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ITALIA: SELL GERMANY and BUY ITALY!

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Un paio di settimane fa mi sono chiesto per quale motivo se è vero che le banche italiane detengono almeno 200 miliardi di debito tedesco, crediti alle famiglie, obbligazioni corporate o titoli di stato e quindi bund & company, mi chiedevo per quale motivo non hanno ancora liquidato i loro investimenti per comprare titoli di stato italiani, prima che una valanga travolga il castello di carte tedesco, le cui fondamenta poggiano sulle esportazioni e sul fragile e sistemico sistema finanziario tedesco.

Mentre il mondo intero si diletta ad osservare l’esposizione verso i paesi dell’ area periferica e dimentica paesi come Germania, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, noi andiamo ad osservare da vicino quello che accade a proposito degli investimenti in titoli tedeschi da parte degli italiani.

Qui sotto potete osservare attraverso la Banca Internazionale dei regolamenti quelli che sono i crediti nei confronti della Germania. Oltre 257 miliardi di di cui oltre 37 in titoli di stato, oltre 57 in titoli corporate bancari e ben 162 direttamente al settore privato ovvero imprese e famiglie.

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Ma andiamo oltre e osserviamo quanto è accaduto in Giappone negli ultimi mesi.
” Vendi la Germania e compra l’Italia. E’ una sorpresa l’atteggiamento degli investitori giapponesi evidenziato nelle ultime statistiche disponibili del ministero delle Finanze di Tokio; fino ad estate inoltrata hanno continuato ad acquistare titoli di Stato italiani, mentre allegerivano parecchio il loro portafoglio di Bund sia di Treasuries americani. (…) Fatto sta che nel periodo gennaio-luglio i loro investimenti nell’obbligazionario italiano (acquisti meno vendite) risultano in aumento, con acquisti netti positivi per 107,6 miliardi di yen ( contro i 131,9 dell’intero anno precedente ) Questo mentre il loro portafoglio di Bund e Treasuries calava di circa 1.100 miliardi di yen ciascuno: il totale dell’alleggerimento dell’esposizione verso titoli di debito sovrano estero si è però limitato a 767,4 miliardi di yen, in quanto è aumentato lo shopping di titoli di Paesi emergenti.
In totale dall’inizio dell’anno gli investitori nipponici risultavano con un portafoglio obbligazionario italiano ( emissioni corporate incluse) pari a 5.049 miliardi di yen, oltre a 214 miliardi di yen investiti nell’equity ( da cui non sembra abbiano disinvestito tenendosi le perdite di valore )
I giapponesi sono quindi risultati investitori netti in titoli italiani non solo nell’intero 2010, ma anche nel primi 7 mesi di quest’anno. Gia a luglio però, gli acquisti netti si erano appiattiti a soli 2,9 miliardi rispetto ai 65,6 di giugno (…) ( Sole 24 Ore )”

Ora anche un bambino può comprendere che il famigerato spread tra Bund e titoli di Stato italiani è distorto dal panico degli investitori internazionali che utilizzano la liquidità immessa dalle banche centrali per la ricerca di un minimo porto sicuro senza valutare oggi le conseguenze di questa moda di massa, come è accaduto recentemente all’oro e al franco svizzero. Basta guardare cosa accade per i treasuries americani, acquistati quotidianamente dalla FED che stampa un giorno si e un’altro ancora come sta accadendo pure in Inghilterra altro paese sull’orlo di un collasso, paesi che non hanno altro di meglio da fare che urlare il pericolo europeo quando in realtà sono loro che sono pura nitroglicerina al sole! Altro che bazooka come suggerisce bimbo Cameron altro che garanzie per proteggere gli interessi delle nazioni non appartenenti ad eurolandia dall’Inghilterra dobbiamo proteggerci dal virus della loro carta straccia fallita!

Comunque sia ancora una volta la nostra esposizione ai titoli di Stato di questi paesi è sostanzialmente limitata o meglio inesistente. Complessivamente si tratta di circa 45 miliardi nel caso dell’Inghilterra contro i 455 della Germania e i 291 della Francia mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti abbiamo circa 35 miliardi a fronte dei 491 tedeschi e dei 529 mialirdi francesi- Ciò che impressiona è l’esposizione al settore privato americano ed inglese, settore sotto pressione e soggetto ad un epocale deleveraging.

r_qa1106.pdfIl prossimo anno le certezze che sembrano accompagnare gli investitori nei loro movimenti da gregge diventeranno piano, piano lentamente insicurezza, l’insostenibile insicurezza legata alla sostebilità di un debito, di un’economia di carta in attesa che la verità per l’ennesima volta diventi sempre più figlia del tempo. Banche che continuano a nascondere la realtà grazie alle demenziali metodologie FASB sono l’essenza di un sistema che non comprende che non c’è alternativa alla ristrutturazione del debito. Come scrive John Hussman banche come Bank of America e Citigroup sono discariche a cielo aperto e sottolineare che sono troppo grandi per fallire è come dire che gli obbligazionisti non potranno mai subire nessuna perdita.

