A Milano si parla di tendopoli per i migranti. Ma le ultime notizie dalla Germania lo sconsiglierebbero

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Incapaci allo sbaraglio. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, sta valutando l’ipotesi di usare le tende per ospitare i migranti: “Da Como e Ventimiglia c’è un reflusso continuo di migranti verso Milano, stiamo monitorando col prefetto la situazione e non è escluso che si valuti la soluzione tende, c’è questa possibilità perché obiettivamente di altri spazi in tempi rapidi non ce ne sono. Ho insistito col ministro Pinotti per lavorare sulle ex caserme dove ci sono elementi di sicurezza e sono spazi vuoti molto grandi”. Per capirci, nel fine settimana il Comune ha dovuto allestire altri 200 posti letto nei centri d’accoglienza che già ospitano oltre 1.700 persone, a cui si sommano le altre strutture dello Sprar per un totale di oltre 3.300 rifugiati presenti nel capoluogo lombardo: numeri mai visti anche nelle scorse estati.
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“Bisogna gestire un’emergenza che è strutturale ed europea, siamo a 3.300 migranti nella sola Milano e mi diceva il prefetto che sono pronti altri spazi. Continuo a non capire l’opposizione del presidente della Regione Roberto Maroni all’uso dell’ex campo base di Expo per ospitare i migranti ma credo che da settembre lo potremo utilizzare, nonostante la sua contrarietà”, ha chiosato il primo cittadino. La replica di Maroni non si è fatta attendere via Twitter: “Sulla questione immigrati il governo Renzi è allo sbando”, scrive il governatore lombardo, aggiungendo, in riferimento alla situazione di Como, che “questi non sono profughi ma clandestini. Vanno espulsi”. Ovviamente, forse dopo che i suoi consiglieri hanno fatto un giretto in rete, Beppe Sala si è premurato di dire che non c’è alcun progetto di tendopoli nel capoluogo lombardo. Ma, ormai, il danno era fatto. Complimenti ai miei concittadini che hanno votato questo genio della logistica.
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Il problema, qui, non è di accoglienza ma di sopravvivenza. La maggior parte di questa gente non ha alcun diritto di stare in Italia, né di reclamare status che non competono loro: vengono da Somalia, Nigeria, Eritrea, Etiopia non da Iraq o Siria, quelli sono bloccati – ancora non si sa per quanto – in Turchia. E la gente, giustamente, protesta e ha paura. Finora infatti non si sono registrati casi particolarmente diffusi o gravi di violenza ma quanto sta accadendo in Germania dovrebbe farci vedere i rischi che corriamo, se inseguiamo stupidamente la strada spianata dalla Merkel, invece di rispedire queste persone a casa loro.
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La polizia tedesca è stata costretta a emanare un’allerta per il rischio di un’esplosione di molestie sessuali nel corso dell’estate, stagione in cui le “risorse” vengono a contatto – visivo e non solo – con donne poco vestite per il caldo. E se la polizia, cui il governo ha detto di non enfatizzare i crimini compiuti dagli immigrati, arriva a dire questo è perché nel mese di luglio gli episodi di violenza a sfondo sessuale sono stati centinaia e si sono sostanziati in tutti i luoghi possibili: cimiteri, spiagge, piste ciclabili, discoteche, negozi, festival musicali, parcheggi, campi da gioco, scuole, centri commerciali, mezzi pubblici, treni, parchi divertimento, piazze, piscine e toilette pubbliche. Ovunque.
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Soltanto al festival musicale di Breminale a Brema sono state molestate 24 donne ma lo stesso destino è capitato ad altre giovani e meno giovani che hanno partecipato a eventi simili a Aschheim, Balve, Gerolzhofen, Grenzach-Wyhlen Heide, Loßburg, Lütjenburg, Meschede, Poing, Reutlingen, Sinsheim, Wolfhagen e Wolfratshausen. Altra meta preferita sono le piscine, dove oltre alle donne vengono molestati anche i bambini: si sono registrati diversi casi a Babenhausen, Dachau, Delbrück, Hamm, Hilchenbach, Kirchheim, Lörrach, Marklohe, Mönchengladbach, Mörfelden-Walldorf, Oberursel, Remagen, Rinteln, Schwetzingen e Stuttgart-Vaihingen.
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Ovviamente, onde evitare rappresaglie e sentimenti anti-immigrati, le istituzioni minimizzano l’accaduto, bollandolo come “Einzelfälle”, caso isolato e non come un problema che sta diventando cronico ed epidemico in tutto il Paese. La stampa, poi, si presta al gioco, visto che le notizie relative ai crimini sessuali si trovano solo nei report delle polizie locali e sui giornali più piccoli, mentre soltanto i casi più eclatanti finiscono sulla grande stampa.

