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Dopo mesi e mesi a mobbizzare il nostro debito e il sistema Italia come scritto anche dal Sole24Ore uh oh… guarda un po’ chi si rivede, uno dei maggiori super primary dealer dei nostri titoli di Stato ! Non aggiungo altro fate le Vostre considerazioni.
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Il Sole-24 Ore – 2011-10-26 – Pag. 13

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Deutsche Bank riscopre i BTp

Nei tre mesi di crisi l’esposizione sale da 1 a 2,25 miliardi – Interesse
anche da altre banche Ue

FRANCOFORTE. Dal nostro inviato

La Deutsche Bank ha più che raddoppiato negli ultimi tre mesi la sua
esposizione al debito pubblico italiano, mentre ha ridotto quella verso gli
altri Paesi della periferia dell’eurozona. Il dato emerge dai risultati del
terzo trimestre della più grande banca tedesca ed acquista un particolare
significato dopo le polemiche del luglio scorso quando era stato reso noto
che l’esposizione al debito sovrano dell’Italia era crollata da 8 miliardi
di euro a poco meno di un miliardo. La banca spiegò il movimento con la
decisione di ridimensionare il portafoglio titoli ereditato con
l’acquisizione della Postbank. Ora la cifra è risalita a 2,25 miliardi di
euro ed è stata attribuita dal direttore finanziario Stefan Krause in una
teleconferenza con gli investitori anche all’attività di market making
svolta sul debito italiano. Deutsche è uno dei 5 super-primary dealer
designati dal Tesoro.

Fonti di mercato hanno però confermato ieri al Sole-24 Ore che nelle
ultimissime settimane sono ripresi gli acquisti di titoli pubblici italiani
da parte di altre banche europee (per conoscerne l’entità si dovrà
aspettare la pubblicazione di altri risultati trimestrali) e da parte di
fondi di investimento, in particolare Sicav francesi. Per il momento gli
acquisti, basati sulla convinzione che, a questi livelli di spread ed
escludendo un evento catastrofico come un default o un collasso dell’euro,
l’Italia sia da comprare, sono concentrati soprattutto sul comparto a
breve. A due anni, il rendimento delle obbligazioni italiane era ieri
attorno al 4,50%, 300 punti base in più del tasso ufficiale Bce, alla quale
le banche possono consegnare i titoli per finanziarsi. Sul mercato resta
però l’incertezza sulle decisioni europee delle prossime ore per affrontare
la crisi del debito sovrano e sulle misure che verranno annunciate
dall’Italia: fino a che queste due incognite non saranno risolte, gli
acquisti su titoli italiani a lunga scadenza resteranno più modesti.

Deutsche Bank ha portato la sua esposizione complessiva verso i Paesi della
periferia d’Europa da 3,67 miliardi di euro alla fine di giugno a 4,4 alla
fine di settembre. L’aumento è stato quindi più che coperto dagli acquisti
di titoli italiani. I titoli greci sono stati svalutati per 228 milioni di
euro, portandoli al 46% del valore nominale, quindi ben al di là del 21%
accettato dai creditori privati nell’accordo del luglio scorso, e vicino
alle percentuali di haircut di cui si sta parlando in questi giorni.

L’impegno della Deutsche Bank in Italia è stato ribadito ieri
dall’amministratore delegato della banca nel nostro Paese, Flavio Valeri.
«Abbiamo un programma di crescita costante – ha detto al Sole 24 Ore – con
attività ben bilanciate fra quella bancaria tradizionale e banca d’affari.
A settembre abbiamo completato un aumento di capitale da 270 milioni di
euro dedicato all’Italia. Quest’anno abbiamo aperto 30 nuovi sportelli e
assunto 200 promotori di Finanza & Futuro. Nei mercati dei capitali siamo
stati book-runner delle emissioni di Telecom ed Enel e degli aumenti delle
principali banche». Anche se Deutsche non pubblica risultati per Paese,
l’Italia, secondo mercato in Europa dopo quello tedesco, dovrebbe
migliorare nel 2011 la redditività record del 2010.

Complessivamente, Deutsche Bank ha riportato nel trimestre utili per 777
milioni di euro (dopo la perdita di 1,2 miliardi dello stesso periodo 2010
a seguito dell’operazione Postbank), con un forte impulso dall’attività di
banca tradizionale e maggiori difficoltà per l’investment bank, colpita
dalle turbolenze di mercato, le più gravi da fine 2008, secondo il
presidente Josef Ackermann.
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (2)

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