Il cancro, il bicarbonato, i medici, i soldi.

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Chi mi segue dagli esordi sa che questo blog ha iniziato proprio da lui.
Dal guaritore del bicarbonato, Tullio Simoncini, ex medico ormai radiato dall’albo professionale che sostiene che il cancro sia un fungo (la candida albicans) e che si possa curare con il bicarbonato di sodio. L’ipotesi, oltre a non avere basi scientifiche, non è stata mai dimostrata dal suo “inventore” che ha detto espressamente di non aver mai fatto ricerche sull’argomento.

Simoncini, oltre alla radiazione ha una condanna per omicidio colposo, due per truffa, una per “terapia imprudente” (tribunale albanese), due per attività commerciale scorretta dell’AGCOM ed un processo in corso. Un curriculum “di tutto rispetto” che però non gli impedisce di girare il mondo per “curare” i disperati con una cialtronata tra le più ridicole: il bicarbonato di sodio (quello che usiamo in cucina) per curare i tumori, tutti. Ancora più stupefacente che ci siano persone che gli diano fiducia, ad uno con una fedina come la sua, in genere, non si affiderebbero nemmeno le chiavi dell’automobile.

Chi non segue il blog dall’inizio forse non sa come fu proprio la scoperta di un trucco usato da Simoncini per mostrare una presunta guarigione da tumore con il bicarbonato, a spingermi in questa avventura di “debunking medico” e come lo scoprire questo tipo di trucchi diventò per me uno stupefacente viaggio nel mondo oscuro delle medicine alternative che poi si è rivelato peggio, molto più buio di ciò che immaginavo.
Il ricorso a trucchi e falsificazioni per pubblicizzare le proprie finte terapie, è una caratteristica di tutti i ciarlatani, nessuno escluso e, lo dico con molto dispiacere, anche tra medici non “alternativi” ed ufficialmente inseriti nella sanità pubblica nazionale, esistono persone che davanti alla possibilità di guadagno non si fermano davanti a nulla, nemmeno a cospetto della disperazione di un malato grave e del dolore della sua famiglia.
Diciamo che mi sono scontrato con una realtà che credevo solo marginale.
Simoncini ha iniziato la sua attività di guaritore quando ancora era un medico ed internet era agli albori. All’avvento del web che permette di diffondere qualsiasi notizia in un attimo, è diventato tra i guaritori più noti e richiesti, con una folta schiera di sostenitori (alcuni semplicemente ignoranti, altri ben consapevoli dell’assurdità di queste teorie) prendendo un sacco di soldi per le sue visite e le sue terapie e seminando morte ed illusioni.

La spregiudicatezza di questo personaggio è nota ed il giro di affari che è capace di creare non è indifferente (forse è per questo che attira molti disonesti alla sua corte).
“Onorari” (in nero naturalmente) esorbitanti ed addirittura “consulenze via Skype (per chi non lo sapesse, una sorta di “videoconferenza”) al “modico” prezzo di 150 euro. Come fa una persona gravemente ammalata a credere ad una cosa del genere? Come fanno i suoi parenti a cadere nelle grinfie di un soggetto simile?
Basta la disperazione o davvero bisogna essere particolarmente ingenui?
Simoncini chiede 150 euro per una “consulenza via Skype”

Pochi anni fa l’ennesima morte, un ragazzo italiano.
Simoncini ora è stato condannato in Albania ed attende un processo in Italia ed assieme a lui c’è un altro medico, Roberto Gandini, radiologo, assolto in Albania, in attesa di giudizio in Italia.

Dopo otto anni dall’inizio di questo blog, considerando l’avviata carriera internazionale di Simoncini parlare ancora di lui suona un po’ ripetitivo: se informando sull’inutilità di questa falsa cura spiegando anche i trucchi usati dal guaritore per farsi pubblicità c’è ancora chi ci crede, ogni parola in più è superflua. Non è chiaro nemmeno quale possa essere l’atteggiamento più giusto nei confronti di chi sta male e cade in queste truffe, perché credere ad una sciocchezza del genere è davvero troppo.

