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ITALIA CHE TREMA: NATURA INDOTTA
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di Gianni Lannes
Se si legge attentamente il bollettino dell’Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
, anche un profano si rende
conto della
lunga sequenza di sussulti e tremori che stanno sconquassando lo
Stivale. Tutto naturale? Non si direbbe, tenendo conto che i giochi di
guerra della Nato sulle faglie sismiche attive del
Belpaese, proseguono alacremente. Guai a fiatare o soltanto a ragionare
un pò! Si rischia la facile etichetta di “complottismo” e perfino di
allarmismo. I militari, però, sparano realmente dove non dovrebbero.
Perché?
Basta
dare un’occhiata ai documenti
della Guardia Costiera o se si preferisce affacciarsi alla finestra o
prendere il mare, magari di Sicilia, al largo di Augusta, oppure far
rotta verso le Eolie. Se per caso siete a Milazzo, allora alzate lo
sguardo al cielo e vi renderete conto dell’incredibile traffico militare
aereo.  
Da
profani, prendiamo a riferimento le ultime scosse e la
profondità superficiale e costante dell’ipocentro: ossia 8-16
chilometri. L’8
marzo (ore 5:43 e 16:11) è stato colpito ben due volte il Pollino
(ipocentro a 9,1
km e km 8), e nello stesso giorno (ore 15:52) il Mar di Sicilia
(ipocentro a km
10 e magnitudo 2.4). Infine, torna a tremare , anzi, non ha masi smesso,
l’Abruzzo.
Alle ore 03:54 italiane una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata
registrata dall’INGV nel distretto sismico del Gran Sasso. Il sisma ha
avuto
una profondita’ di 16.6 chilometri con epicentro localizzato a 10
chilometri da L’Aquila. Una seconda scossa è stata registrata alle 04:50
di magnitudo 2.1
con lo stesso ipocentro ed epicentro.  

A quando esattamente la prossima preannunciata tragedia, già prevista dagli esperti?

 
 

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