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 di Gianni Lannes

Per nascondere un fallimento, o meglio un disastro politico, economico e sociale, cosa non si combina pur di distrarre la gente. Per legge, notoriamente, sarà il ministero dello Sviluppo economico o eventualmente il Consiglio dei ministri a stabilire se realizzare o meno il gigantesco stabilimento di gas petrolio liquefatto ed annesso gasdotto di dieci chilometri, e non la popolazione di Manfredonia. Un inutile referendum può servire anche a distrarre l’opinione pubblica dai problemi reali che attaglianano il comune: dalla galoppante disoccupazione, alla scarsa qualità della vita, ai giganteschi buchi del bilancio municipale, durante il secondo mandato consecutivo del sindaco Angelo Riccardi. La Corte dei Conti, il 9 agosto scorso, ha trasmesso al primo cittadino targato piddì, una comunicazione di ben 10 pagine. La nota contiene ben 28 richieste di chiarimenti per l’evidente criticità del bilancio e della contabilità comunale sui rendiconti degli esercizi finanziari 2011-2014. La Corte dei Conti ha rilevato un indebitamento nel 2014 di oltre 52 milioni di euro. Secondo il professor Italo Magno consigliere comunale di opposizione che ha denunciato anzitempo la situazione alla Procura della Repubblica di Foggia, segnalando il gravissimo caso al Prefetto e alla stessa Corte dei Conti il buco del bilancio comunale si aggira sui 70 milioni di euro. Insomma, una voragine che neanche la millantata Strasburgo potrà mai ripianare, ma con cui a breve il Riccardi dovrà fare i conti e dare spiegazioni all’elettorato. La stagione dei trucchetti della casta è terminata. Giù la maschera.

riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=energas

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