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MOODY'S: RATING ITALIA. MA E' UNA STORIA VERA?

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Ve lo ricordate il mitico mago Galbusera e quella dolce bambina che alla fine di ogni racconto chiedeva spensierata se le sue fossero storie vere?

Di storie vere nella finanza ne esistono poche, in un mondo circondato da assimetrie informative, la possibilità di verità e trasparenza è quasi pari a zero!

Suggerisco ai politici di evitare di amplificare questa inutile opinione per puri scopi elettorali e di lavorare seriamente per cambiare questo paese, questo governo con i fatti, presentando proposte alternative, preparando governi fondati sul bene comune che spesso e volentieri è assente in tutti gli schieramenti.

Sarà affascinante osservare in giro per il web nostrano ed internazionale, come tante “anime candide” urleranno o racconteranno l’ennesima leggenda metropolitana che Moody’s ha raccontato prendendo tempo e lasciando a S&P l’onore di declassare per prima il nostro paese.

In fondo in fondo una punta di verità c’è, ma che sia un’istituzione delegittimata dalla storia e dai suoi stessi interpreti a raccontarcela lascia il tempo che trova.

Delle agenzie di rating abbiamo già detto tutto, della loro delegittimazione, delle loro “opinioni”, qua a fianco nel tag ” agenzie di rating” troverete tutto quello che serve per farvi un’opinione.

MILANO, 4 ottobre (Reuters) – Il ministro delle Finanze francesi Francois Baroin e il suo omologo belga Didier Reynders hanno assicurato l’impegno di Francia e Belgio, e delle rispettive banche centrali, ad adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare creditori e correntisti del gruppo Dexia . E’ quanto si legge in una nota congiunta dei due ministri delle Finanze.

“A questo fine, ci impegniamo a garantire i finanziamenti raccolti da Dexia” si legge nella nota.

Ho sottolineato questi passaggi per farvi comprendere che Dexia è di fatto nazionalizzata!

Attendiamo con fiducia nella “giustizia divina” delle agenzie di rating l’abbassamento del rating sovrano di Francia e Belgio, paesi ai quali è stato recentemente confermato il rating e soprattutto per il Belgio, paese senza governo e alto debito il giudizio di STABILITA’!

QUESTA notizia secondo cui Londra sarebbe in ansia per la sorte dell’euro al punto tale di allentare il credito e di fare un’altro quantitative easing e di istituire banche pubbliche per fornire altra liquidità è un’evidente segnale di fragilità dell’economia inglese che usa la scusa dell’euro per distogliere l’attenzione.

A quando la revisione del rating inglese?

In America le cose non vanno certo meglio come ci racconta il nostro sempre puntuale Daniele… Sarebbe interessante, Andrea, fare opera di demistificazione in riferimento ai grafici che hai allegato al tuo post precedente infatti…:

a) la metodologia per calcolare la leva finanziaria è diversa tra USA e UE. Il risultato è che in USA le banche sono molto più a leva che da noi, ma risulta ufficialmente l’esatto contrario;

b) occorrerebbe chiarire l’entità dei veicoli fuori bilancio collegati a banche USA che incorporano quantità di derivati inimmaginabili.

Sarebbe anche il caso di tirare le conclusioni del ragionamento, anche perchè vedo che il buon Von Mises inizia a fare capolino sempre più frequentemente.

Ma il buon Mises è sempre presente nei nostri pensieri, persino citato nel mio libro…”Non c’è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un’espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell’abbandono volontario di un’ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto”. (Ludwig Von Mises)

Nel frattempo Morgan Stanley rivive gli incubi delle nottate prima della tempesta perfetta Lehman Brothers e Deutsche Bank insieme ad UBS ci raccontano che non raggiungerano gli obiettivi prefissati per colpa delle “turbolenze” o magari forse perchè in fondo non sono poi così solide come qualcuno vuol far credere vista la leva e l’effetto subprime Europa! Ma come spesso accade la verità è figlia del tempo, ve l’immaginate una nazionalizzazione tedesca o svizzera che effetto potrebbe avere!

NEW YORK – Anche Moody’s si è aggiunta ieri notte al coro negativo delle agenzie per la valutazione del credito, con un downgrading per l’Italia da quota “Aa2” a quota “A2” con prospettive negative. Un livello che resta pur sempre leggermente superiore alla severità con cui si era espresso Standard & Poor’s il 20 settembre scorso, che ha declassato il debito a breve e a lungo termine, portandoli rispettivamente da A+ ad “A” e “A1”.

