SICILIA: CARICATE LE MAMME NO MUOS

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Brutale
repressione il 5-6 marzo contro il comitato mamme nomuos di Niscemi durante i
consueti blocchi all’ingresso della base.

Due eventi hanno riaffermato le subdole e infami
operazioni dei militari statunitensi alla base di contrada Ulmo a Niscemi.

Dopo le poco
credibili rassicurazioni pronunciate il 15 Febbraio dal console USA di Napoli
circa la sospensione dei lavori e dell’ingresso di materiali e operai nel
cantiere, quanto accaduto negli ultimi due giorni ha svelato le reali
intenzioni yankee.


L’altra mattina, infatti, i presidianti l’accesso alla base militare hanno trovato
nascosti nei mezzi militari, camuffati da soldati americani, degli operai ai
quali hanno impedito l’accesso al cantiere Muos. 

È così diventata innegabile
questa viscida pratica che più volte era stata denunciata dai NoMuos ma sempre
smentita da chi a diverso titolo, dalla questura di Caltanissetta al consolato
americano, difende la base militare. Quanti e quante, da mesi hanno invece
deciso di difendere con i propri corpi il territorio nel quale vivono, sono
riusciti però ad evitare che i piani del Muos andassero avanti senza intoppi.

Così
i NoMuos hanno deciso di reintensificare i blocchi all’ingresso dell’area
militare determinati a non permettere il cambio della guardia ai soldati dentro
la base. A mezzogiorno circa, però, la tensione è salita e ha evidenziato,
ancora una volta, la non estraneità dei questurini agli interessi della base
americana.

Agenti della
Digos e del reparto mobile hanno infatti caricato le donne del comitato mamme
NoMuos per permettere ai mezzi americani di entrare nella base U.S. Navy. Le
mamme non hanno ceduto alle pressioni della questura e hanno opposto la loro
determinazione al passaggio dei mezzi, ma la brutalità poliziesca non ha avuto
alcuna timidezza e le ha allontanate con forza dalla strada col risultato che,
tutt’ora, quattro donne sono in ospedale per le lesioni riportate.

Se è sempre
stato chiaro che la revoca delle autorizzazioni non era che un piccolo
risultato intermedio in una partita ancora tutta da giocare, questi ultimi due
giorni di lotta hanno confermato che né l’esercito americano né i suoi lacchè
sono disponibili ad accettare rallentamenti nella costruzione del Muos. I
NoMuos dal canto loro hanno ribadito la loro determinazione a bloccare i lavori
e a costruirsi un ambiente salubre e libero da inquinamenti elettromagnetici a
prescindere dalle promesse di sospensione sempre più vuote di significato e nel
frattempo si fa sempre più vicina la manifestazione nazionale convocata per il
30 Marzo.
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