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Bologna,  24 novembre 2016

 
     
 
 

IN OCCASIONE DEL CONGRESSO NAZIONALE DEDICATO ALLA CEFALEA ORGANIZZATO CONGIUNTAMENTE DA ANIRCEF E SISC (ASSOCIAZIONE NEUROLOGICA ITALIANA PER LA RICERCA SULLE CEFALEE, SOCIETÀ ITALIANA PER LO STUDIO DELLE CEFALEE)

A BOLOGNA DAL 24 AL 26 NOVEMBRE

Intervista al Prof. Pietro Cortelli, Presidente del Congresso e Responsabile scientifico del Centro Cefalee, IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna


La cefalea è un sintomo che fa parte di diverse sindromi e diverse malattie. 


Partendo da questo sintomo si può giungere a delle diagnosi differenziali molto complesse che sono di pertinenza neurologica. 


La grande distinzione è tra cefalea primaria e cefalea secondaria. 


Per quest’ultima solitamente, attraverso opportuni esami strumentali, si riesce a individuare la causa. 


La cefalea primaria invece è rappresentata da emicrania, cefalea tensiva o cefalea a grappolo: delle tipologie nelle quali il dolore in sé è già la malattia. 


L’emicrania, la forma più comune, colpisce dal 9 al 18% della popolazione generale, molto più le donne degli uomini, tra la fascia d’età post puberale e pre menopausa.

  1. Emicrania Cronica: circa 5 milioni in Italia ne soffrono, prevalentemente donne. Qual è l'incidenza in Emilia Romagna?

L’emicrania cronica, caratterizzata da un dolore che si protrae per più di 15 giorni al mese e che si associa ad un alto consumo di analgesici, colpisce circa 1-2% della popolazione generale. 

continua 

  1. Tra le tante novità presentate e discusse al Congresso, anche l'impiego della tossina botulinica per il trattamento dell'emicrania cronica. A tre anni dalla sua approvazione in questa specifica indicazione, è ancora una soluzione poco nota ai non addetti ai lavori. Di che si tratta e quali i vantaggi?

La tossina botulinica è un’ottima terapia dell’emicrania cronica. Lo studio PREEMPT ne ha dimostrata l’efficacia rispetto al placebo e, inoltre, da più di tre anni nei nostri centri la applichiamo quotidianamente alla terapia dell’emicrania cronica. Ci siamo dunque fatti una forte esperienza sul campo che ha permesso di redigere un documento congiunto SISC e ANICEF che sarà origine di un importante confronto al Congresso di Bologna e che raccoglie le principali evidenze 

continua

  1. Per gli esperti, invece, è già una pratica clinica consolidata. Al Congresso sarà fatto un punto sullo stato dell'arte dell’impiego di questo trattamento, a partire dal coinvolgimento dei principali centri italiani in uno studio. Ci spiega di che si tratta e quali i dati/le evidenze più rilevanti?

Lo studio ha previsto l’invio di un questionario a circa 100 centri sul territorio italiano, di cui oltre il 70% ha dato risposta. L’idea, al momento, è che 

continua

  1. L'Emilia Romagna rappresenta un'eccellenza sul territorio italiano per numero ed expertise dei centri coinvolti. Cosa contraddistingue il lavoro dei centri di Bologna, Modena, Parma e Ravenna? 

Il motivo principale è che questi centri sono uniti in una rete regolata da un PDTA (Piano Diagnostico Terapeutico Assistenziale) regionale, con un lavoro di squadra e ottimi rapporti interpersonali. Queste condizioni ci permettono

continua

 scarica l'intervista  http://ow.ly/gLmB306udpw 

scarica la cartella stampa http://ow.ly/2xTi306nUKU

 
 
 
 
 


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