Un cardiochirurgo americano: non sono i grassi saturi e il colesterolo a causare l’infarto!

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Scritto da Dr Francesco Perugini Billi
  
Giovedì 07 Marzo 2013 14:53
Il Dr. Dwight Lundell è un
cardiochirurgo americano di fama mondiale. In 25 anni di pratica
chirurgica ha eseguito 5.000 interventi a cuore aperto. E’ stato
Primario Chirurgo al Banner Heart Hospital (Mesa, Arizona).
Contrariamente alla maggioranza dei suoi colleghi specialisti ha avuto
il coraggio di prendere le distanze dalle vedute ufficiali che
considerano i grassi animali (colesterolo e grassi saturi) come fattore
di rischio cardiovascolare. Sentiamo cosa dice:
“Noi
medici con tutti i nostri studi, conoscenze e autorevolezza spesso
sviluppiamo un ego ipertrofico che ci impedisce di ammettere di esserci
sbagliati. Bene, eccomi qua, io ammetto di essermi sbagliato.
Mi
sono preparato con altri importanti medici, sono stato bombardato con la
letteratura scientifica, frequentato continuamente seminari di
aggiornamento e ho insistito per anni sul fatto che l’unica causa delle
patologie cardiovascolari fosse l’ipercolesterolemia e l’unica terapia
accettata fossero le statine e una dieta povera di grassi. Deviare da
queste raccomandazioni era considerata un’eresia e si veniva accusati di
fare della pessima pratica medica. Tuttavia, queste raccomandazioni non
sono più sostenibili, né più difendibili scientificamente. La scoperta
qualche anno fa che la causa delle malattie cardiovascolari è in verità
l’infiammazione delle pareti arteriose porterà un cambiamento
paradigmatico nella cura e prevenzione di queste malattie.
Le
raccomandazioni dietetiche ufficiali per la prevenzione delle malattie
cardiovascolari hanno di fatto creato un’epidemia di diabete e di
obesità le cui conseguenze faranno sembrare ridicole tutte le epidemie
precedenti e i costi a queste annesse, in termini di sofferenza umana e
di soldi.
Nonostante
il fatto che il 25% della popolazione assuma le costose statine e
nonostante che tutti noi abbiamo ridotto i grassi nella nostra
alimentazione, ogni anno muoiono sempre più americani a causa di
patologie cardiovascolari. Le statistiche della AHA (American Heart
Association) ci dicono che 75 milioni di americani sono attualmente
affetti da qualche patologia cardiovascolare, 20 milioni hanno il
diabete e 57 milioni hanno un stato di pre-diabete. Inoltre, questi
problemi stanno colpendo sempre di più i giovani.
Detto
in modo molto semplice: se non ci fosse uno stato di infiammazione nel
corpo il colesterolo non avrebbe la possibilità di accumularsi nelle
arterie e poi causare l’infarto e l’ictus. Senza infiammazione, il
colesterolo se ne andrebbe in giro per il corpo senza far danni, così
come è previsto dalla natura. E’ l’infiammazione che intrappola il
colesterolo.
Il
processo dell’infiammazione non è complesso – è semplicemente il
sistema attraverso il quale il vostro organismo si difende da vari tipi
di aggressioni, come batteri, tossine o virus. Per liberarvi da questi
invasori l’infiammazione è perfetta. Tuttavia, se noi ci esponiamo in
modo cronico a tossine o ad alimenti che il nostro organismo non è in
grado di processare, si instaura una pericolosa condizione di
infiammazione cronica. L’infiammazione cronica è tanto dannosa quanto
benefica è quella acuta. Quale persona ragionevole si esporrebbe
ripetutamente a cibi tossici e altre sostanze dannose per il proprio
corpo? Beh, forse i fumatori, ma almeno loro lo fanno per una scelta
volontaria. Il resto di noi ha solo seguito le raccomandazioni ufficiali
che consigliano una dieta povera di grassi e ricca di oli polinsaturi e
carboidrati, senza sapere che così stava danneggiando le proprie
arterie. Questi ripetuti insulti creano l’infiammazione cronica
che è la porta aperta per le malattie cardiovascolari, obesità e ictus.
Lasciatemelo dire ancora: i danno da infiammazione delle nostre
arterie sono causati dalla dieta povera di grassi raccomandata da anni
dalla medicina accademica.
Quali
sono le cause dell’infiammazione cronica? Sono un sovraccarico di
zuccheri, carboidrati raffinati e un consumo eccessivo di oli vegetali
ricchi di omega-6 come soia, mais e girasole, presenti in tutti i cibi
processati dall’industria alimentare
Immaginate
per un attimo di prendere uno spazzolino rigido e strofinarlo
ripetutamente sulla pelle fino ad arrossarla e farla quasi sanguinare.
Fatelo diverse volte al giorno, per cinque anni. Ammesso che riusciate a
tollerare questo trattamento, andando avanti avreste la pelle
infiammata, gonfia, sanguinante, infetta e ad ogni spazzolamento sarebbe
peggio. Questo è un buon modo per avere un’idea di quello che produce
