informarmy.net
Con il tarassaco o dente di leone, cosa si può fare
Stampa / Print
Il tarassaco, o dente di leone (o anche cicoria, o insalata matta), è un’erba molto diffusa e dalle notevoli proprietà lassative, depurative del sangue e diuretiche.
Si raccolgono le foglie e le radici in primavera e si fanno essiccare rapidamente.

Con il dente di leone, così diffuso, possiamo fare:

il decotto, si mettono 60 grammi di radici in un litro di acqua e si fanno bollire, oppure l’infuso, con 25 grammi di foglie in infusione in un litro di acqua bollente.
Entrambi sono potenti depurativi e stimolanti del fegato. Vanno presi per 15 giorni di seguito a bicchierini.

Sempre per sistemare le congestioni del fegato, si può estrarre il succo spremendo 100 grammi di radice fresca, si mischia con 20 grammi di alcool da liquori, 15 di glicerina e 20 di acqua. Va preso a cucchiai.
il succo della pianta intera, che preso con 2-3 cucchiaini da caffè per i bambini o 2-3 cucchiai da tavola per gli adulti, è depurativo, diuretico e digestivo.

il vino, prodotto facendo macerare 2 radici fresche in mezzo litro di vino bianco per 3 giorni, è utile in caso di febbre. Si assume in un bicchierino, e un altro un’ora più tardi.

i bagni alle mani e ai piedi, fatti con una manciata di tarassaco ogni litro d’acqua, utili per l’artrite e il ronzio alle orecchie.

i cataplasmi sono efficaci in caso di ulcere e malattie della pelle, fatti con foglie e fiori tritati.

e si può fare anche il caffè, tostando al forno le radici, raccolte in autunno e tagliate a fettine, poi macinate e usate al posto, o insieme, al caffè abituale.

è molto buono in cucina lessato e mangiato con olio e limone. E l’acqua di cottura non si butta, ma si può bere a bicchieri a digiuno.

Fonte

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.