Vivere senza di Patria

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La vera svolta nella mia vita si è realizzata quando mi sono liberato del concetto di patria, quando ho deciso che essere italiano, svizzero, francese non ha senso, quando mi sono accorto che tutta la retorica, la narrazione e i riti che costituiscono il corpo dell’appartenenza di una persona ad uno Stato sono una enorme truffa.

E allora ho aperto gli occhi e ho cominciato allo Stato come un fattore esterno, un corpo estraneo pervasivo con cui devo convivere e a cui devo adattarmi.

Per mia fortuna, pur pagando un prezzo, ho avuto e ho ancora la possibilità di muovermi e di scegliere sulla base di ciò che ciascuno stato mi offre e che prezzo devo pagare per ottenerne la residenza o la cittadinanza.

Oggi vivo in svizzera, e se me lo chiedeste oggi vi direi che se ne avessi la possibilità ne chiederei la cittadinanza tuttavia non è qualcosa che vorrei per amor di patria, ma per mia convenienza individuale.

Dunque qui e oggi ritengo la svizzera il MIO miglior posto per vivere e prosperare ma non posso affatto escludere che in un futuro neppure troppo lontano io possa decidere altrimenti, in particolare come molti di voi immagino, osservo con molta attenzione quali misure prenderà l’Inghilterra per diventare ancora più attrattiva di quanto non sia oggi e soprattutto se e come cercherà di attirare capitali, aziende e professionisti.

Vivere senza patria è soprattutto uno stato mentale, lo si può praticare anche rimanendo nel luogo dove il caso ci ha fatto nascere, si tratta essenzialmente di definire una linea di demarcazioni tra noi stessi come individui e lo Stato. Con questo non nego la mia esigenza di vivere in una comunità o di appartenere ad una comunità, anzi io appartengo a diverse comunità e ne accetto le regole, tuttavia lo Stato è un genere di comunità a cui non voglio appartenere, ci sono costretto dalla storia e dunque scelgo il meno peggio.

Saluti a tutti.

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