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Dopo la forte scossa di domenica, gli sfollati sono 40mila: e molti chiedono di poter dormire nelle tende e non essere trasferiti sulla costa

(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Domenica mattina alle 7:40 c’è stato un terremoto di magnitudo 6.5 nel Centro Italia, con epicentro a pochi chilometri da Norcia, in provincia di Perugia (Umbria), e ipocentro a 10 chilometri di profondità. È stato il terremoto più forte in Italia dal 1980. Ha interessato le province di Macerata e Ascoli Piceno (Marche), quella di Perugia (Umbria) e quella di Rieti (Lazio). Non ci sono stati morti, ma circa venti persone sono rimaste ferite: nessuna è in pericolo di vita. Ci sono stati molti crolli, che hanno interessato in parte edifici già danneggiati nel terremoto di mercoledì scorso o in quello dello scorso agosto: tra le città più colpite, oltre a Norcia, ci sono Castelluccio, Castelsantangelo sul Nera, Preci, Arquata del Tronto, Ussita, Visso, Amatrice e Tolentino.

Non si sa ancora esattamente il numero delle persone che hanno dovuto lasciare le loro case e hanno trascorso questa notte in auto o nelle strutture di accoglienza allestite dalla Protezione civile. Durante la notte ci sono state diverse altre scosse: la più forte intorno alle quattro del mattino con una magnitudo di 4.2. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato che oggi si riunirà il Consiglio dei ministri, che ascolterà i quattro presidenti delle regioni coinvolte (Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio), insieme al commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani e al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.

Fonte: Il Post
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