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ITALIA : LA NUOVA PULP FICTION DI FITCH.

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Secondo Wikipedia che per fortuna continua il suo lungo cammino a supporto della conoscenza, per fiction (termine inglese, letteralmente in italiano “finzione”, dal latino fingere, “formare”, “creare”) si intende la narrazione di eventi immaginari, in netto contrasto con la narrazione di eventi reali.

Francamente dopo le leggende metropolitane narrate da S&P e Moody’s sul nostro Paese, le due sorellastre con una storia infinita di ritardi e fallimenti società spesso amministrate da belle addormentate nel bosco intrise di conflitto di interessi, ero curioso di ascoltare la storiella che la cenerentola Fitch, spesso carina nei nostri confronti e anche ottimista tra le righe nel suo declassamento , si preparava a raccontarci.

Tralasciando la mancanza di credibilità di un governo che ha scambiato le istituzioni per una camera da letto o un bordello, le opinioni delle agenzie di rating ormai sono il risultato di una strategia di branco o meglio sarebbe dire si muovono tutte come un gregge.

Mi auguro che l’ennesimo condono di una stagione fallimentare non sia alle porte perchè non ho idea di quale potrebbe essere la reazione della gente comune!

Non mi pare che le agenzie di rating nel 1996 abbiano espresso una qualunque opinione quando due ministri belga furono implicati in casi di pedofilia o oggi sulla vicenda delle tangenti elettorali del presidente della repubblica francese Sarkozy.

Prima di passare a dare un’occhiata alle motivazioni di Fitch, nei giorni scorsi mi sono chiesto dove stavano le belle addormentate a proposito di Dexia, Francia e Belgio!

Ad di la del principe azzurro del Qatar disponibile a rilevare interamente il brutto anatrocolo Dexia la prima nazionalizzazione di una serie che squoterà le fondamenta del sistema finanziario mondiale è ufficiale!

(AGI) Washington – Anche il debito del Belgio rischia di cadere sotto la scure di Moody’s. L’agenzia di rating Usa ha infatti messo sotto creditwatch con implicazioni negative la valutazione di ‘Aa1 (SNP: ^AA1Ynotizie) ‘ assegnata alle obbligazioni in valuta nazionale ed estera del Paese europeo a seguito della possibile statalizzazione della banca pubblica franco-belga Dexia (Parigi: BE0003796134notizie) , in gravi difficolta’ finanziarie.

Ma scusate il Belgio non era un Paese stabile pur in presenza di alto debito e senza governo da oltre 13 mesi. Dexia è diventata franco-belga dopo il 27 giugno o lo era anche prima che le stesse agenzie di rating riducessero il rating timidamente per non sbagliarsi, infatti …

(Teleborsa) – Roma, 27 giu – Il debito sovrano del Belgio rimane stabile a Aa1. Lo ha annuncato oggi l’agenzia Moody’s che nel suo report rileva come il giudizio sia supportato dall’economia avanzata e diversificata del Paese che insieme ad un contesto istituzionale ben sviluppato aiuta a mantenere il debito pubblico a prezzi accessibili. L’outlook rimane stabile si basa sull’aspettativa di Moody che l’attuale aumento del rapporti del debito pubblico sarà arrestato entro i prossimi due anni e poi invertito dal Governo che agirà a poco a poco.

Ma certo non si poteva sapere, addirittura Dexia aveva passato a pieni voti i famigerati stress test con la benedizione delle agenzie di rating!

Ma torniamo sino al 27 luglio di quest’anno senza andare troppo indietro a giugno o all’inizio dell’anno quando le agenzie di rating decantavano l’Italia come professionista della gestione di basso debito in un contesto di bassa crescita… !

