E’ tempo di raccogliere il tarassaco

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Autori: Annarita Mazzoccone e Davide Testa

Alle soglie ormai della Primavera,
lasciati alle spalle i rigori dell’Inverno, le giornate di inizio Marzo
sono all’insegna del germogliare; campi, boschi e radure iniziano a
riempirsi di fiori ed erbe, è la Vita che ad ogni Primavera afferma il
suo primato sulla morte (seppur apparente) dell’Inverno.

E’
in questi tempi che possiamo mettere a frutto la raccolta di due piante
importanti come il tarassaco e la bardana. Il tarassaco (Taraxacum officinalis)
viene anche comunemente chiamato dente di leone o cicoria selvatica; è
una pianta molto conosciuta, ricordo che in campagna le nostre nonne la
raccoglievano trasformando in canestri i loro grembiuli, poi veniva
pulita, mondata e consumata condita dopo la cottura.

Ormai
la raccolta si può fare solo in luoghi dove il clima e l’ambiente sia
pulito, fa specie infatti vedere persone ai bordi delle strade
trafficate raccogliere quest’erba!!
Quindi
con l’occasione di una bella passeggiata per i colli o la campagna
raccogliamo pure il tarassaco, senza aspettare che sia troppo fiorito.
Le rosette fogliari più giovani si possono consumare crude, le piante
più grosse previa cottura (non cuocetele troppo, per non perderne
eccessivamente i componenti) e poi condite con olio e aceto o limone, si
accompagna perfettamente con uova lessate come è tradizione in tanti
luoghi nel giorno di Pasquetta!
Del tarassaco se ne può fare pure una
tintura con le radici, che vanno raccolte sempre in Primavera, prima che
la pianta fiorisca. Se ne raccolgono le più grosse, si puliscono,
(senza esagerare) e si fanno a tocchetti, si mettono poi sotto alcool a
70 gradi, se avete a disposizione una buona grappa “nostrana” va pure
bene, importante che raggiunga o superi i 50 gradi. Le radici vanno
poste in un vaso di vetro e lasciate per almeno un mese al buio a
riposare. Dopo di che si filtrano e se ne usa la tintura nella quantità
di 20/30 gocce prima dei pasti per favorire l’appetito o dopo i pasti
per stimolare la digestione e le funzioni intestinali. Ricordate che
già l’uso a tavola di questa pianta ha un effetto depurativo e diuretico
per l’organismo.
Ed ora veniamo ad un’altra grande pianta selvatica, la bardana (Arctium lappa)
detta anche lappola o lappa. La si può riconoscere facilmente per le
sue grandi foglie e specialmente per i frutti tondeggianti e uncinati
che da ragazzi, nelle campagne, ci si divertiva a tirarci addosso! La
bardana cresce ai margini dei boschi, dei coltivi e dei prati. Anche di
questa se ne possono consumare le foglie tenere e giovani sia crude,
insieme ad altre erbe primaverili, o lessate in acqua o al vapore e poi
condite a piacere.

Pure e radici si essano e si condiscono, con burro, olio di oliva e aceto. Come
per il tarassaco anche della bardana ne possiamo fare una tintura, con
le radici che si estraggono a Primavera, da piante giovani che non
abbiano ancora emesso il fusto fruttifero. Se ne riempie un vaso
facendole a tocchetti e le si ricopre d’alcool a 70 gradi o, come sopra
per il tarassaco, di buona grappa forte. Dopo un mese al buio filtrare e
assumere in 20/30 gocce due o tre volte al giorno come depurativo e
contro le impurità cutanee di vario tipo.
Arrivati a questo punto abbiamo a cuore
una raccomandazione da fare a noi tutti che per campi e boschi
raccogliamo piante selvatiche. Rispettiamo innanzitutto le specie
protette e ringraziamo in cuor nostro le Entità dei luoghi per il dono
che ci fanno, un’erba, una radice estirpata è un dono che riceviamo da
Entità che nella Natura sono presenti. Così lasciamo nei boschi una
mela, un frutto, o qualche pezzo di pane agli animali selvatici, sarà un
segno della nostra riconoscenza.
Per concludere rimandiamo alla
consultazione dei validi testi del Dottor Perugini Billi, “Le nostre
piante medicinali” e al “Manuale di fitoterapia” dove, tra tanto altro,
si potranno avere informazioni più dettagliate e precise sull’uso e le
proprietà terapeutiche di queste due piante.
Cogliamo anche l’occasione per
ringraziare il Dottore della sua ospitalità riguardo i nostri articoli e
Vi diamo appuntamento per l’ Estate per nuove esperienze con le nostre
buone piante selvatiche!

Fonte

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