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di Gianni Lannes
A Manfredonia, oltre al conclamato rischio sismico (zona 2) e idrogeologico, c’è un altro pericolo concreto che nessuno ha preso in considerazione. Incombe un probabile maremoto, come ha indicato anni fa uno studio dell’Enea. Quali contromisure sono state adottate dall’amministrazione comunale e dalla Regione, entrambe sotto il piddì? Nessuna, ovvero zero pari a zero. E la gente non è stata neppure minimamente informata. In compenso, le amministrazioni comunali di centro sinistra, non ostacolate seriamente dall’opposizione, hanno autorizzato il cemento armato su tutta la costa e nell’immediato entroterra non risparmiando le aree archeologiche, come nei pressi della grotta Scaloria-Occhiopinto. I sindaci Prencipe, Campo e Riccardi ne sanno qualcosa?
A proposito dell’Energas a Manfredonia, consociata alla Kuwait Petroleum, sarà realizzato un gigantesco deposito costiero di gas a petrolio liquefatto, in violazione dell’accordo di Parigi (Paris Agreement) che limita i gas serra, o uno stabilimento produttivo con annesso gasdotto dal mare alla terraferma di ben 10 chilometri? In ogni caso, si tratta di un impianto a rischio di incidente rilevante, ai sensi della terza direttiva Seveso (2012/18/ue) recepita dal decreto legislativo 26 giugno 2015, numero 105.
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