Le difficoltà degli scienziati che denunciano pubblicamente i danni da vaccino

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Nel 2011, il Neurologo Markku Partinen è stato
ridicolizzato da altri scienziati che mettevano in dubbio i suoi metodi e
le motivazioni, a tal punto da sollevare dubbi sulla sua stabilità
mentale, riguardanti i danni vaccinali causati dal vaccino pandemico
Pandemrix. In un articolo pubblicato giovedì scorso sul sito della Reuters, Markku Partinen racconta come i colleghi lo hanno anche evitato.

Partinen, Direttore del Centro di ricerca della Clinica del sonno di Helsinki, ha scoperto che il vaccino Pandemrix della GlaxoSmithKline può essere collegato ad un aumento dei casi di narcolessia, un disturbo del sonno, nei bambini e nei giovani.

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Partinen sapeva che le sue scoperte avrebbero aiutato a
limitare i rischi di narcolessia per i bambini di tutto il mondo, ma
aveva il timore di esporre le sue scoperte in quanto il lavoro avrebbe
sicuramente generato diffidenza nella comunità scientifica e
comprensibile ansia nel pubblico. Ha deciso di lottare per vedere
pubblicata la sua ricerca e i fatti gli hanno dato ragione!

Si tratta di una sfida estremamente difficile per gli Scienziati [con
la S maiuscola che rifiutano le tangenti di BigPharma] poter bilanciare
dati convincenti con la preoccupazione dell’opinione pubblica rispetto
ai vaccini e ai loro effetti collaterali. Inevitabilmente si torna alla
storia del Dr. Andrew Wakefield, medico inglese che ha
collegato il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia [MMR o MPR]
all’autismo, che ha prodotto come risultato una serie di critiche a tal
punto da essere bandito dalla comunità scientifica malgrado i suoi lavori sono stati replicati e hanno confermato la gravità dei risultati che coinvolgono milioni di bambini autistici.
Allo stesso modo, molti altri scienziati affermano di essere più restii
a pubblicare i potenziali effetti collaterali dei vaccini lasciando, di
fatto, milioni di danneggiati in balìa degli eventi.

Wakefield ha molti seguaci, in particolare negli Stati Uniti [dove la prevalenza di autismo ha raggiunto numeri molto preoccupanti],
che mettono in dubbio l’uso di qualsiasi vaccino e sostengono che molti
vaccini scatenano conseguenze non valutate in sede di sperimentazione. Wakefield vive a Austin, Texas, e in una recente intervista alla Reuters
ha confermato che prosegue la sua attività grazie alle sue scoperte e
alla replicazione di quei dati in molti altri paesi. Conferma di essere
stato oggetto di “false accuse” in una successiva indagine da parte del British Medical Journal. Wakefield ha intrapreso un’azione legale per diffamazione in Texas contro il British Medical Journal, il suo editore Fiona Godlee
e il giornalista voltagabbana Brian Deer, ma è stata respinta l’anno
scorso a seguito di incompatibilità territoriale: le cause giudiziarie
nate nel Regno Unito sono di esclusiva competenza del Regno Unito. Wakefield e il suo team di Avvocati ha comunque presentato ricorso contro questa decisione.

Gli studi di Partinen, come quelli di Wakefield,
sono stati replicati e confermati da almeno quattro gruppi indipendenti
di scienziati internazionali e studi condotti in Svezia, Finlandia,
Irlanda, Norvegia e Gran Bretagna che hanno dimostrato un rischio 13
volte maggiore di sviluppare narcolessia nei bambini vaccinati con Pandemrix. Attualmente l’EMEA consiglia di non utilizzare il vaccino in soggetti di età inferiore ai 20 anni e la GlaxoSmithKline riconosce l’associazione statistica.

