La masturbazione maschile

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Seguendo il nostro Piccolo Kamasutra per Outsider, vi siete baciati e, voi femminucce, avete provato un meraviglioso orgasmo manuale. E’ ora di ricambiare il favore. Questo articolo è dedicato soprattutto alle donne.

Anche se toccare un uomo sembra evidente come lavarsi i denti, sappiate che non lo è. Anzi, è una delle cose più difficili. Un uomo è talmente abituato a toccarsi da solo, con il suo ritmo, la sua sensibilità, che una mano diversa dalla sua potrebbe non essere di suo gradimento. Anzi, è molto, ma molto difficile guadagnare la fiducia di un uomo, a tal punto da farlo sentire rilassato mentre lo toccate. E’ vitale dare l’impressione di conoscere molto bene il campo di gioco.

Se vi state baciando e se è tutto ok nel suo cervello, lui dovrebbe avere un Dolmen tra le gambe. Prima di toccarlo, se siete stese, aderite con il corpo al corpo di lui e premete una gamba tra le sue, muovendovi. Fatelo per un po’, chiaramente baciandolo, ma non per troppo. Perché adesso per voi è arrivato il momento di prendere la situazione in mano. In tutti i sensi. Raccomandazioni: per fare una buona sega non dovete sentirvi delle zoccole, ma anzi, dovete immaginare che quel meraviglioso organo sia una vostra estensione. E’ facile: il clitoride è un pene in piccolo, agite di conseguenza. Sicurezza e sensibilità e nessuna vergogna. Quindi voi donne avete una gamba tra le sue. Toglietela lentamente e iniziate a toccarlo con delicatezza sulla patta dei pantaloni. Con un dito, seguendo le curve, facendogli agognare il resto. Mettetelo nella condizione di vendere sua madre per quella pippa. Nel frattempo, state capendo per la prima volta come è fatto il vostro lui da un punto di vista anatomico. Largo e tozzo a fungo, lungo e smilzo a Mikado, possente e curvato a banana: non importa, dopo averlo fatto agognare giocando con le vostre dita leggere, toccatelo con più forza sempre sopra i pantaloni. Insomma, fatevi sentire con la pressione di tutta la vostra mano. Ora slacciate la cintura e il primo bottone dei pantaloni.Fermatevi e guadagnate con le dita la zona pube, sulla pelle. Infilate la punta delle dita nei jeans e toccate il vostro totem (se siete state brave, dovreste sentire dell’umido sulla punta).

A questo punto siete di fronte a una delle seguenti situazioni: il suo pacco è messo per il verso giusto, verso l’alto, e vi sarà semplice tirarlo fuori. In questo fortunato caso il problema di estrazione dai jeans riguarda solo le palle, altrimenti dette bucce. Non dimenticatele quando lo tirate fuori, fate prendere una boccata d’aria anche a loro, se non volete strozzarle nel tessuto. Situazione B: “Dillinger” (come lui ha deciso di chiamare il suo coso) è diventato grande in una posizione infelice. Costretto verso il basso, intrappolato da jeans stile Freddie MercuryLiberatelo il prima possibile, con delicatezza ma anche decisione (e senza provocare abrasioni. Massimo allarme in caso di zip: è peggio che la puntura di una vespa). Occhio alla unghie nelle grandi manovre. Ora avete la vostra fortuna tra le mani. Dategli pure un’occhiata, ma con discrezione, per non imbarazzarlo. Fategli solo sentire la vostra eccitazione nello stringerlo tra le dita. Cominciate lentamente a fare su e giù. Senza fretta, c’è tempo, e soprattutto per il giusto verso. Nella sua posizione naturale, ovvero puntato verso l’ombelico. Non abbassatelo, non piegatelo, non storcetelo: non è un joystick di Street Fighter. Regole di base: la pressione della mano deve essere forte (che non significa farlo diventare violaceo, ma che lui è un po’ meno delicato di lei). Bisogna impugnarlo con una certa presenza di spirito. Niente mani morte e indecise: ricordatevi che siete voi le padrone del gioco. Il su e giù all’inizio deve essere lento, ampio, ma nei limiti concessi dalla fisica. Se lo scappellate troppo, rischiate di rompere il filetto e trovarvi in una situazione tarantiniana. Nell’immaginario maschile esistono le cosiddette “strappafiletti”: l’incubo di ogni uomo! Per quanto riguarda il movimento verso l’alto, non rischiate di fargli male, ma rischiate il ridicolo (tipo sacco di patate). Su e giù con ritmo che aumenta. Le variazioni sono molto apprezzate: aumentate la velocità diminuendo la pressione per esempio, quasi a sfiorarlo, oppure stringetelo forte e scappellatelo lentamente.