Ma torniamo indietro al 27 luglio di quest’anno senza andare troppo indietro a giugno o all’inizio dell’anno quando le agenzie di rating decantavano l’Italia come professionista della gestione di basso debito in un contesto di bassa crescita…

(…) Fra le grandi agenzie di rating, Fitch è l’ unica per ora a non aver complicato la vita ai tecnici del Tesoro che ogni giorno sudano sette camicie per gestire il quarto debito più vasto del pianeta. In maggio Standard & Poor’ s ha acceso le prime spie d’ allarme fra gli investitori quando ha espresso «prospettive negative» sull’ Italia. A giugno Moody’ s l’ ha seguita, probabilmente dando la scintilla alle forti vendite che poi sono esplose in luglio. Fitch invece ha atteso che il governo presentasse la manovra e il parlamento l’ approvasse. E adesso il giudizio di Riley resta equilibrato, anche quando parla dell’ equazione che non torna fra risanamento e crescita. «Gli italiani – è la premessa – non mai hanno preso prestiti oltre le loro capacità e l’ Italia ha attraversato la crisi con una relativa disciplina di bilancio: gli obiettivi dell’ anno scorso sono stati centrati e quest’ anno spero anche». Ma ora, lascia capire Riley, bisogna che il governo prenda molto sul serio l’ obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014. (…)

(…) C’ è chi ha avuto conti falsi, chi una bolla immobiliare, chi banche troppo esposte. «Ma tutti hanno problemi di crescita e competitività nell’ euro», osserva Riley. Ne deriva che per spezzare la corrente «serve un forte impegno politico» su questi problemi; nel caso dell’ Italia, poi, «c’ è spazio per una risposta più positiva sulle riforme strutturali per alzare il potenziale di crescita», aggiunge. «Se su questo emergesse un certo consenso nel vostro Paese non sarebbe male». Fra i molti buoni motivi per trovare questo consenso, anche uno che interessa le banche: «In Italia gli istituti sono un po’ sotto pressione sulla redditività, non è facile fare soldi quando l’ economia non cresce. Ma le banche italiane sono state prudenti e disciplinate, ora sono un punto di forza del Paese per il debito pubblico che comprano e detengono. Altrove, come in Irlanda, è successo il contrario: i salvataggi bancari hanno rovinato il bilancio. È un circolo vizioso da evitare». Fubini Federico Pagina 3 (27 luglio 2011) – Corriere della Sera.

Ma tornando ai giorni nostri… Il giudizio di Fitch non è però dei più negativi: si riconosce che il Governo ha rafforzato il consolidamento fiscale, ed ha fornito una buona risposta alle richieste della Banca Centrale Europea, rimettendosi con entusiasmo sul mercato dell’Eurozona. Il debito sovrano dell’Italia inoltre può contare sul sostegno, oltre che della BCE, anche del Fondo Monetario Internazionale.Gli sforzi insomma sono apprezzati, anzi, forse Fitch più delle altre agenzia è ottimista sulle possibilità di risanamento del deficit.

Il declassamento è dovuto soltanto alla vulnerabilità dell’Italia, vulnerabilità da leggersi nel contesto dell’Eurozona, visto che comunque le banche italiane stanno dimostrando solidità nel perseguire la capitalizzazione.

In molti comunque pensano che i declassamenti siano più dovuti a incertezze che non a misurazioni tangibili dell’incapacità di posizionare determinati “target” sui mercati europei.

E allora per quale motivo la cenerentola Fitch ha seguito il gregge di pecore composto dalle due sorellastre, dai media anglo americani, da blog e siti italiani ed internazionali che quotidianamente urlano il fallimento del nostro paese come se fosse un’opzione a breve scadenza?

Nella nostra ultima analisi disponibile per coloro che vorranno contribuire liberamente al nostro lavoro cliccando qui sotto abbiamo esplorato la realtà finanziaria fondamentale del nostro Paese.

Ho la sensazione che la via empirica della Storia il prossimo anno, ci mostrerà l’epilogo della tempesta perfetta, un epilogo che interesserà molte nazioni occidentali. Affascinante sarà osservare cosa accadrà al virtuosismo di facciata di alcune di esse le cui fondamenta di carta verranno spazzate via dal più imponente deleveraging della storia, attraverso un’ondata di nazionalizzazioni che resterà per sempre impressa nella memoria della finanza internazionale.

Domani una tempesta mediatica attende i lettori di Icebergfinanza, una raffica di post mai vista! In attesa di risolvere i problemi relativi ad un persistente script che impedisce la visione del nostro blog si consiglia di utilizzare Mozilla Firefox o altri browser che non siano Explorer!

Pubblicato da icebergfinanza | Commenti

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