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Ho già pubblicato in passato una puntata con questo titolo, ma credo sia il caso di tornare sull’argomento visto che vi è stata una sorta di mutazione genetica della crisi finanziaria da sommovimento legato al problema dei titoli della finanza strutturata a crisi del debito dei paesi dell’area euro e, come vedevamo ieri, del paese che è stato l’epicentro della tempesta perfetta, gli Stati Uniti d’America.
Al di là dei problemi di finanza pubblica che sono ora al centro dell’attenzione al di qua e al di là dell’Oceano Atlantico, la questione è capire che fine ha fatto la montagna di titoli della finanza strutturata posti al di sopra e al di sotto della linea di bilancio delle banche più o meno globali, al netto dell’enorme mole di titoli acquisiti a titolo definitivo dalla Federal Reserve e a titolo temporaneo dalla Banca Centrale Europea.
Se si considera che la massa iniziale di questi titoli veniva stimata intorno ai 75 mila miliardi di dollari, che molti sono stati messi a perdita nelle enormi svalutazioni fatte negli anni scorsi e che una parte sono passati nelle mani della Fed, non è azzardato pensare che siano rimaste in pancia alle banche titoli per qualche decina di migliaia di miliardi di dollari.
Va tuttavia detto che vi è stata una gestione attiva di questi titoli consistente, in buona misura, nello spacchettamento dei titoli più complessi, giungendo a titoli più gestibili e che potrebbero prevedere qualche forma di realizzo, ma tutto questo è un’altra storia che potrà essere disvelata solo in un prossimo futuro.

Fonte: http://diariodellacrisi.blogspot.com/2012/11/a-che-punto-e-la-tempesta-perfetta.html

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