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di Gianni Lannes
La gente non deve sapere, intanto che la cosiddetta “Banca d’Italia” (una volta pubblica) è ormai una proprietà privata di banche anche straniere. Ecco quel che lo Stato, ovvero l’inquilino del Quirinale Sergio Mattarella, e l’abusivo di Palazzo Chigi, tale Matteo Renzi non dicono. E’ un furto internazionale senza scasso legittimato e coperto dai politicanti italidioti. Così mandano in scena una gigantesca distrazione di massa, grazie ad un vergognoso referendum per legittimare la dittatura renziana per conto terzi. A proposito di referendum: la vittoria popolare sull’acqua pubblica che fine ha fatto?  L’Italia è il terzo paese al mondo per consistenza di riserve auree (dopo Stati Uniti d’America e Germania), infatti, secondo l’ultima relazione sul bilancio di Banca d’Italia le riserve d’oro dello Stato italiano ammontano a 2.452 tonnellate di oro, pari attualmente ad un valore di circa 110 miliardi di euro, che, pur con qualche oscillazione, cresce tendenzialmente di anno in anno. 
I lingotti della riserva nazionale, però, non sono più custoditi nei sotterranei della Banca d’Italia a Roma, ma detenuti all’estero senza alcun titolo o diritto da Stati stranieri. In altri termini, non ne abbiamo più l’effettiva disponibilità e/o possesso. Altro che la carta straccia dell’euro. Perché l’autorità giudiziaria ed in particolare la guardia di finanza non indagano fino in fondo?

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