Un commento a caldo sul risultato elettorale inglese

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I primi commenti relativi all’esito del referendum in Inghilterra, perlomeno da parte “complottista”, sono positivi. Finalmente qualcuno si stacca dall’UE, dando così un esempio positivo da seguire. I cittadini inglesi non ne possono più della burocratica, elefantiaca, lenta e inefficiente UE. Una vittoria di tutti i paesi dell’Unione.

Manco a dirlo esultano i politici antieuropeisti: Salvini dice “grazie Gran bretagna”, mentre Le Pen dice “ora tocca a noi”, ecc…
In controtendenza rispetto al mondo complottista, vorrei dire questo ricordando i punti essenziali della questione:

          L’Inghilterra, anche se formalmente fa parte dell’UE, di fatto non ne ha mai veramente condiviso le sorti; basti ricordare che l’Inghilterra NON ha adottato l’Euro, ovverosia si è chiamata fuori fin dall’inizio dalla (disastrosa) sorte economica dell’Europa.
          Pur essendo rimasta fuori dall’economia europea, l’Inghilterra ha sempre mantenuto e tuttora mantiene il 14,5% delle quote della BCE (solo la Germania ha una quota più importante); un’anomalia che nessuno ha mai rilevato a sufficienza, ma le cui ragioni erano chiare: l’Inghiterra si è mentenuta fuori dall’Euro, ma ha voluto mantenere ben saldo il timone della moneta europa, per poter essere sicura che l’affondamento fosse più efficace.
          Chi, in passato, ha voluto uscire dall’UE, ha pagato un prezzo altissimo (vedi ad esempio la Grecia) e ha fallito nel suo intento; politici contrari in modo netto all’UE sono morti, come Jorg Haider in uno strano “incidente” stradale; Pim Fortuyn ucciso nel 2002 da un “estremista ambientalista animalista”; per non parlare del disastro aereo dell’aprile 2010, incui persero la vita nell’aereo presidenziale polacco 89 passeggeri tra cui il Presidente polacco Kaczynski, il presidente della Banca Nazionale polacca e un nutrito numero di politici tutti schierati contro l’Euro; se l’Inghilterra è riuscita dove altri hanno fallito, è solo perché l’Inghilterra è la più forte (non solo economicamente ma anche dal punto di vista del peso politico) tra le nazioni dell’UE, e perché la sua uscita era preventivata probabilmente dall’inizio come tra poco diremo.
          L’affondamento monetario ed economico dell’Italia fu deciso sul Panfilo Britannia, di proprietà della Regina Elisabetta, nel 1992, nelle acque del porto di Civitavecchia; in una riunione in cui c’erano importanti economisti internazionali tra cui per l’Italia Draghi, Prodi, Amato, Tremonti, la famiglia Agnelli Emma Bonino, e tanti altri. Come dire che l’attuale situazione economica fu voluta soprattutto dall’Inghilterra, che fu la regista dell’operazione, e che si è tenuta in disparte dall’Unione ben sapendo come sarebbe andata a finire. Del resto, poche ore prima del referendum, la stessa regina Elisabetta ha lasciato trapelare di essere a favore del Brexit; e fu lei a fare gli onori di casa sul Britannia, all’epoca della riunione; difficile, alla luce dei fatti del 1992, e alla luce delle sue ultime uscite pro Brexit, non pensare che tutto fosse preordinato fin dall’inizio, dato che il collasso dell’economia italiana era il preludio all’inttroduzione dell’Euro per far collassare l’Europa.
          Il partito antieuropeista ha vinto di pochissimi punti percentuale; prima di dichiarare tale vittoria una epocale vittoria dei cittadini inglesi che hanno finalmente capito come funzionano le cose, ricordiamoci che, di fatto, si tratta di un risultato di parità, in cui solo per una questione formale di pochi voti ha prevalso il Brexit; quindi la verità è che i cittadini inglesi non hanno capito affatto come stanno le cose, come non l’hanno capito gli altri.
          Orma l’Europa è arrivata ad un punto tale per cui sfaldarla sarebbe solo controproducente; la strada migliore sarebbe migliorare (ma veramente) quella esistente, con riforme economiche appropriate e possibili: sovranità monetaria dei singoli stati o, in alternativa, un controllo dei singoli stati sulla politica economica della BCE (cosa allo stato attuale della legislazione impossibile, essendo la BCE svincolata da qualsiasi potere, statale o europeo); reddito di cittadinanza, ecc…
Vediamo quindi quale sarà il probabile scenario futuro.
          Aumenteranno, di molto, le istanze antieuropeiste nei vari paesi dell’UE;
          aumenterà anche il caos politico; in Italia, ad esempio, già iniziano le contrapposizioni, con Renzi che dice che l’Europa è la nostra casa (a cui verrebbe da rispondere che se questa è la casa, tanto vale dormire sotto un ponte);
          di fatto non avrà vinto nessuno, né gli europeisti (quelli veri, che credono in un’Europa unita per un miglioramento economico di tutti) né i nazionalisti, perché, perlomeno nel breve periodo, pensare ad una disgregazione totale dell’Unione Europea è un’utopia; la soluzione migliore sarebbe riformare l’UE in senso liberale e realmente democratico, soprattutto dal punto di vista della politica economica;
          l’uscita dall’Inghilterra, quindi, servirà solo a destabilizzare ancora di più il quadro politico europeo;
          ricordiamo infine che il referendum è solo consultivo, e non è detto che non ci aspetti qualche sorpresa; e che l’uscita dall’UE non è immediata e automatica, ma richiederà qualche anno di tempo; e potrà sempre intervenire qualcosa a cambiare il quadro complessivo della situazione.
Per concludere userei le parole di Gioele Magaldi, leader del Movimento Roosevelt e fautore di un’Europa Unita sì, ma ispirata a valori diversi rispetto all’Europa attuale:
“In fondo, ciò che accomuna gli antieuropeisti palesi (nazionalisti e conservatori) ai finti europeisti (e dunque cripto-antieuropeisti) che stanno guidando l’attuale UE è proprio l’avversione profonda a qualsiasi realizzazione di Stati Uniti d’Europa legittimati da una Costituzione elaborata e deliberata grazie al consenso del Popolo europeo sovrano”.
Concordo con le sue parole, le uniche finora in cui mi sono ritrovato in mezzo a questa marea di commenti che ho letto oggi. Non ha vinto nessuno, per oggi; ha vinto il partito del caos e della divisione. 
Per un riepilogo della vicenda Britannia:


Fonte —LEGGI TUTTO—

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