Le motivazioni dell’agenzia per la valuazione del credito sono, se pure con parole leggermente diverse, sulla falsariga di quelle usate da S&P. Si dice che « l’Italia diventa oggi molto più sensibile al rischio di shock finanziari», oppure, che ci sono «rischi materiali per le possibilità di indebitamento a lungo termine per l’Italia e in generale per i titoli sovrani dell’area euro». Si aggiunge che «l’ambiente di incertezza generalizzata e il deterioramento del sentiment degli investitori può limitare l’accesso dell’Italia ai mercati del debito pubblico». Infine in un messaggio che suona di nuovo come un duro voto di sfiducia per il nostro Governo, si citano i «rischi finanziari e i rischi economici cui continua a restare esposta l’Italia».(Sole24Ore)

Le solite considerazioni ed opinioni che abbiamo ascoltato in questi giorni ora l’unico problema è quello della credibilità di un popolo che continua a sostenere un manipolo di speculatori e mercanti di voti che ha fallito!

Ma siccome le buone notizie devono rimanere nascoste per una buona causa esterofila, andiamo a vedere cosa è successo in merito al fabbisogno di questo Paese…

ROMA (Reuters) – Nel mese di settembre 2011 si è registrato un fabbisogno del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 11,8 miliardi, inferiore a quello registrato nel mese di settembre del 2010, pari a 12,914 miliardi.

Nei primi nove mesi del 2011 si è registrato complessivamente un fabbisogno di circa 58,8 miliardi, inferiore di circa 6,6 miliardi a quello dell’analogo periodo 2010, pari a 65,511 miliardi.

E’ quanto comunica il ministero dell’Economia in una nota.

In termini omogenei, al netto dell’erogazione per il sostegno finanziario alla Grecia, che nei primi nove mesi del 2011 è stato di circa 5 miliardi a fronte dei circa 4 dell’analogo periodo dell’anno precedente, il miglioramento del fabbisogno del 2011 risulta pari a circa 7,7 miliardi.

Oh certo la crescita, la nostra economia non cresce, non possiamo che fallire! Ma se sono decenni che la crescita è anemica, ma fatemi un piacere!

Il buon Tremonti che ieri si è lasciato scappare una piccola perla identificando la differenza tra Italia e Spagna nelle eminenti votazioni spagnole… “Spagna va meglio di noi? Sarà perché si vota prima”… ha detto che «Con il pareggio bilancio noi abbiamo la tenuta dei conti anche in assenza di crescita, è meglio avere la crescita certo, ma il pareggio è una sicurezza».

Io eviterei di esserne cosi sicuro ma è un dato di fatto che oggi siamo i numeri uno in fatto di pareggio di bilancio per fortuna e chissenefrega di quello che dicono gli esterofili!

Detto questo andiamo a scoprire quale è in realtà la differenza tra Italia e Spagna grazie a questo pezzo di Morya Longo sul Sole24Ore e soprattutto grazie a questa tabella che non ha alcun bisogno di commenti!

Immagine

Potremmo chiamarlo il prezzo della sfiducia. Oppure il costo della perdita di credibilità del Governo. L’Italia oggi paga un “pedaggio” maggiorato sui mercati, che la penalizza anche rispetto a un Paese con i fondamentali più deboli come la Spagna. Basti pensare che i nostri BTp decennali rendono il 5,50%, contro il 5,08% dei titoli spagnoli. Eppure il quadro economico premierebbe l’Italia: quello che manca è la credibilità(Sole24Ore)

In questi mesi e nella mia ultima analisi vi ho spiegato quelli che sono i nostri punti di forza fondamentale e le risorse di questo paese, ora è il tempo della CREDIBILITA’ il tempo del ritorno al BENE COMUNE!

A Tortona si è parlato anche della situazione italiana a breve vi comunicherò un altro appuntamento sempre in terra piemontese. Nel frattempo la mia ultima analisi dettagliata sulla situazione italiana è disponibile anche per coloro che vogliono lasciare un libero contributo al nostro viaggio cliccando qui sotto.
Chiedo a coloro che l’hanno inviato tramite bonifico il Loro contributo e a coloro che per qualche disguido non l’hanno ricevuto insieme ad altri dei mesi trascorsi di lasciare il proprio recapito email.

Ve lo ricordate Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (35)
Tag: agenzie di rating, italia il tempo degli avvoltoi

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