Un’altra scienziata finlandese, Outi Vaarala, è concorde con i risultati di Partinen e sta sondando la meccanica del collegamento Pandemrix-narcolessia. Lei pensa che potrebbe avere a che fare con l’effetto di sovraccarico del vaccino sul sistema immunitario. Outi Vaarala
conferma di essersi trovata sommersa da e-mail e telefonate da parte di
persone che da un lato l’accusavano di minare la fiducia nei vaccini, e
dall’altra parte chiedevano il suo sostegno per redigere misure
anti-vaccino.

Outi Vaarala ha ribadito alla Reuters che:

“Non è il genere di discussione aperta che affronti solitamente.
Hai paura di perdere tutta la tua carriera se dici qualcosa di brutto,
perché quando hai a che fare con i vaccini diventa improvvisamente come
parlare di politica, o di religione.”

Partinen ha condotto il primo Simposio Nordico sulla narcolessia e ha spiegato i suoi legami con il vaccino contro l’influenza suina H1N1. Egli ha confermato alla Reuters:

“Quando abbiamo scoperto questo, abbiamo voluto pubblicare i
nostri risultati e diffondere la notizia al mondo perché sapevamo che Pandemrix è stato anche utilizzato in altri paesi. Ma ci sono stati grossi problemi.”

Partinen ha contattato il New England Journal of Medicine,
e ha presentato il suo studio per la pubblicazione. La rivista ha
chiesto diverse revisioni al testo, infine ha rifiutato di accettarla.
Dopo di che Partinen ha mandato il suo studio a The Lancet e, anche se non è raro che tali riviste mediche di alto livello respingano molti studi, Partinen si è detto scioccato dalla forte resistenza di The Lancet al suo studio. Citiamo sue parole:

“E’ stato del tutto eccezionale, hanno chiesto la revisione della
revisione e la revisione della revisione. Poi hanno detto che avrebbero
fatto una scelta editoriale, che non potevano pubblicarlo perché non
conoscevano il meccanismo biologico dietro il legame tra narcolessia e Pandemrix.”

Partinen sostiene a ragione che gli scienziati non conoscono
i meccanismi biologici che stanno dietro a molte malattie tra cui la
Sclerosi Multipla e il Diabete, e ancora che The Lancet è ricco di carte peer-reviewed relative a questi meccanismi. Né The Lancet né il New England Medical Journal
hanno voluto commentare le loro decisioni editoriali, ma la cosa non ci
stupisce considerato che sono manovrati dalle stesse industrie.

Nel marzo del 2012, lo studio di Partinen trova finalmente pubblicazione sulla rivista Public Library of Science, PLoS One,
molti altri scienziati replicano le sue scoperte, la pandemia di
influenza H1N1 per la quale Pandemrix è stato progettato viene
dichiarata terminata, e l’uso del vaccino viene limitato.

Per tutti coloro colpiti dalla narcolessia, era ormai troppo tardi.

Ci sono voluti tre anni per informare adeguatamente il pubblico sul legame tra Pandemrix e la narcolessia.

Questa è la Scienza in cui agiscono sacerdoti osceni, blasfemi,
venduti e criminali, che mettono quotidianamente a repentaglio la vita
dei nostri figli per il loro sporco business, raccontata dagli stessi
Scienziati che hanno il coraggio etico e morale di opporsi a questa
criminalità organizzata.

Questa è la Scienza dove risiede un crescente malcostume gestito da opinion leaders,
ovvero individui ingaggiati dalle aziende farmaceutiche che formano
[come margherite in un campo] intere agenzie di comunicazione per
annunciare imminenti catastrofi e spingere [dietro l’impulso dei cattivi
maestri] a diffidare della verità seminando il discredito.

Fonte

2 comments for “Le difficoltà degli scienziati che denunciano pubblicamente i danni da vaccino

  1. Anonimo
    3 maggio 2013 at 18:21

    Come mai avete tradotto solo una parte dell'articolo Reuters e non tutto? La visione della'accaduto fornita dall'originale è molto diversa

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