LE MENZOGNE DEL CANDIDATO BEPPE GRILLO

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di Gianni Lannes

Niente di personale: la
verità va detta, poi uno si fa infinocchiare come vuole e lo
vota pure un imbroglione. Dalle mie parti si dice: se un
asino non vuole bere lascialo crepare di sete. Sia chiaro: questa non è
l’intervista in ginocchio
di Travaglio. E’ in gioco il presente ed il futuro del mio Paese, attualmente privo di libertà e senza democrazia. Ho tutto il diritto di indagare, e andrò come sempre fino in fondo. Comunque, la farsa è finita.

Italia: corre l’anno 2012. Grillo ancora una volta recita
su
copione casaloggia: «Non mi candiderò al Parlamento». E’ il succo
dell’ennesima
dichiarazione raccolta per strada. Poi occasionalmente mandata in onda
dal
programma Rai,  Ballarò, tre mesi fa,
ovvero martedi 20 novembre: «Sono pieno di carichi pendenti, sono un delinquente» conferma l’ex
comicante. 

Alla prova dei fatti Giuseppe Piero Grillo ha mentito spudoratamente. Infatti si è
candidato a capo del governo italiano. La notizia ufficiale è racchiusa nei
documenti del ministero dell’Interno, ma basta collegarsi al sito del Viminale
per leggere così: 

«Elezioni politiche e
regionali 2013. On-line coalizioni, leader e programmi: un servizio che il
ministero dell’Interno offre al cittadino per garantire trasparenza alla
competizione elettorale. I leader che si candidano alla guida del Paese,
ciascuno con un proprio simbolo o una coalizione di simboli e un proprio
programma. Ecco l’elenco contenente tutti i leader candidati alle elezioni
politiche del 24 e 25 febbraio 2013 con, a fianco di ciascuno, i simboli dei
partiti collegati e i relativi programmi elettorali. Coalizioni, leader e
programmi. Grillo candidato premier ufficiale di M5S. La “corsa” al
deposito ufficializza anche gli aspiranti premier delle formazioni politiche in
campo: per il Movimento 5 Stelle, il candidato è Beppe Grillo
».


Cosa vuol dire leader? Secondo il vocabolario della
lingua italiana, Zingarelli: «capo di un partito o schieramento politico».

Oltretutto, avevo già anticipato questa notizia
clamorosa, purtuttavia, stranamente “dimenticata” dai mass media. In un
comunicato stampa ufficiale di M5S (11 gennaio 2013), pubblicato integralmente
sul portale di Rai News 24, è
scritto: «Cinque stelle candida Grillo a
palazzo Chigi. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha presentato il proprio
simbolo al Viminale e candida proprio il comico blogger, e leader di
riferimento del Movimento, a governare la Repubblica italiana
».

Perché i suoi avversari non hanno menzionato la sua
candidatura ufficiale? Forse, va in onda tutta una manfrina, fumo negli occhi
del popolo italiano? Insomma, finte zuffe televisive mentre la spartizione è
già decisa dall’onnipotente alleato USA?

In ogni caso, il proprietario per conto terzi del “Movimento
5 Stelle” non vuole in Parlamento i condannati per corruzione. E i condannati
per omicidio colposo plurimo come lui? Loro possono sedere alla Camera dei deputati e al Senato, o magari alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dare ordini ai propri parlamentari
subordinati? Beppe Grillo è stato condannato per omicidio colposo plurimo (vittime
due adulti e un bambino). Esatto. Lo sapevate? La condanna a 14 mesi di
reclusione (con la condizionale), appunto, è stata resa definitiva dalla IV
sezione penale della Corte Suprema di Cassazione l’8 aprile 1988.

Ecco il nuovo che avanza (dichiarazioni di Gianroberto
Casaleggio al Corriere della Sera): «Con Beppe Grillo ho scritto il non statuto del movimento 5 stelle
insieme abbiamo definito le regole». Da applicare a chi? Banale: ai grullini
belanti. Recita, infatti, l’articolo 3 del fondatore: «Il nome del MoVimento 5 Stelle viene abbinato a un contrassegno
registrato a nome di Beppe Grillo, unico titolare dei diritti d’uso dello
stesso
». Avete compreso? Beppe Grillo: unico proprietario del marchio e del
nome, unico soggetto ad autorizzare qualsiasi iniziativa. Insomma, il padrone –
ripeto – ma di interessi altrui.  

