Stop al Muos, Crocetta: ”Non violate intese, Usa non in regola.

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adnkronos

Palermo, 12 gen. – (Adnkronos) – “L’accordo tra governo italiano e
Stati Uniti per la realizzazione dell’impianto Muos subordinava la
realizzazione stessa dell’impianto ai nullaosta ambientali della Regione
siciliani”. E’ quanto dice il Presidente della Regione siciliana….

Gli atti del governo regionale si limitano a sospendere i lavori, in
attesa che gli Stati Uniti presentino la documentazione ambientale
integrariva. Non c’e’ alcun incidente diplomatico, non c’e’ alcuna sfida
ne al governo italiano ne agli Usa, Paese con il quale intendiamo
stringere una forte collaborazione economica, politica e culturale, ma
soltanto l’adozione da parte del governo di atti dovuti, in materia
ambientale, sulla quale la Regione siciliana ha competenza esclusiva e,
atti di difesa del diritto alla salute dei cittadini, diritto
fondamentale dell’uomo, nel rispetto dei trattati internazionali che, in
ogni caso, la Regione siciliana non sta violando ne ha intenzione di
violare. Stiamo solo chiedendo alla Marina degli Stati Uniti, di
fornirci la documentazione mancante necessria a rendere validi i
nullaosta concessi precedentemente dalla Regione Siciliana – prosegue
Crocetta – Senza gli studi da noi richiesti, quei nullaosta sono
sottoposti a vizio di nullita’”. “Chi vuole trasformare questa vicenda
in questione politica – afferma il governatore Crocetta- non riesce a
comprendere lo spirito di grande collaborazione istituzionale, il
rispetto del diritto alla salute dei cittadini, che il giverno regionale
intende tutelare sia nei confronti del governo nazionale sia nei
confronti di un Paese amico come gli Stati Uniti”.

Fonte


Mobile User Objective System (MUOS). Ora è un obbligo!

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Non so quanti sanno cosa sia il Muos. E’ una base militare americana (non della Nato), sistemata illegalmente in mezzo a una riserva naturale, a due passi da Niscemi, Sicilia.

Segretissima. Enorme. Si vedono antenne altissime di diversi tipi. I tecnici del Politecnico di Torino,
chiamati dall’Amministrazione comunale di Niscemi, hanno valutato i
rischi per le popolazioni circostanti. Il rapporto è, a dir poco,
inquietante.

Ma più inquietante è scoprire che tutto il Muos è un’arma strategica offensiva di nuovo tipo,
che fa parte di un sistema di basi analoghe, sparse in diversi
continenti, collegate a un sistema di satelliti geostazionari che
consentono agli Stati Uniti d’America, senza alcun controllo da
parte italiana, di condurre azioni di rilevazione, controllo, guida di
droni, possibili e multiple azioni di disturbo e di offesa verso terzi.

Studi sull’impatto delle onde irraggiate da quelle antenne, eseguiti da due aziende americane,
Analytical Graphics Inc. (sede a Exton , Pennsylvania), e Maxim Systems
(San Diego, California), dicono che “le fortissime emissioni
elettromagnetiche possono avviare la detonazione degli ordigni” a bordo
di aerei militari.

Infine (ma l’elenco sarebbe lungo) si hanno molte ragioni per
concludere che le antenne e le parabole del Muos hanno stretti legami
con l’ultra-segreto programma “Haarp”  (High frequency Active Auroral Reseach Program) che dal 1994 la Us Air Force e la Us Navy conducono a partire dalla base di Gakona, in Alaska. Programma che il Parlamento Europeo ha definito pericoloso per l’ambiente e per l’uomo, chiedendo agli Stati Uniti di sospenderlo. Richiesta ignorata sia dal governo americano che dalla Commissione Europea.

Chi ha preso la decisione di fare la base, in Italia, in Sicilia? Storia oscurissima, cominciata nel 2005. Fino a che la Regione Siciliana,
sollecitata dalla gente, non ha cercato, confusamente, di fermare la
faccenda. Per essere poi costretta a rimangiarsi tutto. Fino al recente sequestro della base
da parte della magistratura. Anche questa volta subito cancellato dalle
“istanze superiori”. Insomma questa base non si tocca. Il Parlamento
non ne ha mai discusso.

Ma è sorto un movimento di protesta, che sta assumendo proporzioni importanti. E allora, a camere chiuse, ecco che la ministra Cancellieri formalizza la decisione del Governo, definendo il Muos “sito di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati.
Cosa c’entri la difesa militare della nostra nazione in un dispositivo
aggressivo lo sa solo la Cancellieri, anzi probabilmente nemmeno lei.
Gli alleati sono uno solo, gli Usa. L’intimazione è rivolta al nuovo
presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta: che non si faccia venire strane idee!

L’avvertimento è chiaro ed è erga omnes: “Non sono accettabili
comportamenti che impediscano l’attuazione delle esigenze di difesa
nazionale e la libera circolazione connessa a tali esigenze, tutelate
dalla Costituzione”. Monti, come i precedenti governi di
centrodestra e centrosinistra, dopo avere violato lo spirito della
Costituzione in diversi punti e dopo averla fatta modificare (pareggio
in bilancio e fiscal compact) mediante un Parlamento prono, si ricorda della Costituzione in questa specifica e molto particolare situazione.

In questo modo si vuole impedire alle popolazioni di difendersi.
Anche se le si mette, a loro insaputa, in un forno a micro e macro onde
in cui cuoceranno insieme ai loro figli (la Costituzione considera 
fondamentale il diritto alla salute). Oltre a divenire il bersaglio preliminare di ogni futuro conflitto.

Io penso che questa base la si debba chiudere e mi impegno
personalmente in questo senso. Penso che il diritto costituzionale sia dalla parte della sovranità popolare, non dalla parte degli espropriatori della democrazia e della ricchezza che siedono nel Palazzo.

In ogni assemblea cui partecipo, dovunque vado, ripeto che il
Parlamento italiano prossimo venturo dovrebbe dichiarare, nella sua
prima seduta, che l’Italia non parteciperà più a nessuna azione o
missione militare fuori dai suoi confini. Che lo dichiari
preliminarmente, impegnando il Governo a rispettare la sua
deliberazione. Il Muos è arma di aggressione e non soltanto di
difesa. E non è sotto il controllo delle leggi e delle autorità
italiane. Come tale dev’essere dichiarato illegittimo e chiuso.

Naturalmente io penso che l’Italia debba uscire dalla Nato, poiché non abbiamo nemici che non siano le catastrofi naturali
che si abbatteranno su di noi insieme alla crescita del Prodotto
interno lordo (finché ce ne sarà). E dunque che non si debbano comprare
altri caccia bombardieri e altri sommergibili, che serviranno solo a
farci diventare bersagli in guerre che è ormai impossibile vincere.

[note per la documentazione: a) Relazione del
10 ottobre 2009, firmata da Donato La Mela Veca, Tommaso La Mantia e
Salvatore Pasta, su incarico del Comune di Niscemi.
b)
Rapporto del Politecnico di Torino, denominato “Analisi dei rischi del
Mobile User Objective System presso il Naval Radio Transmitter Facility”
di contrada Ulmo. Firmato dai professori Massimo Zucchetti (ordinario
di Impianti nucleari del Politecnico e research affiliate del Mit,
Massachusetts Institute of Technology) e Massimo Coraddu (Consulente
esterno del dipartimento di energetica del PT) .
c)Parlamento Europeo (5 febbraio 1988). d) UNECE Ahrus  Convention 1988. e) Nagoya Convention on Biological Diversity (2010). f) Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000). ]

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