Con l’altra mano potete sfiorare le palle (ma senza mollare la presa), con grande delicatezza e facendo attenzione alla sua reazione. Non piace a tutti, dipende dal grado di fiducia, e l’importante è non imporre nulla.Siamo nel clou dell’azione. La cosa fondamentale è calarsi nei suoi panni. Fate una prova una volta (magari non la prima volta): salite a cavalcioni su di lui, come se lo stesse facendo a smorzacandela. Willy si troverà esattamente tra le vostre gambe, come se vi appartenesse, solo messo al contrario (quindi occhio a non tirarlo troppo verso di voi).

Toccatelo così, pensando che sia vostro, immaginando il piacere che aumenta, e di conseguenza il ritmo, senza commettere il tipico errore di andare subito troppo veloce (velocità non è uguale a piacere). La cosa più arraffante in assoluto è vedere una donna che lo tocca come se fosse suo, e non come un corpo alieno o una pratica da sbrigare velocemente.Dopo qualche minuto potete aumentare il ritmo e la pressione allo stesso tempo. Fategli prendere l’onda, fategli capire che vi piace quello che state facendo e che lui è nelle vostre mani. Non è così semplice far venire un uomo in questo modo, soprattutto quando non avete confidenza, ma se ci riuscite lui, e i suoi sentimenti, ne terranno veramente conto.
Ma se l’onda c’è non fatela passare. Se lui vi dice basta perché sta per venire e non vuole, voi accelerate. Fatelo venire. Bisogna rallentare drasticamente un attimo prima dell’eiaculazione, ma non togliere la mano. Anzi stringere, fare dei movimenti di su e giù impercettibili, ma farli. Il top è scappellarlo completamente mentre eiacula e poi coccolarlo con movimenti impercettibili. Quasi delle idee di movimento.Postilla: dove indirizzare lo sperma. Per il primo appuntamento va bene dove capita, probabilmente sulla sua pancia. Ma se l’amate, se avete confidenza e ve la sentite, potete soddisfare un sogno erotico molto comune, il cosiddetto facial. E’ quando lui vi viene in faccia.

Al momento dell’eiaculazione, abbassate il volto e premetevi la cappella sulla guancia. Se siete veramente ardimentose, potete raccogliere con la cappella il liquido sparso sulla vostra guancia (se vi è andata male ce l’avete tra i capelli) e portarvelo alla bocca per assaggiarlo. Gli uomini adorano questo tipo di stronzate.Ritornando alla situazione base, stesi su un letto in modo classico, ecco un piccolo suggerimento da vere conoscitrici: prima di togliere la mano, tirate la pelle su. Non lasciate il vostro joystick scappellato e riverso sulla pancia, ma copritelo come si farebbe con un bimbo prima di metterlo a ninna.Evitare di tirare fuori i fazzoletti dalla borsa, perché o fa mamma o fa troia. In ogni caso non va.Per finire, non seguite questa guida in modo pedissequo, come se fossero le istruzioni di un Black & Decker, ma improvvisate!

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1 comment for “La masturbazione maschile

  1. Anonimo
    17 aprile 2014 at 14:49

    ultimamente non riesco a fare una bella sega per problemi di erezione causa un pò l'età e un pò la sclerosi multipla cosa ne pensi se la sega la faccio con un sviluppatore del pene'

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