Il
lato oscuro
– Non a caso nel 2008, mentre era in
atto in Iraq la solita carneficina nordamericana della popolazione civile, il nuovo
ras italiota incontra segretamente a pranzo, l’ambasciatore del Governo Usa. Il fatto
e l’antefatto sono condensati in un rapporto diretto a Condoleeza
Rice, allora segretario di Stato, per conto dell’alcolizzato Bush junior, a
quel tempo inquilino della Casa Bianca. Il documento riservato, è partito alle
11.12 del 4 aprile 2008 dall’ambasciata americana nello Stivale a stelle e
strisce. Un report dal titolo: «Pranzo
con l’attivista italiano Beppe Grillo
: Nessuna speranza per l’Italia. L’ossessione
della corruzione». A firmarlo è Ronald
Spogli
, ambasciatore a Roma, che al segretario di Stato, spiega poi, con
dovizia di particolari, in un testo di cinque pagine, che l’ex cabarettista
Grillo è un «interlocutore credibile nella comprensione del sistema politico
italiano, grazie al fatto di essere unico per denuncia della corruzione nelle
vita pubblica, ricorso al web e appello agli oppressi». Ma come? Proprio il
comicante che impara la parte a memoria e non è in grado di sostenere un
contraddittorio pubblico, pardon, il contestatore del sistema che diventa
interlocutore privilegiato del «sistema» per eccellenza, cioè l’America e con
questo sistema si interfaccia? Sì proprio così. Perché, come si sottolinea nel
documento in questione ottenuto dal collega Molinari nel rispetto delle norme del
Freedom of Information Act, le dimensioni dell’impegno di Grillo sul web
colpiscono l’ambasciata Usa. Anche se nel 2008 il Movimento Cinque Stelle deve
ancora venire al mondo. «Grillo – si legge nel rapporto – è un grande
sostenitore di internet, il suo blog gli ha garantito un’importante ribalta
nazionale e internazionale – e lui vi vede un grande strumento per promuovere
la trasparenza del governo» ritenendo che può «aiutare i cittadini a tenere
d’occhio spese e attività dei politici locali» oltre al fatto di essere «il suo
unico mezzo per organizzare eventi pubblici». I tre paragrafi conclusivi del
documento, intitolato «Commento» danno la misura delle valutazioni di Washington:
«Bene informato, competente sulla tecnologia, provocatorio e grande
intrattenitore, Grillo è unico, una voce solitaria nel panorama politico
italiano» scrive Spogli. «Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche,
ma, nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua unica miscela di
humour aggressivo sostenuto da statistiche e ricerche giuste quanto basta, ne
fa un interlocutore credibile sul sistema politico italiano. Grillo, 59 anni,
una capigliatura selvaggia e un aspetto quasi da portuale è convinto che
l’endemica corruzione, intesa come una procedura standard nella classe politica
italiana, abbia distrutto ogni speranza di migliorare le prospettive economiche
nazionali…». Infine il messaggio che Grillo consegna ai capoccia
nord-americani: «Tutti i partiti e politici italiani sono illegittimi», di
«centro, destra o sinistra», perché «arresti, indagini e conflitti di interessi
li rendono incapaci o inadatti» senza contare che il sistema elettorale «basato
sulle liste impedisce ai cittadini di scegliere chi votare». La sua proposta è
il «boicottaggio del sistema politico» e per questo «sul suo blog chiede di non
partecipare le elezioni politiche del 13 e 14 aprile» ma gli interlocutori
americani vedono «il possibile germe di un nuovo partito nella decisione di
consentire a candidati indipendenti alle elezioni amministrative di usare il
suo nome», sostenendoli poi con il blog a patto che abbiano i tre requisiti
necessari: nessuna carica precedente, fedina penale pulita e disponibilità a
pubblicare online tutte le attività e transazioni svolte dopo l’eventuale
elezione.  

Chi ha procurato questo incontro ravvicinato a
Grillo? Casaleggio, Sasson, oppure direttamente i mafiosi e criminali a piede libero della Cia? E quali
sono le finalità? Perché Grillo non ha mai detto nulla ai suoi tifosi? Un dato
è certo: all’Aspen Institute è
affiliato gran parte del branco di politicanti italioti, a partire da Napolitano Giorgio, Letta Enrico e Giulio Tremonti. Un altro dato è inequivocabile: la ditta Casaleggio
attraverso la società Enamics ha
come partner, tra l’altro, Jp Morgan,
vale a dire, Rockefeller. Ergo: Bilderberg, Trilaterale con annessi e
connessi. E il cerchio si chiude sulla crociera affaristica del Britannia
(di proprietà del boss dei boss: l’innominabile regina Elisabetta Windsor) il 2
giugno 1992, al fine di annettersi senza colpo ferire il patrimonio d’Italia ed impoverire il popolo sovrano, gonfiando artatamente il debito pubblico. Vero Draghi, Ciampi, Amato e compagnia bella?
Ma questa è un’altra storia su cui torneremo a breve con dovizia di riscontri
anche sulla dimenticata intervista a Mentana (vediamo se al ragioniere torna la
memoria).

Perché la diplomazia di Washington ha consultato un ragioniere
da operetta? Non sorprende più di tanto che poi sia sorto il movimento 5
stelle. Grillo ha nascosto all’opinione pubblica, compresi i suoi adepti e
seguaci, questo contatto ravvicinato dei gendarmi planetari, esportatori di
democrazia a suon di bombe sull’umanità. Ecco perché Grillo non fiata sulla
sovranità inesistente, sul signoraggio bancario e sulla guerra imperante: se non ha argomenti, allora soffre di calcolate amnesie.

Le marionette si adottano, coltivano ed allevano per
tempo. Non a caso i dipendenti dell’Intelligence anglo-americana hanno
allestito in Italia uffici di propaganda sotto mentite spoglie. Inoltre,
continuano indisturbati a finanziare di tutto e di più per controllare ed
orientare l’opinione pubblica tricolore (alla voce pennivendoli, politicanti,
santoni del web). I padroni d’Italia avevano compreso il potenziale elettorale
del comico e previsto in anticipo il suo successo. E l’hanno forse adottato a
sua insaputa? L’ideologia che promana dall’ex comico è totalitaria: lui (chi
per lui) usa una classica tecnica di manipolazione del consenso. Ingannevole e
antidemocratico alla prova dei fatti. Tutto torna. Il predicatore pensa già al
futuro, al potere che verrà per conto dello Zio Sam, come tutti gli altri
alieni al Parlamento. Allora, da chi prende ordini il padrone per conto terzi
di M5S?  

Quando si parla di lungimiranza. E quando si dice
rapporti confidenziali ed entrature opportune. Chi era nel 2008 Beppe Grillo per l’Italietta?
Un comicante, semplicemente un comicante. Ma chi era, sempre cinque anni fa,
Beppe Grillo per il mondo americano delle relazioni internazionali? Un ottimo, credibile interlocutore. Con tante
idee chiare in testa sul futuro dell’Italia. In parole povere il solito fantoccio da portare per mano.

Il capo di M5S parla sempre di democrazia diretta, dal basso. Bene. Allora, domanda fuori
dal coro. Beppe Grillo in quale contesto
democratico è stato eletto garante del movimento 5 stelle?

IL CANDIDATO GRILLO:
 
 

Fonte

2 comments for “LE MENZOGNE DEL CANDIDATO BEPPE GRILLO

  1. Anonimo
    15 marzo 2013 at 22:53

    Interessante il tuo articolo, io penso che gli italioti, prima che capiscano qualcosa, degli inganni architettati, ce ne vuole di tempo, e poi basta delegare, a chi? Ma a lui il grillo parlante, che a sentire certe persone rappresenta il salvatore.
    E poi per non parlare del comportamento che hanno i suoi adepti, tutti robottini non-parlanti e sputanti sentenze, con palmari e i-pad infilati tra gli occhi per non vedere, anzi loro non possono parlare se lui non vuole, ma lo possono fare solo attraverso il web, però attenti a non dire cose diverse da quelle che vuole lui, altrimenti ti mettono nel cestino dello spam. RIDICOLI DA MORIRE
    Quasi comincio a odiare la tecnologia.
    Per fortuna che c'è gente come te che si occupa di verità in un mondo fin troppo pieno di menzogne. ciao Anna 🙂

  2. Anonimo
    16 marzo 2013 at 7:19

    Caro Lannes, bel minestrone di inesattezze …. quella del pranzo all'ambasciata è veramente una chicca …. ma scrivi romanzi sui complotti internazionali?
    Complimenti, e a te chi ti paga?

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