidenziato che il ritmo dell’attività sessuale influisce direttamente sul nostro cervello. “È come spingere qualcuno su un’altalena” spiega Safron. “La stimolazione ritmica influisce sulle onde cerebrali e sulle sue frequenze. Attraverso un processo, chiamato trascinamento neurale, se la stimolazione sessuale è abbastanza intensa e va avanti a lungo, l’attività sincronizzata si diffonde in tutto il cervello. A quel punto questa sincronia può produrre una specie di stato di trance. È questo l’elemento che porta all’orgasmo”.

“La sincronizzazione e il ritmo sono importanti per la propagazione del segnale nel cervello, perché i neuroni hanno maggiori probabilità di sparare se sono stimolati più volte all’interno di una stretta finestra temporale” ha spiegato Safron. “Questo mi ha fatto ipotizzare che trascinamento ritmico è il principale meccanismo attraverso si raggiunga l’orgasmo”.

Secondo Safron i risultati di questa ricerca potrebbero essere importanti per migliorare la sessualità di molte persone, spingendole a concentrarsi di più sul ritmo dei loro rapporti sessuali.

L’idea che l’orgasmo sia collegato a “uno stato di trance” non è nuova, ma oggi può essere supportata da una maggiore comprensione del funzionamento del cervello. “Potrebbe cambiare completamente il modo di vedere la propria sessualità, spiega ancora lo studioso. Il sesso è una fonte di sensazioni piacevoli e di emozioni, ma è anche uno stato in cui la nostra coscienza è alterata”.

Safron ha trovato una serie di similitudini fra la sensazione che si prova durante l’orgasmo e quella che avvolge quando si sente la musica o si balla. In tutte queste situazioni il ritmo aveva un ruolo centrale e riusciva a stimolare molte sensazioni.

“Non mi sarei aspettato che l’attività sessuale fosse così vicina alla musica e alla danza, non solo per il tipo di esperienza vissuta, ma anche per il rapporto così stretto con il ritmo”.

Secondo l’esperto, questo coincide anche con il fatto che musiche, canzoni e danze sono, da sempre, un momento importante dell’accoppiamento.

 

Ricapitolando possiamo affermare che:

  • tutta la creazione è vibrazione quindi suono;
  • i suono interagisce attivamente con la materia attraverso le risonanze;
  • la risonanza del benessere psicofisico è quella dello stato Alfa (8/12 Hz) che si acquisisce con la meditazione o con l’ascolto terapeutico;
  • a volte, prima di arrivare ad ascoltare le musiche terapeutiche, bisogna abituare la psiche ad accettarle, quindi è meglio adottare la tecnica suggerita dalla Ruota dell’Umore e ripristinare la capacitá interiore di aprirsi al transpersonale (spirituale);
  • le musiche che inducono uno stato Alfa sono quelle senza alcun coinvolgimento emotivo e che portano ad una serenitá spirituale.

 

La musica, nella meditazione, in ultima analisi è quella che sa condurre al silenzio interiore dove l’animo sperimenta una sua dilatazione e fusione nella “luce” del suono. Un suono che riappacifica e porta al senso primordiale della vita e della creazione vista nella giusta prospettiva e che libera dai condizionamenti del passato. Il suono che è silenzio ma anche parola allo stesso tempo, la parola primordiale, origine e creatrice di tutta la vita.

 

Tecnica di musicoterapia per l’armonia del corpo

Questa tecnica di musicoterapia ha come obiettivo quello di riportare il corpo in armonia. È considerata utile da applicare in caso di mal di testa, di tensioni muscolari, dolori mestruali o altri dolori dovuti a traumi o a malattie croniche. La musicoterapia non può risolvere il problema all’origine ma può aiutare il corpo a rilassarsi e a sentire meno il dolore e la tensione.

Non vi resta che scegliere la vostra musica preferita e iniziare ad ascoltare.

Potete scegliere musica rilassante oppure musica più allegra e vivace, a seconda dei vostri gusti.

1) Indossate delle cuffie e iniziate ad ascoltare la vostra musica preferita. Cominciate a scandire il ritmo della musica con piccoli movimenti, ad esempio facendo dei cenni con la testa o con le mani. Questo vi aiuterà a concentrarvi sulla musica e a non pensare al dolore.

2) Continuate ad ascoltare la musica e chiudete gli occhi. Nella vostra mente create un’immagine piacevole legata alla musica che state ascoltando e rimanete concentrati su di essa. Potete sedervi comodi mentre eseguite questa parte dell’esercizio.

3) Alzate il volume della musica e continuate ad ascoltarla. Quando la musica troppo forte vi mette a disagio abbassate di nuovo il volume.

4) Se l’effetto della sola musica non basta a farvi sentire meglio, massaggiate delicatamente, sempre a ritmo di musica, le zone del corpo in cui sentite dolore.

5) Quando sarete stanchi sdraiatevi, continuate ad ascoltare la vostra musica preferita a basso volume e rilassatevi semplicemente, magari seguendo il vostro respiro che piano piano rallenta e si calma.

 

Tecnica di musicoterapia per l’armonia della mente

Questo secondo esercizio aiuta a rilassare e armonizzare la mente. Dovrete scegliere un brano adeguato all’obiettivo che vorreste raggiungere e ascoltarlo per quattro giorni consecutivi due volte al giorno, mattina e sera.

La musicoterapia raccomanda un brano specifico per aiutare ad armonizzare e rilassare la mente. Si tratta del Bolero di Ravel, composto da Maurice Revel nel 1928. Per la sua struttura ritmica questo brano è considerato utile per aiutare la nostra mente a fissare nuove intenzioni e nuovi obiettivi da raggiungere nella vita.

Mentre ascoltate il brano prescelto, cercate di concentrare la vostra mente sull’obiettivo che vi siete prefissati. L’esercizio risulta utile soprattutto se viene collegato ad obiettivi che riguardano la vita di tutti i giorni (essere più rilassati, migliorare il rapporto con il proprio partner, concentrarsi di più sullo studio o lavorare meglio e ridurre le tensioni).

 

Musica a 432 Hz

Perché Mozart, Verdi, Pink Floyd e altri usavano la frequenza di 432Hz?

432Hz nasce da una naturale risonanza con le frequenze alla base del nostro organismo e dell’universo. La musica regolata su 432 Hz si propaga nel corpo e nella natura, donando energia e senso di pace, oltre a dare al suono un carattere più chiaro e caldo.

Per mezzo dell’accordatura del LA a 432 si arriva ad un Do di 256Hz, e all’interno di questa scala 8 Hz diventano il 27° sopratono di DO. Per il principio delle armoniche secondo cui a un suono prodotto si aggiungono multipli e sottomultipli di quella frequenza, anche i Do delle altre ottave cominceranno a vibrare per “simpatia”, facendo risuonare naturalmente la frequenza di 8Hz.

8 Hz è il “battito” del pianeta, noto come “risonanza di Schumann”.

8 Hz è la frequenza su cui opera la molecola del DMT, una sostanza allucinogena prodotta dalla nostra ghiandola pineale.

8 Hz sono la frequenza di replicazione del DNA umano e 8 Hz sono anche il ritmo delle onde Alfa del cervello nella quale i nostri “processori paralleli”, o bi-emisferi cerebrali, sono sincronizzati per lavorare insieme.

 

Molti sono i sostenitori della cosidetta accordatura aurea: da Mozart ai Pink FloydMick Jagger, cantante dei Rolling Stones a livello internazionale, mentre in Italia da A. BosmanFlavia VallegaAndrea Doria a Riccardo Tristano Tuis. Fu sostenuta anche da Verdi, e in tempi più recenti da Pavarotti e Placido Domingo.

 

La musica a 432Hz guarisce

Molti medici e studiosi asseriscono che il motivo per cui una parte del corpo si ammala è perché la relativa frequenza si è alterata e, conseguentemente, il corpo vibra in modo disarmonico. L’essere in salute, secondo questi scienziati, è un vibrare all’unisono in modo armonico.

Se si conosce la corretta frequenza di risonanza di un organo sano e la si proietta sulla parte malata, l’organo può tornare alla sua frequenza normale e quindi guarire. Se, al contrario, si proietta una frequenza disarmonica su un corpo sano, questo si ammala.

La musica a 432Hz essendo accordata sulle frequenze di armonia dei processi biochimici del nostro corpo sostiene e attiva il processo di guarigione. Alla cosiddetta frequenza dell’universo, vengono associati numerosi benefici psicofisici.. possiamo definirlo un “potere curativo“.

Le onde sonore, infatti, modificano le caratteristiche corporee quali la respirazione, il battito del cuore, la sudorazione, le onde cerebrali e la risposta neuro-endocrina, stimolando l’equilibrio ed il rilassamento dellamente e del corpo.

Quando si parla di musica a 432 Hertz si definisce quasi esclusivamente la frequenza d’intonazione del LA centrale, ma sarebbe opportuno definire anche la scala adottata perché dal punto di vista psicoacustico e musicoterapeutico è importante sia il rapporto tra le frequenze delle note che la semplice accordatura dell’intonazione.

 

Fonte: www.lelisirdinuovavita.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *