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Quante volte abbiamo discusso di omeopatia? Quante volte si è detto “tanto chi ci crede continuerà ad usarla?”.
In realtà non è proprio così.
Spiegare che in un prodotto omeopatico (oltre la 12ma diluizione) non c’è nessun principio attivo e che assumerlo equivale a prendere delle caramelle di zucchero è il primo passo per rendere consapevole il consumatore. La maggioranza delle (poche) persone che scelgono l’omeopatia è sinceramente convinta (chiedeteglielo pure) che si tratta di “erbe” o derivati naturali (facendo confusione con la fitoterapia medicina scientifica a tutti gli effetti), qualcun altro parlerà di “medicina dolce” senza rendersi conto che questo termine non significa nulla (“dolce” o “violenta” lo scopo di una medicina è curare, non fare simpatia al malato). Insomma, tanta confusione.
Poi c’è una piccola parte…della piccola parte di utilizzatori di omeopatia che sa benissimo cosa compra ma che non sente ragioni: mi è servita a stare meglio e quindi continuo ad usarla. Non è a loro che si rivolge chi cerca di spiegare come l’omeopatia sia una vecchia credenza ottocentesca che dovrebbe scomparire dai banconi delle nostre farmacie.
Per questo è essenziale l’informazione corretta ed onesta: chi vuole essere consapevole di ciò che acquista non può che esserne felice, se poi si “crede” a prescindere va bene lo stesso.
Qualche settimana fa però, abbiamo assistito ad un grave episodio di informazione per niente corretta. Quella andata in onda su “Medicina33” (cercare puntata del 18 settembre 2015), popolare programma di informazione medica generalista trasmesso dalla RAI (servizio pubblico).
Guardando quel video, bambini (!) ed adulti testimoniavano l’efficacia dell’omeopatia. Un medico parlava di meccanismo d’azione simile a quello dei vaccini (!) e nessuno spazio al contraddittorio. Un po’ come parlare di astrologia in un programma di astrofisica vendendola come pratica vera e consolidata.
Un brutto episodio, molto brutto.
Pochi giorni dopo un programma della televisione della Svizzera italiana (“Patti Chiari”) manda in onda un “dossier”. Interviste a mamme entusiaste ma anche a quelle deluse. Interviste a medici omeopati ma anche a medici che l’omeopatia la criticano (c’era anche il sottoscritto).
Mi sono sottoposto anche ad un esperimento, ho ingurgitato 2 interi flaconi di “belladonna” 4CH (un rimedio omeopatico usato spesso per l’insonnia ma anche come “antiansia”), l’atropina, sostanza attiva contenuta nella pianta della belladonna, è un prodotto potentissimo, usato in medicina e che, in dosaggi eccessivi (in ogni caso bassissimi) provoca problemi molto gravi di tipo cardiaco e neurologico, fino al coma ed alla morte. Non ho “mangiato” un solo granulo ma ben 80, per mostrarne l’innocuità (ed infatti sono ancora qui che scrivo) e la diluzione del prodotto non era oltre la 12ma (diluizione che sancisce l’assenza di qualsiasi principio attivo) ma la quarta che in ogni caso, anche se fisicamente conterrà qualche molecola di atropina, non ne conterrà abbastanza per avere un qualsiasi effetto.

Non che avessi dubbi in proposito ma questi esperimenti chiariscono come l’idea che un prodotto omeopatico sia fatto di normale e puro zucchero, sia ancora un concetto difficile da spiegare ed è su questo che contano gli omeopati: l’informazione ingannevole al consumatore.

Io mentre mi suicido omeopaticamente. 80 granuli (2 flaconi interi) di Belladonna 4CH.

La maggioranza delle persone, infatti, ritengono questa cosa troppo “esagerata”, non la ammettono, rispondono spesso che “non è possibile” che ci vendano solo zucchero.

In trasmissione è stata mostrata anche la confezione di un noto prodotto omeopatico “antiinfluenza” che riporta nella scatola “ogni granulo di 1 grammo contiene 1 grammo di zucchero“, giusto per sottolineare che questo concetto è ovvio anche per le aziende produttrici e gli omeopati (non potrebbero mentire d’altronde, basta analizzare un granulo per scoprirlo). Insomma, nonostante sia chiaro, risaputo ed ammesso da tutti che in una scatola di omeopatici ci siano solo palline di zucchero, non si riesce a capire perché ci sia gente che ancora acquisti questi prodotti.
Come ho scritto non è così scontato che tutti lo sappiano. Proprio nella trasmissione svizzera una mamma “pro omeopatia” ha dichiarato tranquillamente di non avere idea di cosa somministrasse ai suoi figli, la prescrizione dell’omeopata non glielo aveva chiarito, eppure lei ha dato lo stesso ai figli il prodotto omeopatico.
Anche un’altra donna intervistata durante la tramissione ha raccontato di aver avuto una brutta avventura: un omeopata ha provato a curare il marito con il cancro con l’omeopatia, almeno ufficialmente, perché la donna non ha mai saputo cosa contenessero quei granuli ed il marito ha sviluppato una grave infezione alla pelle.
Cosa succede dunque?
Niente di stupefacente. La possibile superficialità di molti consumatori si unisce alla disonestà ed alla sete di denaro di tante altre persone (medico o meno). Se un profano vede un “camice bianco” che parla dell’omeopatia come se si trattasse di medicine, il rischio di cadere in trappola è altissimo. Se il farmacista consiglia al cliente un prodotto omeopatico (“tanto male non fa”…ma un costo ce l’ha…), è chiaro che approfitta della fiducia che è riposta nella sua professionalità.
Se il servizio televisivo pubblico costruisce ad arte una trasmissione che presenta l’omeopatia come se fosse una pratica scientifica, è naturale che qualcuno possa crederci.
Ma tutto questo non è corretto e nemmeno etico. Esiste la libertà di cura ma non quella di mentire al prossimo.

Ma come la pensano a proposito di questo gli addetti ai lavori?
In Italia (abbiamo una insita abitudine a scaricare le responsabilità) si chiude un occhio e l’altro ci vede pure male. Gli ordini dei medici (enti burocratici) si tirano fuori, loro mantengono dei registri e gli omeopati ne fanno parte, non entrano certo nel merito della scientificità di una cura. Le associazioni mediche vivono adagiandosi sul detto “vivi e lascia vivere“, quelle dei farmacisti fanno finta che il problema neanche esista, tanto gli introiti da prodotti omeopatici sempre soldi sono. Il ministro della salute va addirittura ad inaugurare un museo di omeopatia (ma dentro cosa c’è?) e peggio, come vedremo dopo.
Insomma, una pratica senza scientificità, dimostrata inefficace, gradita ad una piccolissima fetta della popolazione, è sopportata per amore del quieto vivere, un po’ come gli oroscopi in TV, sarebbero scandalosi ma in fondo danno da mangiare a tanta povera gente.
All’estero non è così.
I farmacisti?
La Royal Pharmaceutic Society parla chiaro: “Non c’è evidenza per supportare l’efficacia dei prodotti omeopatici, non vi è base scientifica per farlo” e: “…i farmacisti che vendono prodotti omeopatici devono essere preparati per farlo ed abili nel discutere con i pazienti della scarsa evidenza di efficacia dei prodotti omeopatici…
I medici?
La British medical association è anch’essa chiara e decisa: “L’omeopatia è stregoneria, non dovrebbe essere usata come terapia“.
Le istituzioni?
NHS (servizio sanitario nazionale inglese): “Non esiste nessuna condizione clinica per la quale l’uso dell’omeopatia abbia sufficienti basi scientifiche“.

Ma allora, cosa succede in Italia?
Solo un problema di lobby da parte delle multinazionali omeopatiche (l’Italia è sede di alcune aziende di omeopatici, anche di grande portata)? Non credo, anche l’Inghilterra ha delle aziende locali di omeopatia.

Forse culturale? Noi “latini” siamo più portati alla superstizione ed al credere nei miracoli. Forse un po’ ma non credo sia solo questo.
Non si sa bene insomma.
Io credo sia un misto di tutto questo. Sfruttando la nostra propensione nel credere al “sovrannaturale” e con la complicità della nostra proverbiale “ma che mme frega ammé“, chi ha interessi si è ben sistemato nei posti che contano e così si è riusciti a sdoganare una pratica paranormale vendendola come medicina. Tutto il resto è pubblicità, immagine, copertina.
Se ho mai subìto una censura in un intervento pubblico nei media, è stato quando ho parlato di omeopatia in una rete televisiva pubblica nazionale, il mio intervento (che in diretta era ovviamente andato in onda), nella replica è stato magicamente tagliato. Non dicevo nulla di sconvolgente, alla domanda su quali fossero i prodotti in farmacia che non hanno nessuna utilità ho parlato di integratori, prodotti dimagranti e contro la caduta dei capelli ed i leggendari “ricostituenti”. Poi ho aggiunto l’omeopatia ma da tutta la risposta la parte relativa all’omeopatia è sparita.
In un altro caso mi è stato chiesto, a telecamere spente ma in maniera esplicita di non parlare di omeopatia.
Questo non è successo quando ho parlato di altro, di farmaci, di scandali, di bugie farmaceutiche…c’è forse qualche “piccolo” interesse da difendere? Ma come, non sono quelli di “Big Pharma” i potenti della medicina?
Ed in queste settimane un altro episodio che coinvolge direttamente il ministro della salute.

