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Quello che deve essere estremamente chiaro ai lettori di Icebergfinanza è che la finanza con la connivenza della politica ha sequestrato le Nazioni e il futuro delle Giovani Generazioni.

E’ assolutamente indispensabile comprendere che la natura tecnico/scientifica di questa crisi è irrilevante di fronte all’oceano di manipolazioni e frodi messe in atto da un manipolo di esaltati che va portato in tribunale a rispondere della propria avidità e incompetenza, assumendosi responsabilità che direttamente o indirettamente si spingono sino ad assumere la caratteristica di crimini contro l’Umanità!

“Si fa in Europa pesare il deficit della politica, ma si colgono poco negli Usa gli sconquassi che il capitalismo finanziario ha portato alla democrazia americana, intontita da un’ideologia consumistica della società civile e da una pubblica opinione che sempre più alimenta le disuguaglianze e sostituisce al democratico mito degli uguali l’etica dell’egoismo.(…)

Ne è un esempio eclatante la sbandata rappresentata dalla sentenza Citizen United v. Federal Election Commission dello scorso anno, che ha addirittura utilizzato il primo emendamento della Costituzione americana, il diritto umano alla libertà di espressione, per proteggere la libertà delle grandi imprese finanziarie di spendere senza limiti fondi societari per l’elezione di candidati politici, incoraggiando gravi intrecci fra affari e politica e aprendo la strada al fenomeno corruttivo. Il presidente Obama allora, ma oggi ben più tiepido, denunciò la sentenza come una catastrofe per la democrazia americana. E a questa denuncia seguì un violento attacco di uno dei maggiori filosofi americani, Ronald Dworkin, e di molti altri.

Paura, insicurezza, diritti oscurati, insopportabile forbice fra ricchi e poveri, inarrestabile declino economico non sono solo dovute alla mancanza di leader europei contro la quale si è scagliato Delors, o all’incapacità politica di Obama incurante spesso del diritto internazionale e dei diritti umani, oppure alla dittatura italiana di una maggioranza parlamentare svergognata.

La causa sta invece principalmente nella cultura occidentale degradata a principi di avidità che travolgono qualunque tessuto connettivo di una società civile. La cultura del capitalismo ha ucciso i diritti umani.

La soluzione dei problemi non sta dunque nelle sempre più scomposte ricette economiche, da qualsivoglia parte arrivino, bensì in un nuovo ius gentium, quel diritto delle genti la cui esistenza veniva già rivendicata dal grande Gianbattista Vico. Diritto che conceda alla cultura europea di riemergere rivendicando i diritti fondamentali della sua civiltà, già individuati più volte anche dalle Nazioni Unite, e alla democrazia americana di ricordare i suoi padri fondatori Madison e Hamilton e garantire l’autonomia delle istituzioni democratiche e i fondamentali diritti dell’uomo.

Cosi si è espresso in questa esemplare analisi Guido Rossi oggi sul SOLE24ORE altro che fondi salvastati, o ricette criminali del Fondo Monetario Internazionale, altro che le espressioni criminali di un estremista come Bimbo Geithner che urla la fine del mondo per ottenere un mare di liquidità che sostenga i suoi amici di Wall Street. Criminali!

MARIO DEAGLIO

Un unico termine è veramente appropriato per descrivere la situazione (…) sui mercati internazionali(…)Si tratta di un vocabolo che i mezzi di informazione usano malvolentieri per le implicazioni negative che evoca. Questo termine è «panico», un senso misterioso di sgomento a tutto campo, una voglia di scappare a qualsiasi costo che fa abbandonare, a chi ne è vittima, qualsiasi pretesa di razionalità.

E’ prima di tutto necessario constatare che ci troviamo di fronte a un fallimento generalizzato di tutte le politiche anticrisi (…) nel frattempo si moltiplicano i sintomi dell’insofferenza dell’opinione pubblica, come dimostra – ultimo episodio tra tanti – l’«occupazione», alcuni giorni fa, di Wall Street, la strada in cui ha sede la Borsa americana, simbolo del capitalismo finanziario, da parte di un numero non piccolissimo di manifestanti.

La consapevolezza di non avere una ricetta dovrebbe indurre governi e banche centrali ad atteggiamenti più pragmatici, mentre invece avviene l’esatto contrario: le agenzie di rating rendono più negativo il giudizio sul debito pubblico di un Paese o sul bilancio di una banca ed ecco che mercati e governi immediatamente si adeguano con conseguenze che generalmente peggiorano la situazione di quel Paese o di quella banca.

Se la tendenza prosegue immediatamente si chiede a quel Paese di varare nuove misure. Si studiano con colossale indifferenza provvedimenti che colpiscono duramente non solo i bilanci famigliari ma i progetti di vita di milioni di persone sulla base dell’andamento di pochi giorni o poche settimane delle quotazioni dei titoli pubblici di quel Paese.

Il vero coraggio che oggi i cittadini di tutti i Paesi colpiti dalla crisi devono richiedere ai loro governanti è quello di sottrarsi almeno parzialmente alla tirannia anonima del mercato mondiale. Il che significa sottoporre i mercati e gli operatori a regole che riducano la carica distruttiva, che questi mercati purtroppo hanno dimostrato di possedere senza distruggerne il meccanismo che invece presenta numerosi aspetti positivi; regole che limitino il potenziale speculativo senza alterare il funzionamento base dei mercati finanziari.

(…)non si può riservare la severità ai cittadini normali e poi pensare tranquillamente che al mondo della finanza internazionale tutto debba essere permesso. (Mario Deaglio La Stampa )

Nel frattempo giornali e telegiornali vi raccontano una reaòtà distorta, una realtà che ipnotizza, che terrorizza, seminando il panico, tra un popolo che ignora quale è in realtà, la vera guerra che si sta giocando sulla pelle delle Generazioni Future!
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (1)

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