Impiantato per la prima volta in Italia un cuore artificialecontrollabile via internet

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La rete non aiuta solo i medici , ma anche i pazienti. E’ ormai stretto il legame tra tecnologia e Medicina. Da segnalare in tal senso un eccezionale intervento all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano). Per la prima volta in Italia è stato impiantato un cuore artificiale di nuova generazione, controllabile via Internet, che permette di monitorare, in tempo reale e a distanza, le condizioni del paziente ed il funzionamento della pompa che supporta il cuore malato . L’impianto è stato eseguito da un’équipe diretta da Ettore Vitali, responsabile del Dipartimento Cardiovascolare .
La consolle di cui è dotato questo “cuore artificiale” (più correttamente VAD, Ventricular assist device) permette al paziente di collegarsi ad un computer per scaricare i dati e trasmetterli via Internet. «Ciò consente il monitoraggiomedico a distanza – spiega Vitali -. Permette infatti agli specialisti di visualizzare in tempo reale lo stato di salute del paziente rilevando parametri della pompa, monitorando il flusso sanguigno, la potenza utilizzata e la velocità della turbina». La pompa, che viene impiantata all’apice del ventricolo sinistro (sottoposto al carico maggiore perché distribuisce il sangue a tutto l’organismo, mentre il destro rifornisce solo i polmoni) e lo svuota reimmettendo il sangue nell’aorta, è la parte principale di un sistema che comprende un cavo di collegamento con l’esterno, le batterie ed una consolle che funge anche da caricatore per le batterie. Piccolo, tanto da stare in una mano, leggero – pesa poco più di 100 grammi – ed affidabile, questo VAD è un apparecchio per l’assistenza ventricolare meccanica che supporta il cuore malatoripristinando le normali condizioni emodinamiche ed il corretto afflusso di sangue agli organi periferici. Rappresenta una speranza in più per i pazienti affetti da scompenso cardiaco. Non solo un ponte verso il trapianto, ma una soluzione in grado di garantire un’ottima qualità di vita.
Già sperimentato nel resto del mondo , su 18 pazienti , arruolati in un trial clinico avviato presso i centri cardiochirurgici di Berlino e Bruxelles. Humanitas è il primo ospedale italiano ad entrare in questo trial. Lo scorso febbraio proprio presso Humanitas è stato impiantato il cuore artificiale più piccolo al mondo.
“L’impianto del VAD – spiega Vitali – era l’unica soluzione per permettere al paziente di recuperare le forze dopo lungo periodo di scompenso cardiaco e uno stato di salute tale da permettere un successivo trattamento del tumore”. E’ già allo studio un’ulteriore evoluzione di questo dispositivo. «Presto – conclude il dott. Vitali – sarà disponibile una nuova consolle, munita di una SIM: trasmetterà i dati in continuo senza avere bisogno, come adesso, della base. E sarà sempre in comunicazione ovunque sia presente una rete cellulare».
Il paziente, un uomo di 65 anni, è già tornato a casa.

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