Per questo motivo non penso ci sia molto da dire (e da aggiungere) su Simoncini, finché ci sarà gente disposta a credere che si possa curare il cancro con delle flebo di bicarbonato e si berrà i giochi di prestigio dell’ex medico romano si può fare poco e nessuna parola o statistica, nessun trucco rivelato potrà distogliere, chi è stato plagiato, dalla scelta fatta. Dopo aver informato (lo ha fatto persino l’AIRC, associazione italiana ricerca sul cancro) ognuno è libero di scegliere la sua strada, consapevole (si spera) di dover scegliere tra una speranza (la medicina) ed una truffa (il bicarbonato).

Con la radiazione dall’albo dei medici Simoncini non è più sotto il controllo degli enti sanitari (che hanno già usato il provvedimento più grave che si possa usare nei confronti di un medico) ma della magistratura e delle forze dell’ordine, sono le uniche possibilità per fermarlo ma è chiaro che le sue “cure” devono trovare delle basi di appoggio, delle complicità, qualcuno che provveda al ricovero dei pazienti, inserisca i cateteri per effettuare le inutili e pericolose dosi di bicarbonato ed una rete di connivenze non da poco. Simoncini non lavora da solo.

Se su internet sono diversi i personaggi che lo pubblicizzano e lo appoggiano, nel mondo ci sono cliniche, medici e collaboratori che lo aiutano (non certo gratuitamente) nella sua attività. In Albania era una clinica privata, in Italia anche.

Non è quindi Simoncini il diretto protagonista di questo post ma tutto ciò che lo circonda.

La televisione della Svizzera italiana ha recentemente effettuato un interessante dossier nel quale Simoncini (che non sa di essere ripreso), descrive accuratamente ciò che una paziente che chiede le sue cure deve fare.
Dopo alcune istruzioni generiche sui costi e sulla sede dell'”intervento” (devono essere inseriti dei cateteri attraverso i quali Simoncini farà le infusioni di bicarbonato di sodio), l’ex medico fa i nomi dei medici che lo aiuterebbero (in particolare nell’inserimento dei cateteri per fare le infusioni di bicarbonato) e li fa chiaramente.
Dice di appoggiarsi alla clinica Santa Maria di Leuca di Roma dove opererebbero due medici, il dott. Roberto Gandini (il radiologo che con lui è sotto processo per la morte di Luca Olivotto) ed il dott. Enrico Pampana, un altro radiologo. Sono loro che, secondo Simoncini, prepareranno i cateteri per permettere le infusioni di bicarbonato e così lui riferisce succederà anche alla giornalista che si finge malata per realizzare il servizio.
La clinica ed uno dei due medici smentiscono le parole di Simoncini sostenendo di non avere nulla a che fare con il guaritore del bicarbonato.
Il nome di Gandini non è però nuovo, appare nel sito di Simoncini scritto in una testimonianza che una signora francese rilascia qui, Gandini sarebbe il radiologo che ha inserito il catetere alla signora.
I responsabili della clinica, anche loro, smentiscono e persino il direttore sanitario della stessa dice di non sapere di avvenimenti simili all’interno della sua struttura.
Ma questi sono elementi che dovranno essere valutati dalla magistratura.
Quello che colpisce di più è la presenza dei medici che si presume sappiano chi sia Simoncini, che “terapie” faccia ed a cosa dovessero servire quei cateteri (o qualcuno vuole credere che si prepari una via per catetere così, tanto per passare il tempo?), non sono stati certo i pazienti ad inserirsi i cateteri da soli.
C’è da sottolineare anche che l’ex medico romano non ha “qualche” paziente sporadico ma la sua attività è regolare e continua e soprattutto si dovrebbe spiegare come nelle varie cliniche in cui si appoggia l’ex medico, quelle persone farebbero operare un medico ormai radiato dall’ordine professionale e che applica una pericolosa “cura alternativa” senza basi scientifiche. Lo fanno perché appoggiano queste deliranti teorie o per motivi molto più “venali”?

