Illusioni a spesa pubblica.

Stampa / Print
Credo un po’ tutti conosciamo il termine “viaggi della speranza”, è un’espressione che indica gli spostamenti di persone malate verso paesi in cui esistono cure particolari che non sarebbero possibili nei luoghi di residenza della persona interessata.
Era una cosa molto in voga anni fa, soprattutto in campo cardiochirurgico, quando i trapianti e certi interventi erano appena all’inizio del loro perfezionamento e quindi si effettuavano solo in pochi ospedali nel mondo. I costi di questi spostamenti erano eccezionali, per non parlare dell’organizzazione: trasportare una persona malata da un continente all’altro non è facile e bisognava attrezzare appositamente un mezzo di trasporto per l’occasione. Non a caso i mezzi di trasporto più usati erano gli aerei dell’aeronautica militare, volo e costi a spese dello stato nella speranza di salvare una vita.
Poi il progresso ha fortunatamente consentito di diffondere la medicina dovunque, almeno nei paesi moderni soprattutto occidentali. Non è così necessario praticamente per nessuna grave malattia (e per noi italiani) recarci lontano: se una possibilità di cura c’è ed è efficace, è disponibile in qualsiasi città italiana.
Ci possono essere rarissime eccezioni che riguardano poche persone al mondo ma in questo caso, se la cura è efficace e pubblica, sarà lo stato con una legge apposita, a rimborsare i costi della cura in oggetto. La legge infatti prevede che, per cure ad altissima specializzazione (e questo può succedere in rari casi, per esempio per malattie molto rare) è previsto in via eccezionale, un rimborso parziale delle spese sostenute. Ovviamente uno dei requisiti da rispettare è che queste “cure estere” siano terapie con base scientifica e con adeguata documentazione a sostegno.
Ma non è sempre così.
Le cronache raccontano ogni tanto di voli di stato, aerei dell’aeronautica appositamente attrezzati, spese ed organizzazioni, per viaggi della speranza che hanno molti lati oscuri.
Le mete più gettonate sono due: Londra ed Israele.
La seconda soprattutto per le malattie neurodegenerative, in alcuni centri di Israele disporrebbero di una cura che ne migliorerebbe i sintomi. Peccato che di queste cure non c’è traccia in nessuna pubblicazione scientifica e peccato che molte affermazioni di alcuni centri ricordino quelle tipiche dei ciarlatani ma lo stato non sembra interessarsene e così, ogni tanto, un aereo militare parte per un viaggio che sarà solo un inutile spreco di tempo e denaro.
Leggiamo anche che si organizzano raccolte fondi, iniziative di beneficienza che si occupano di raccogliere centinaia di migliaia di euro per pagare queste incredibili cure e così, anche tante persone che credono di fare del bene, in realtà stanno solo foraggiando dei ciarlatani.
L’altra meta abbastanza gettonata è Londra.
Qui risiederebbe un centro di cura abbastanza conosciuto ma non per la sua serietà, quanto per l’offerta di finte cure, terapie senza base scientifica e vere e proprie sciocchezze.
Eppure ogni tanto parte un altro aereo, come è successo pochi giorni fa, con un aereo dell’areonautica che ha trasportato a Londra una persona affetta (sembra di capire) da “sensibilità chimica multipla” (di cui ho parlato tempo fa). L’aereo, attrezzato per l’occasione, con un equipaggio di medici ed uomini, è stato addirittura trattato in maniera specifica per il paziente con evidenti costi elevatissimi.
Il malato ha come destinazione proprio il centro londinese.
Tutte le spese e le operazioni organizzative a carico dei contribuenti italiani a cosa sono serviti?
Si parla di 200.000 euro dei quali 70 pagati dalla regione Sicilia. L’aereo, un Falcon 800, trasporterà la ragazza nella clinica.
L’agenzia Ansa parla della notizia. Un volo di stato per una falsa cura.
La struttura effettua le cure più strane e che, immagino, non abbiano destato il benché minimo sospetto in chi ha deliberato la spesa necessaria a quel trasporto. Una clinica privata che sostiene di fare cure “disintossicanti”, ai “raggi infrarossi” o “chelanti” e che forse, prima di spendere cifre simili, meriterebbe più attenzione. La clinica è ben conosciuta per offrire cure senza base scientifica, senza prove di efficacia e che, già da tempo, hanno dimostrato di essere completamente inutili (se non dannose). Nel caso della sensibilità chimica multipla (malattia che ha una forte base psicosomatica), la clinica offre trattamenti disintossicanti, “immunologici” e “desensibilizzanti”, un insieme di parole che, sommate, danno un unico risultato: bufale.
Ha qualche senso spendere somme del genere e mettere in moto una macchina come questa per portare una persona tra le braccia di chi vende illusioni?
La stessa clinica offre trattamenti contro la “sensibilità all’elettricità” o diete per curare la sclerosi multipla. Nessuno ha fatto caso al livello di queste “terapie” miracolose?
E nessuno ha saputo che il responsabile della clinica (il quale ne aveva un’altra poi chiusa per l’inconsistenza scientifica delle terapie proposte) ha subìto un richiamo dal suo ordine dei medici per trattamenti non supportati da basi scientifiche?

Nessuno può impedire al prossimo di credere a ciarlatani o false cure ma credo che uno stato che non solo non impedisca ma addirittura favorisca questa gente nel suo sporco lavoro, abbia perso di vista la prima, fondamentale regola del diritto: salvaguardare la salute del prossimo.

Il fatto che questi viaggi dell’illusione siano a spese dei cittadini (quando le strutture di cura del nostro paese chiudono per mancanza di fondi) è un’aggravante. In questo modo non è solo favorito il turismo dell’illusione ma sono tolti fondi necessari alle cure essenziali e provate, soprattutto in un periodo come questo in cui si tagliano servizi essenziali per carenze economiche.
Probabilmente tutto passerà in silenzio, probabilmente non c’è solo la clinica inglese delle cure miracolose a guadagnarci ma se qualcuno volesse approfondire il problema, di materiale ne esiste, tanto.
Basta volerlo.
Alla prossima.

Aggiornamento: il caso (come suggerito nei commenti) è stato trattato proprio un giorno fa dalla trasmissione “Striscia la notizia“. Loro parlano di malattia rara comparsa in seguito a vaccinazione (non esiste un solo caso al mondo documentato scientificamente di sintomatologia di questo tipo causata da vaccini) e descrivono la vicenda come un caso pietoso risolto positivamente.

[Aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

Fonte —Leggi Tutto—

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *