Un caso aberrante, Antonio Cautillo

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Non luogo a
procedere. Questa la formula con cui il Mar. dei CC Antonio Cautillo ha
superato anche il 7° processo-bis a suo carico, celebratosi alla Corte
Militare d’Appello, in Roma.
Denunciato ed incriminato per
“insubordinazione aggravata con violenza, minaccia ed ingiurie
continuate” (p.p. 114/A/10 c/o Procura Militare di Roma), era stato
assolto dal Tribunale Militare dall’accusa di ingiurie “perché il fatto
non sussiste” e condannato per le restanti imputazioni ad 8 mesi e 15
giorni di carcere.
Difesosi presenziando ad ogni udienza,
dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti presentò una querela per
calunnia che il collegio di primo grado non acquisì.
La Corte
Militare d’Appello riformando però la sentenza di condanna ha
sentenziato il 30.5.2012  che il Mar. non avrebbe dovuto essere
processato.

LA VICENDA È NOTORIA.
Destinatario
di collegiate “attenzioni” e di continuo “inquisito” è stato costretto a
subire un continuo stato di tensione, apprensione ed umiliazione.
Poiché
attinto, contestualmente ai processi, da una quantità industriale di
punizioni, minacce, giudizi offensivi, trasferimenti “coatti” e da
ingiurie, nel  tentativo di veder tutelata la propria dignità ed
ottenere il riesame in autotutela di ogni singolo provvedimento ha
presentato, nell’esercizio di un diritto (art.39 del Regolamento di
Disciplina Militare, in relazione al D.M. 603/93), 18 istanze ai
Ministri della Difesa pro-tempore.
Ha accusato nomi e cognomi,
circostanze puntualmente definite, ricostruzioni attentamente fatte di
omissioni, abusi, illegalità vere e proprie, ottenendo, sinora, 18
silenzi istituzionali – guiness.
Per legge ha diritto a provvedimenti espressi entro termini temporali “ordinatori”.

Confida
nelle Istituzioni, chiede giustizia nelle sedi preposte ma “urta”
contro un “muro di gomma” costruito sui silenzi dei Ministri della
Difesa e del Comandante CC, suo il dovere istituzionale di una risposta
scritta.
Difese il collega generale Ganzer dopo la sua condanna a 14
anni di carcere con interdizione perpetua dai pubblici uffici e lo fece
immediatamente.
Ha denunciato il mobbing ? E’ stato travolto,
scientificamente ridicolizzato da una valanga di accuse, depistaggi
della sua richiesta di giustizia.
Nel frattempo ha perso anche la sua famiglia, il matrimonio è stato annullato con sentenza dello Stato Vaticano.
Un caso aberrante: l’incarnazione, in una sola persona, d’una smisurata ingiustizia ed il trionfo dell’indifferenza.


I precedenti processi:
http://news.liberoreporter.eu/?p=14139

1) Il 30.8.97 viene denunciato ed incriminato
(p.p. 855/97 Procura Militare) per “abbandono di posto”, “omessa
esecuzione di un incarico”, “disobbedienza aggravata e continuata” ed
“insubordinazione con ingiuria”. Cadono tutte le accuse: per
“l’abbandono di posto” é assolto il 16.2.98 per “accertata insussistenza
del fatto”; per“l’omessa esecuzione di un incarico” é assolto il
9.2.01, sentenza n.32/01, “per insussistenza del fatto”; per “la
disobbedienza aggravata e continuata” e “l’insubordinazione con
ingiuria” é assolto il 9.2.01, sentenza n.32/01 “perché i fatti non
costituiscono reato”.
2) Il 25.10.97 dalla denuncia
del 30.8.97 (cui a p.p. 855/97) é incriminato anche, per “abuso
d’ufficio”, “falsità materiale commessa da p.u. in atti pubblici”,
“falsità ideologica commessa da p.u. in atti pubblici (p.p. 654/97
Procura Ordinaria)”. E’ assolto da tutte le accuse l’11.10.99 per
“infondatezza della notizia di reato”.
3) Il
10.6.02 viene denunciato dal Gen. Gasparri ed incriminato per
“diffamazione aggravata” (p.p. 0576/02 Procura Militare). E’ assolto il
4.2.09, sentenza n. 13/03 “perché il fatto non sussiste”.
4)
Il 27.11.03 é denunciato e incriminato per “disobbedienza aggravata”
(p.p. 431/03 Procura Militare). E’ assolto il 10.12.04, sentenza
n.35/04, “perché il fatto non sussiste”.
5) Il
29.4.04 viene denunciato e incriminato (p.p. 417/04 Procura Militare)
per “diffamazione pluriaggravata”. E’ assolto il 15.7.06, sentenza
n.16/05 “perché il fatto non costituisce reato”.
6)
Il 15.9.08 viene denunciato e incriminato per “disobbedienza aggravata”
(p.p. n. 344/08 Procura Militare Roma). É assolto il 17.11.08, sentenza
n.448/08 per “insussistenza del fatto”, fatti per cui ha
contro-querelato all’A.G.

Nell’Arma vi è una eccessiva tensione disciplinare detenuta da poteri irresponsabili ?

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