l’infiammazione cronica nel vostro organismo, proprio ora. Non ha
importanza se l’infiammazione avviene esternamente o internamente, il
processo è lo stesso. Ho guardato dentro migliaia e migliaia di
arterie. Un’ arteria danneggiata appare proprio come se qualcuno
l’avesse ripetutamente spazzolata. Diverse volte al giorno, ogni
giorno, il cibo che mangiamo crea piccole ferite che poi aumentano e
forzano il corpo a rispondere continuamente con l’infiammazione.
Quando
consumate continuamente cibi a base di zuccheri semplici, la glicemia
si alza rapidamente. Di conseguenza il pancreas secerne insulina la cui
funzione primaria è quella di allontanare lo zucchero da torrente
sanguigno e portarlo in ogni singola cellula dove viene immagazzinato
per scopi energetici. Se la cellula è già piena, lo zucchero si accumula
nel sangue e questo causa una continua produzione di insulina che
trasforma lo zucchero in grasso. Inoltre, l’eccesso di zucchero si lega a
diversi tipi di proteine che a loro volta danneggiano le pareti dei
vasi. Questi ripetuti insulti danno il via ad un processo di
infiammazione cronica. Consumare zucchero e cibi dolci diverse volte al
giorno è come buttare nel sangue della carta vetrata. E’ così, anche se
voi non ve ne rendete conto e non riuscite a vedere nulla di quello che
succede. Io l’ho potuto verificare in oltre 5000 pazienti, in 25 anni
di interventi chirurgici, e tutti avevano un comune denominatore:
l’infiammazione nelle loro arterie.
I cibi
dolci non solo contengono zuccheri, ma anche grassi vegetali ricchi di
W-6, come quelli ricavati dalla soia. Anche le patatine e altri cibi
fritti sono zeppi di olio di soia o altri oli ricchi di w-6. Questi
acidi grassi dovrebbero stare in un rapporto preciso con gli w-3. Se
consumiamo troppi omega-6, come facciamo oggi, le membrane cellulari
iniziano a produrre dei mediatori chimici, come le citochine, e questo
porta all’infiammazione. Il rapporto w-6:w-3 della dieta americana
moderna è pericolosamente a favore degli omega-6 (30:1). Questo si
traduce in una quantità notevole di citochine e quindi di
infiammazione. Il rapporto naturale e salutare w-6:w-3 dovrebbe essere
circa 3:1. Cibi ricchi di W-6 e carboidrati hanno dominato la dieta americana per sessanta anni e avvelenato lentamente tutti noi.
All’infiammazione,
si aggiunge il sovrappeso o addirittura l’obesità, di cui molte
persone oggi soffrono. Le cellule adipose dei tessuti grassi riversano
nel sangue una grande quantità di mediatori dell’infiammazione che
peggiorano i danni a livello dei tessuti. Andando avanti di questo passo
aumenta il rischio di patologie cardiovascolari, di ipertensione,
diabete e Alzhaimer.
Non
c’è verso: maggiore è il consumo di prodotti processati dalle industrie
alimentari e maggiore è l’infiammazione dell’organismo, che non si è
certamente evoluto in milioni di anni con questi alimenti e non è certo
in grado di processare queste quantità di zuccheri e omega-6.
C’è
solo un modo per ridurre l’infiammazione ed è quello di ritornare a
consumare alimenti nel loro stato naturale o che comunque hanno subito
poche manipolazioni da parte dell’uomo. Per aumentare il tessuto
muscolare, mangiate più proteine. Mangiate fonti di carboidrati
complessi, come frutta e ortaggi. Eliminate oli ricchi di omega-6, come
quelli di mais e soia, e tutti i cibi che li contengono. Un cucchiaio
di olio di mais contiene 7,280 mg di w-6 e uno di olio di soia ne
contiene 6,940 mg. Al loro posto, usate olio extravergine e burro
biologici. I grassi animali contengono pochi w-6, danno meno
infiammazione e sono più sani degli oli polinsaturi. Dimenticatevi delle
informazioni “scientifiche” che vi sono state strombazzate nelle
orecchie per decenni. No c’è nulla di scientifico quando vi dicono che i
grassi saturi sono la causa delle malattie cardiovascolari. Il
colesterolo non è la causa dell’infarto, né lo sono i grassi saturi. La
teoria che lega il colesterolo alle malattie cardiovascolari ha portato
a raccomandare diete povere di grassi e alla produzione di un mucchio
di cibi che oggi stanno causando un’epidemia di infiammazione. La
medicina moderna ha fatto un terribile errore quando ha cominciato a
consigliare alla gente di evitare i grassi saturi a favore di oli ricchi
di omega-6. Adesso abbiamo un’epidemia di infiammazione delle arterie
che causa malattie cardiovascolari e altre subdole patologie.
Bibliografia
– World Renown Heart Surgeon Speaks Out On What Really Causes Heart Disease. http://preventdisease.com/
– Saturated Fat and Heart Disease. http://www.sott.net/
– Dr. Lundell’s website (http://truthaboutheartdisease.org/)

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