Per la sua fermezza a proposito del “metodo Stamina”, per alcune sue iniziative e per aver detto tante volte di affidarsi solo alle conoscenze scientifiche, ho avuto una buona opinione dell’attuale ministro della salute Lorenzin (nonostante la mia diffidenza iniziale). Poi scopro che il ministro ha scritto la prefazione ad un libro di omeopatia dal titolo “Elogio all’omeopatia“. Già assurdo. Come può un ministro dare credibilità ad un pratica stregonesca senza base scientifica? [aggiornamento: prefazione ritirata, non era stata autorizzata, il libro sarà ristampato].

Ma la cosa più sorprendente è che il libro è scritto dal presidente di Omeoimprese, l’associazione che unisce le aziende omeopatiche, “Big Homeo” insomma.
Se la Lorenzin avesse scritto la prefazione di un eventuale libro del presidente di Farmaindustria (Big Pharma) dal titolo “Elogio alle medicine” che reazione pensate avrebbe suscitato?
Siete ancora convinti che l’omeopatia sia una medicina alternativa e non un semplice business sulla pelle dei consumatori più creduloni?
Saranno le pressioni dell’industria a controllare l’informazione sull’omeopatia evitanto di far sapere cosa compra chi compra omeopatia?
Troppo complottistico, vero?

Ma non ci piangiamo sempre addosso. In altre nazioni l’omeopatia, seppur evitata dall’ambiente scientifico, è ammessa da quello giuridico in maniera molto più “permissiva” di quanto lo sia in Italia, basti vedere il servizio della TV svizzera nel quale un medico che gestisce un centro di omeopatia, dice tranquillamente di trattare persone con tumori maligni ed ha la faccia tosta di sostenerne la guarigione, salvo poi scoprire (ma lui non lo aveva detto) che queste persone avevano seguito tutte le cure tradizionali in ospedale e solo dopo avevano aggiunto l’omeopatia.
Allora credo ci sia poco da fare. Mai prendersela con il paziente o il consumatore. Quando le autorità mediche chiudono gli occhi, quelle politiche sono sempre in cerca di voti e si fa di tutto per evitare l’informazione corretta (persino nelle reti televisive pubbliche), se una colpa c’è, è del sistema, del ritorno economico, dei guadagni pubblicitari e politici, del fatto che, omeopatica, naturopatica o farmaceutica, l’industria ha un solo ed unico obiettivo: i soldi.
Che non si dica quindi che l’omeopatia sia una “medicina alternativa” a quella standard, è completamente inserita nel business, negli affari farmaceutici che tanto danno da mangiare.

Quando si cercano quindi spiegazioni per il comportamento di alcuni che sembrano indifferenti al progresso medico ed alla semplice logica, forse è inutile compiere complicati paragoni sociologici o raffinati studi antropologici, forse il problema è molto più elementare: follow the money.
Se una medicina non cura ma ne è permessa la vendita non è medicina”alternativa“, è del tutto omologata. Al guadagno.
Per questo, se credo profondamente nella libertà di cura (che significa anche informazione corretta), ognuno faccia quello che crede sia meglio per la sua salute, penso anche che un servizio pubblico, finanziato da tutti i cittadini, non debba offrire pratiche senza validità scientifica, neppure con l’intento di risparmiare soldi. Un servizio sanitario nazionale deve offrire solo le pratiche migliori e più sicure, scientificamente validate e che vadano ad esclusivo vantaggio del paziente. Se iniziamo ad ammettere omeopatia e medicine alternative, se confondiamo il paziente con messaggi vaghi, caotici, se la TV nazionale mescola medicina con omeopatia, il passo per accogliere nei nostri ospedali cartomanti ed indovini non è lunghissimo. È fondamentale quindi che il nostro sia un “servizio sanitario razionale“, che non si lasci tentare dalle magie o dalle superstizioni ma che poggi tutte le sue offerte sull’unica cosa oggettiva che esiste in campo medico, il risultato scientifico.

Alla prossima.

Aggiornamento (30/10/2015): La prefezione del ministro Lorenzin al libro del presidente di Omeoimprese è stata ritirata, non era autorizzata ed il libro sarà ristampato. La risposta dell’autore del libro? Criticare l’omeopatia significa attaccare i 20.000 medici che la praticano.
Giusto, non attaccherò mai la cartomanzia per evitare di attaccare i 60.000 operatori dell’occulto che la praticano.
Che figuraccia per gli omeopati…

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