La falsificazioni di Simoncini sono innumerevoli, per farsi pubblicità, aiutato da siti spazzatura italiani e stranieri, pagine sui social network, non esita a manipolare referti, storie cliniche, non si fa alcun problema nel realizzare fotomontaggi (o sono i suoi collaboratori a farlo) e fornire dati falsi e, come sempre accade, le testimonianze che mostrerebbero incredibili effetti del bicarbonato si rivelano sempre delle esche per ingenui.

Una delle ultime “prove” manipolate è mostrata proprio nel servizio svizzero.
La maggioranza dei video del guaritore romano sono realizzati da Massimo Mazzucco, ex regista che ora si occupa di complotti di tutti i tipi e che da sempre appoggia e pubblicizza Simoncini.

In uno dei video racconta la storia di Corinna, “guarita” da diversi tumori (polmone, seno, ossa…) per merito del bicarbonato che avrebbe “collaborato” con la terapia che aveva già fatto la donna in ospedale, la terapia truffaldina era stata somministrata da un medico svizzero che compare come testimone nel video di Mazzucco ed anche in quello del servizio svizzero. Quando Mazzucco nel suo sito raccontò la storia, qualcuno gli chiese, giustamente, i referti di questa “stupefacente” guarigione. La risposta di Mazzucco fu chiara e patetica (ed accettata supinamente dai suoi lettori): “la paziente ha perso i referti durante un trasloco“.

La donna ha appena fatto un trasloco, appena pronti invierà i referti.
Ma guarda un po’.
Si potrebbe pensare che non sia giusto divulgare “testimonianze” così delicate senza documentazioni o prove eccezionali ma questo evidentemente vale solo per chi ha buon senso.
Soprattutto quando si viene a sapere che in realtà Corinna non è “guarita” ma è morta (lo afferma proprio il medico alternativo intervistato nel video) ma il video è sempre lì (dal 2009) e la donna…continua dopo la morte ad essere “testimone” di Simoncini.
Mazzucco chiude il suo articolo con le parole: “Sono solo i muri dell’ignoranza, della presunzione e dell’avidità, e non quelli prettamente scientifici, i veri ostacoli sulla via della soluzione del problema cancro“, che ora che conosciamo il vero finale della storia, hanno un suono molto triste.
È lo stesso destino di molti “testimoni” di prodigiose guarigioni, mentre per altri il destino è stato quello di fare le cure in ospedale, essere stati normalmente curati e solo dopo sottoporsi alla cialtroneria del bicarbonato (che naturalmente diventa “protagonista” della guarigione), tanti di quei pazienti che testimoniano la loro guarigione in video, oggi non ci sono più.
Che si lasci impunita una persona come Simoncini a questo punto non è un problema della medicina o degli ordini professionali lui è ormai fuori da ogni regola ma con lui collaborerebbero medici che esercitano regolarmente e cliniche regolarmente autorizzate, questo è quello che si dovrebbe impedire.
Anche in questo caso, come in molti altri, l’ordine dei medici sa.
Se continuerà a fare finta di non guardare non si lamenti di quanti parlano di professione medica svilita ed umiliata, di chi chiede inutilmente più garanzie a favore dei pazienti e di tutti (tanti) quei medici che lavorano onestamente, con capacità ed umanità. Non bastano i vari casi Di Bella, Stamina, dei tanti personaggi che confondono la laurea in medicina con una macchina per fare soldi?
Io credo che siamo già abbondantemente fuori da ogni limite di pazienza e sopportazione, ora tocca a voi, ordini ed istituzioni, in molti cominciano sinceramente a non poterne più.
Il servizio della televisione svizzera è qui.
La puntata intera del programma è qui.
Ci sono anche due miei interventi.
Alla prossima.

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