DISABILITÀ: VECCHI (ANCI), RIPARTIAMO DA ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE

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“Dobbiamo lavorare ispirandoci all’articolo 3 della nostra Costituzione, tutelando diritti e generando opportunità paritarie per tutti. E dobbiamo farlo insieme: stato centrale ed autonomie, con il compito non solo ‘classico’ di definire linee politiche, strategie, reperire risorse e realizzare progetti, ma anche di innescare un’azione di ‘emersione’, di valorizzazione e di governance di quanto esiste – e le risorse possono essere veramente tante – nelle comunità locali. Non dobbiamo esitare nel coinvolgere cittadini, famiglie, esperti, gruppi e associazioni dediti alla cura della disabilità, organizzandoli in tavoli di ascolto, scambio, progettazione e operatività: è un metodo che può portare risultati insperati, che può far cadere quelle barriere non solo fisiche ma mentali e culturali ricorrenti e negative”. 

Lo afferma il delegato ANCI al Welfare, Luca Vecchi, alla vigilia della Giornata internazionale delle persone con disabilità 2016. Vecchi ricorda l’impegno dei sindaci italiani, “che non vogliono lasciare indietro nessuno, e per questo spendono 1,7 miliardi di euro, il 24,3% della spesa sociale comunale, dato peraltro in costante crescita. Ma il delegato ANCI esprime apprezzamento anche per “la nuova legge sul ‘Dopo di noi’, che stimola un cambio di paradigma, innanzitutto culturale, verso la completa ‘deistituzionalizzazione’, ma anche verso l’autonomia della persona con disabilità”; e per “l’impegno del governo ad aumentare il Fondo per la non autosufficienza: nella legge di stabilità 2017 è previsto infatti un incremento di 50 milioni, strutturali che portano il Fondo 450 milioni di euro, con l’intenzione del governo di accrescerlo ulteriormente; bene – aggiunge Vecchi – i 90 milioni di euro per il 2016 stanziati attraverso la legge sul “Dopo di noi”. E soprattutto, è positivo il decreto attuativo che contiene diverse novità e sottolineature, che rendono ancora più esplicito e stringente l’obiettivo della legge: più progetti che strutture, per accompagnare le persone. Accogliamo infine con favore l’istituzione del Tavolo per la non autosufficienza nazionale con ministeri competenti, Inps, Regioni e Anci, al fine di definire puntualmente obiettivi, interventi e tempi per la stesura del Piano nazionale delle politiche per la non autosufficienza. Possiamo dire che molto si è mosso in questo anno che si conclude e il prossimo si annuncia con presupposti positivi. I Comuni – conclude Vecchi – si impegnano a fare la loro parte e si può fare molto di più, ma il sostegno da parte del governo centrale è fondamentale, deve consolidarsi e crescere, dato che nel nostro Paese la spesa per la protezione sociale delle persone con disabilità risulta ancora inferiore a quella europea: nel 2013, dice l’Istat, ha assorbito il 5,5% della spesa per prestazioni sociali contro il 7,7% europeo”.
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