Reuters: San Paolo, Unicredit e Morgan Stanley Rifiutano di Garantire l’aumento di Capitale Monte dei Paschi!

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Fungo-atomico

La notizia se confermata è clamorosa, da Reuters

Italy’s Monte dei Paschi di Siena,, which is scrambling to put together a privately backed bailout, suffered a setback on Thursday when three banks turned down a request to back a planned 5 billion euro ($5.5 bln) cash call.

The troubled lender is trying to pull together a banking consortium to guarantee its proposed capital increase in the next 24 hours so it has a plan in place by the time the results of European bank stress tests are released on Friday evening.

Banking sources say the tests will show the bank has insufficient capital to withstand an economic downturn and Monte dei Paschi is racing against the clock to ease regulatory concerns over its stability.

A source familiar with the matter told Reuters on Thursday Morgan Stanley and Italian lenders UniCredit and Intesa SanPaolo had rebuffed Monte dei Paschi’s request to join the consortium, which is expected to underwrite in full the 5 billion euro cash call.

However, the Tuscan bank has so far received interest from Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank and Credit Suisse, the source said.

The consortium will also include Mediobanca and JPMorgan who are acting as global coordinators for the capital hike, the source said.

Other banks including Societe Generale, UBS and Nomura are currently being contacted in a bid to share the cost of the proposed transaction, which is said to involve Monte dei Paschi issuing stock at between 0.5 and 0.6 percent of its tangible book value, the source said

Siamo a meno di 24 ore dalla dead line per formare uno straccio di consorzio di garanzia per un aumento di capitale da ALMENO 5 miliardi di euro per il Monte dei Paschi, l’ennesimo che azzererà di nuovo le azioni sottoscritte dal precedenti pazzi che hanno ricapitalizzato questa pattumiera toscana.

Il punto è che questo aumento servirà a coprire le perdite derivanti da una valutazione di mercato e non più fantasiosa della parte più rischiosa dei crediti inesigibili del Monte dei Paschi, una operazione che difficilmente può portare ad un esito diverso da ulteriori ribassi del prezzo dell’azione anche post aumento.

Ma c’è di più e di peggio.

I 5 miliardi in oggetto, servono solo a coprire una valutazione sensata delle sofferenze più rischiose, quelle che dovranno rimanere in pancia a BMPS, in realtà ci vogliono altri denari e a tirarli fuori sarà il fondo Atlante 2 con una valutazione molto generosa delle restanti “sofferenze”.

Quindi al Monte dei Paschi servono (ancora) una montagna di soldi per riportare le proprie sofferenze a valutazioni di mercato, in caso di Bail-IN (che secondo me ci sarà anche se in forma parziale…vedremo) le sole obbligazioni subordinate convertite in capitale (casualmente 5 miliardi di euro… ooops)  NON basterebbero.

A proposito di Atlante 2 Scrive Mario Seminerio (ormai ultra specializzato in MontePascoLogia):

…tutto qui. Se si riesce a portare a casa, in termini di recovery rate, più di quanto stimato nelle ipotesi di costruzione dell’operazione, tutta l’eccedenza va alla tranche equity. Se invece le cose vanno male, quella tranche viene erosa dalle perdite in eccesso rispetto alle stime; se e ove essa venisse azzerata, si passerebbe a colpire la mezzanina. Se le cose andassero eccezionalmente male ed anche la mezzanina venisse quindi azzerata dalle perdite, Atlante 2 diverrebbe insolvente, ed andrebbe ricapitalizzato. Con i soldi dei suoi azionisti, tra cui le casse previdenziali.

Per riepilogare: le casse previdenziali (oltre a CDP ed altri investitori istituzionali) danno capitale azionario ad Atlante 2, che con quello si compra la tranche mezzanina. Se le cose vanno come devono, Atlante 2 gira agli azionisti le cedole prodotte dall’investimento nella cartolarizzazione, sotto forma di dividendo. Se vanno male, le casse e gli altri azionisti di Atlante 2 devono svalutare la partecipazione al veicolo, ed al limite ricapitalizzarlo con altri soldi o liquidarlo con recupero zero.

C’è una essenziale asimmetria, in questo investimento: se le cose vanno bene, gli azionisti di Atlante 2 prendono al più la cedola del 6%; se vanno male, perdono il capitale conferito, non solo la cedola promessa. Queste cose i vertici dell’Adepp probabilmente manco le sanno. Quindi o faranno i soldi, in modo inconsapevole, oppure verranno maledetti dai loro associati per averli persi. In ogni caso l’abnorme asimmetria tra guadagni massimi teorici e perdite potenziali resta. Ovviamente c’è un prezzo per ogni cosa e per ognuno, nella vita.

Nel frattempo, potete sempre consolarvi con considerazioni che mostrano appieno come la mancanza di basi ha mandato questo paese sugli scogli. Perché di certo non può trattarsi di malafede.

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