Se poi fosse vero come mi ha suggerito ieri via sms un caro amico che Vegas della Consob ha testimoniato in diretta alla 7 che in Italia il mercato è fatto per il 50 % dagli High Frequency Trading di cui vi rimando al CODICE DA VINCI e che in America la percentuale è del 70 % è chiaro che ormai il mercato non esiste più, un mercato completamente fuori controllo una sorta di commercio di armi atomiche clandestine se si pensa che qualche idiota esaltato vuole l’applicazione anche per il mercato obbligazionario.

Nel frattempo attenzione alla verde Irlanda il paese di cui nessuno più parla, ma del quale ci occuperemo nei prossimi giorni.

Sempre che dietro l’angolo non ci sia finalmente una seria presa di coscienza della politica che vada oltre le dichiarazioni… ROMA «Daremo una risposta globale, durevole e rapida alla crisi entro la fine di questo mese»: lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy a Berlino in conferenza stampa con la cancelliera tedesca Angela Merkel.«Oggi non forniremo dettagli della soluzione, perché si tratta di un pacchetto completo che presenteremo entro il G20. Noi siamo completamente d’accordo. Francia e Germania hanno posizioni assolutamente allineate su tutti gli aspetti della crisi e sappiamo perfettamente quale strada vogliamo percorrere, ma ci sono le istituzioni europee, c’è un patto, e ci sono i mercati».

«Io e Angela in una situazione mai vista prima». «Vorrei aggiungere una cosa: Frau Merkel e io dobbiamo prendere decisioni e non fare proposte, nella cornice di una crisi che nessuno ha mai vissuto prima» ha detto Sarkozy, implicitamente difendendo la Merkel (e probabilmente se stesso) da chi in questi giorni la accusa di non essere in grado di avere una visione per l’Europa: «Fatemi anche dire che proprio perché in passato c’erano visionari e visioni, si è tralasciato di trovare soluzioni nei dettagli, e per questo motivo oggi ci troviamo in questa crisi, che si poteva evitare dieci anni fa. Ma non voglio accusare nessuno».

«Francia e Germania proporranno modifiche importanti ai trattati europei» ha aggiunto Sarkozy.

Merkel: risoluti su banche, soluzione entro il G20. «Siamo risoluti a ricapitalizzare le nostre banche e a trovare una soluzione permanente e globale della crisi entro il G20» ha detto la Cancelliera tedesca Angela Merkel. «Chiederemo a tutte le autorità da prendere in considerazione, consulteremo l’organo di sorveglianza europeo come il Fmi, per essere certi che le misure siano sostenibili e stabili – ha detto Merkel – Abbiamo un enorme interesse a che le banche possano fare i loro compiti. E in questo Francia e Germania sono assolutamente determinate».

«Difenderemo l’euro con tutte le nostre forze». «La decisione di una moneta unica ha aperto nuovi orizzonti e perciò va difesa da noi con tutte le forze – ha detto Merkel – Ma la decisione di una moneta unica deve avere anche delle fondamenta e questa crisi ha dimostrato che le fondamenta non sono ancora sufficienti». ILMESSAGGERO

Sono sempre più convinto che in questa sorta di delirio finanziario il momento della Verità si sta avvicinando, giusto in tempo per l’ultimo biglietto sull’Arca di Noè non prima di aver sperimentato l’ultima quiete prima di una nuova tempesta.

Nel frattempo stiamo preparando un’analisi dettagliata su potrebbe accadere il prossimo anno, basandoci sulla realtà empirica della storia la nostra stella polare che ci ha permesso di individuare le dinamiche di questi ultimi anni.

Nella nostra ultima analisi disponibile per coloro che vorranno contribuire liberamente al nostro lavoro cliccando qui sotto abbiamo esplorato per Voi la realtà finanziaria fondamentale del nostro Paese, un lungo ed esauriente riassunto di quanto abbiamo condiviso in questi lunghi mesi con qualche piccola perla in più.
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (8)

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