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Turkey_coup
Parte dell’esercito turco starebbe tentando un colpo di Stato, lo ha confermato il premier, Binali Yildirim. Due ponti sul Bosforo sono stati chiusi, elicotteri e caccia sorvolano il cielo di Ankara, alcuni carrarmati per strada e colpi di arma da fuoco ed esplosioni uditi dalla folla. Sui due ponti chiusi, la gente venivano apostrofata dai militari, i quali si avvicinavano ai finestrini dicendo “c’è il coprifuoco, tornate a casa”. Di fatto, l’imposizione di una legge marziale. Pare che in diverse parti del Paese i militari stiano disarmando la polizia, l’accesso alla rete è bloccato e tutti i social network sono silenziati. Lo stato maggiore dell’Esercito ha dichiarato di avere il controllo del Paese, fatto negato dal primo ministro, il quale ha detto che lo Stato userà la forza necessaria contro chi usa la forza. Da Marmaris, dove si trova, Erdogan ha invitato la gente a scendere in strada per difendere lo Stato, mentre i militari intimano alla gente di restare in casa. Attraverso un collegamento Facetime con la CNN turca, Erdogan è tornata a chiedere alla gente di ribellarsi a questo attacco contro la democrazia. Sembra che il presidente stia cercando di raggiungere l’aeroporto di Istanbul per abbandonare il Paese: resta da vedere se i militari lo lasceranno partire, sembra verso l’Arabia Saudita o se lo arresteranno.

Oltre che dello scalo, i militari hanno preso possesso della Tv di Stato e della sede del partito di governo. La NBC, citando fonti militari statunitensi, rende noto che la Germania avrebbe negato l’atterraggio all’aereo di Erdogan a Berlino: di fatto, se fosse vero, significherebbe che il golpe è riuscito e il presidente in fuga. Se invece non fosse vero, ci troviamo di fronte a una clamorosa e sfacciata presa di posizioni degli Usa verso i golpisti. Nel frattempo, si è udita un’esplosione all’interno della tv di Stato, dove sono accorsi gruppi di cittadini filo-Erdogan, mentre per le strade di Ankara sarebbe in corso scontri a fuoco tra polizia ed esercito. Le ambasciate straniere sono state avvertite dall’esercito mezz’ora prima che le operazioni militari avessero inizio. Erdogan accusa del golpe il rivale islamista Gulen, da anni riparato negli Usa. Centinaia di persone in fila ai bancomat per ritirare i soldi, mentre a Istanbul si parla di spari sulla folla, non si sa se da parte dell’esercito o della polizia fedele ad Erdogan. Si rischia il bagno di sangue. Stando a indiscrezioni, Erdogan sarebbe in volo verso Ciampino. John Kerry auspica “pace e continuità”: gli Usa hanno riconosciuto i golpisti come nuovo governo. Sempre da fonti militari Usa si appende che Erdogan avrebbe chiesto asilo politico alla Gran Bretagna: della serie, avete voluto la Brexit e mettere Boris Johnson agli ESteri, godetevi questa colossale patata bollente a 48 ore dalla formazione del nuovo governo. Kerry sta già lavorando per la Clinton, il golpe è completamente eterodiretto dagli Usa. Ora attendiamo la reazione di Mosca: finora, dal Cremlino è arrivato solo l’appello a evitare un bagno di sangue.

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