Nel mese di luglio è stato il caso di tre vicende, la prima delle quali è accaduta il 24, quando un 40enne eritreo ha violentato una donna di 79 anni in un cimitero di Ibbenbüren. La donna, che vive in una casa di riposo, si era recata al campo santo per visitare la tomba della sorella defunta alle 6 del mattino, ora in cui è accaduto lo stupro. La “risorsa” è clandestino in Germania dal 2013 e, nonostante sia stato arrestato, non verrà espulso perché l’Eritrea è considerata “zona di conflitto”. Ma non basta, perché il 14 di luglio si è scoperto che una delle donne violentate la notte di Capodanno a Colonia è incinta e sta per partorire: finora aveva nascosto ed evitato di denunciare perché si vergognava.
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Infine, il 3 di luglio si è scoperto che una 24enne turco-tedesca che è stata violentata, Selin Gören, ha mentito sull’identità dei suoi molestatori: aveva infatti denunciato di essere stata stuprata da tedeschi, quando invece si trattava di immigrati. Intervistata da Der Spiegel, la donna, che è portavoce del movimento giovanile di sinistra, Solid, ha detto di aver mentito per non alimentare razzismo verso i migranti. Inoltre, ha postato uno status su Facebook dedicato a un ipotetico immigrato cui si rivolge. Eccolo: “Sono davvero spiacente che il trattamento sessista e che supera i limiti che hai usato contro di me possa aiutare a fomentare il razzismo aggressivo… Devo gridarlo… Non starò ferma a guardare e potrebbe accadere che razzisti e cittadini preoccupati dicano che tu sei il problema. Tu non sei il problema. Tu sei normalmente uno splendido essere umano che merita come tutti gli altri di essere libero e al sicuro”. Speriamo le abbiano indicato uno psichiatra davvero bravo. O un centro per la lobotomia efficace.
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Ovviamente, polizia e media hanno fatto della Gören un’eroina e del suo delirante tentativo di proteggere i migranti un esempio ma la cosa non stupisce: le forze dell’ordine, infatti, non possono parlare di stranieri o immigrati ma devono usare termini politicamente corretti come “gente del sud” (Südländer), “uomini con la pelle scura” (dunkelhäutig, dunklere Gesichtsfarbe, dunklem Hauttyp) o una combinazione dei due, quindi “uomini del sud con la pelle scura” (Südländische Hautfarbe). Non stupisce che, con un clima simile, la gran parte di chi delinque non venga arrestato e chi invece lo è, ottenga sempre sentenza molto lievi. Stando a dati del ministro della Giustizia, Heiko Mass, solo uno stupro su 10 viene denunciato in Germania e solo l’8% dei processi per violenza sessuale si conclude con una condanna.
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E stando alla denuncia del capo dell’Associazione della polizia criminale (Bund Deutscher Kriminalbeamter, BDK), André Schulz, fino al 90% dei crimini sessuali compiuti in Germania nel 2014 non compare nelle statistiche ufficiali. Motivo? “Mancanza di interesse pubblico”. Infine, il capo del sindacato di polizia (Deutschen Polizeigewerkschaft, DPolG), Rainer Wendt, scoperchia il vaso di Pandora: “Ogni poliziotto sa che deve onorare determinate aspettative politiche. E’ meglio stare zitti sui crimini perpetrati da immigrati”. E le istituzioni governative non sono da meno: il settimanale Focus, lo scorso gennaio, ha denunciato come l’Agenzia federale contro la discriminazione (Antidiskriminierungsstelle des Bundes, ADS) abbia intimato alla polizia del Nord Reno-Westfalia di rimuovere la dicitura “gruppi criminali nord-africani” da un suo comunicato stampa, “perché c’è il rischio di gettare sospetto sulle persone che arrivano da quelle nazioni”.
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La polizia ha eliminato il riferimento, dicendo che “non può essere escluso che la nostra rassegna stampa possa essere fraintesa e ritenuta un concetto discriminatorio”, mentre l’articolo originale di Focus è stato rimosso dall’archivio web del sito. Nulla di strano, perché la stessa Bild ha pubblicato, sotto garanzia di anonimato, le parole di un alto ufficiale di polizia di Francoforte: “Ci sono istruzioni molto chiare che arrivano dall’alto riguardo ai report sui crimini compiuti da immigrati. Solo richieste dirette da parte dei media riguardo atti specifici possono ricevere risposta… Certi crimini non vengo riportati deliberatamente e le informazioni sono classificate come confidenziali”.
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In compenso, per l’angolo dell’idiota, ricorderete come il sindaco di Tubinga, Boris Palmer, avesse trovato il modo di fermare l’ondata di aggressioni sessuali nelle piscine cittadine, assumendo migranti come bagnini e assistenti. Bene, la scorsa settimana è stato assunto il 24enne siriano Aiham Shalghin, il quale nel primo giorno di lavoro ha detto queste parole allo Schwäbisches Tagblatt, dipingendo gli immigrati come vittime delle circostanze: “Molti rifugiati maschi non hanno mai nuotato prima con delle donne. In Siria le piscine sono separate per genere e gli uomini non vogliono vedere donne attorno”. Sfugge il passaggio logico per cui le si debba molestare ma siamo certi che qualche profeta del politicamente corretto giungerà in nostro soccorso. Attenti a cosa ci aspetta, quando si comincia a parlare di tendopoli nelle nostre città.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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