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Prima di leggere questo pezzo è doverosa una premessa. L’argomento pensioni, la sostenibilità del sistema pensionistico di ogni paese, la questione delle pensioni d’oro e baby, la sua correlazione con le dinamiche demografiche, il parassitismo dell’oligarchia e della casta politica di questo paese che dopo un minuto che ha messo il piede in Parlamento ha già ottenuto il diritto ad una pensione vita natural durante sono ben note al sottoscritto.

E’ indiscutibile che dobbiamo mettere mano ad un sistema previdenziale insostenibile, in piccolissima parte è già stato fatto privilegiando alcuni e rovinando l’esistenza ad altri. Non voglio entrare nel merito di ciò che è stato fatto e come, della validità o meno dell’attuale sistema alternativo, ma qualcosa è stato fatto e molti altri paesi invece hanno ancora da cominciare.

Questo è un paese nel quale all’improvviso si sono scoperti tutti esperti di debito pubblico, tutti a suggerire quando fallirà l’Italia e l’Europa e come ristrutturare o svalutare alla vecchia maniera.

Scienziati ed illuminati sbuccati dal nulla, in varie salse accademiche o giornalistiche, dopo anni in cui le nostre belle addormentate nel bosco riposavano beatamente.

Se c’è un incendio che brucia la tua casa è importante prima individuarne le cause e poi occuparsi dei piromani finanza o politica non importa, senza pensare che il popolo sia senza colpe visto lo sport nazionale dell’evazione ed elusione fiscale. Se poi gli incendiari da fuori usano il lanciafiamme è importante comprendere che è inutile cercare di spegnere l’incendio, prima bisogna fermare il lanciafiamme!

Lanciafiamme che spesso e volentieri arrivano dalla terra nella quale il 14 agosto del 1935 in piena Grande Depressione un ispirato Fraklin Delano Roosevelt firma il Social Security Act che prevedeva il pagamento di un’indennità di disoccupazione e di una somma a vita per i lavoratori che avevano raggiunto l’età pensionabile, primo sistema pensionistico americano che ora invece dipende in larga parte dagli umori di Wall Street!

E pensare che oggi bimbo Geithner quello che faceva il governatore della Federal Reserve di New York, quella che doveva controllare come agiva Lehman Brother, quello che l’ha lasciata fallire e ora supplica l’Europa di intervenire per non far fallire nessuno, quello che in questi giorni ha usato il lanciafiamme per seminare il panico ipotizzando l’apocalisse, oggi ci viene ad insegnare come si usa un idrante! Sublime!

Ma l’origine è ancora tedesca dove nel 1889 Bismarck promulgò la pensione per i lavoratori dipendenti stabilendo il limite di età. Qualche sfegatato liberista dirà che in fondo è l’ennesimo obbligo imposto dallo stato che come Bismark non amava i contratti volontari.

Tornando a noi ho l’impressione che i piromani abbondano soprattutto nel nostro Paese.

Quando cerco di mettere in risalto le fragilità e le differenze di altri paesi non significa nascondere le voragini strutturali che abbiamo aperto in questi anni e tantomeno cercare di difendere l’operato di una classe politica indifendibile.

Come alcuni di Voi ricorderanno in settimana abbiamo postato l’analisi del quotidiano tedesco Handelsbatt sul debito pubblico della Germania.

Ora al di la del tema che meriterebbe una più ampia discussione è affascinante notare che il FattoQuotidiano abbia bollato attraverso un’analisi di Ugo Arrigo, docente di Finanza Pubblica all’Università di Milano-Bicocca, come una sorta di “operazione verità” che ha cercati di minare la credibilità della Germania per quel che riguarda il debito pubblico.

(…)I dati ufficiali per il 2011, dicono che si attesterà all’85% del Pil (in crescita dall’83,2% del 2010), ma il giornale teutonico è convinto che prendendo in considerazione anche le spese per le pensioni, la sanità e l’aiuto alle persone non autosufficienti, il dato salirebbe al 185%, vicinissimo al 186% della Grecia. Dunque Berlino non dovrebbe ergersi a paladino del rigore dei conti.(…)

Non entro nei dettagli dell’articolo, perchè ripeto meriterebbe una discussione più ampia ma faccio solo notare questo passo, dell’articolo apparso sul Fatto Quotidiano…

“(…)Ma al di là dei calcoli dell’Handelsbatt, la Germania può essere ritenuto un Paese solido per quel che riguarda la sua capacità di contenere il debito pubblico? «Il debito è garantito dal sistema economico. In questo senso la capacità di crescita della Germania e il suo livello di Pil non danno adito a sospetti. La miglior dimostrazione di questo è poi data dal basso rendimento che danno i titoli di stato tedeschi rispetto a quello degli altri paesi europei.(…)”

Si garantito dal sistema economico sostenuto in buona parte da noi italiani maggiori importatori dalla Germania in Europa a forza di Mercedes e BMW spesso prese in leasing o debito, ma spesso la capacità di visione dei nostri economisti non riesce ad andare oltre e osservare la fragilità del sistema finanziario tedesco come abbiamo visto più volte! Che resta del sistema economico se togliamo le esportazioni e questo deve salvare il sistema finanziario?

A parte che in primavera l’Eurostat ha sottolineato come il debito tedesco … Stavolta Germania batte Italia. Nel debito pubblico. Il debito pubblico tedesco, per effetto delle revisioni contabili adottate da Eurostat (che Il Sole 24 Ore aveva anticipato alcune settimane fa), è aumentato di colpo nel 2010 di ben 319 miliardi di euro. Si è innalzato così a 2.080 miliardi, primo debito europeo ad andare oltre la soglia dei 2mila miliardi, sorpassando a tutto gas quello italiano.

La notizia è ora ufficiale. Eurostat, con la prima notifica del 2011, ha incluso nel perimetro del debito pubblico dei Paesi Ue le società veicolo che si sono fatte carico dei salvataggi delle banche pericolanti durante la crisi. Ciò ha comportato per la Germania le conseguenze negative maggiori perché il suo debito pubblico in rapporto al Pil è cresciuto dal 73,5% del 2009 e dal 75,7% inizialmente previsto fino allo scorso ottobre per il 2010, al ben più corposo 83,2% definitivo annunciato ieri. Quello tedesco è dunque diventato il terzo debito pubblico lordo più alto del mondo in valore assoluto, scavalcando di 236 miliardi quello dell’Italia, sceso al quarto posto…

Inoltre, la Germania… Da 16 anni la Germania non include nel suo debito pubblico le passività del Kreditanstalt für Wiederaufbau, meglio noto come KfW, posseduto all’80% dallo Stato e al 20% dai Länder, altri soggetti pubblici.

Si tratta di 428 miliardi di euro interamente garantiti dalla Repubblica federale. La KfW fa mutui a enti locali e piccole e medie imprese. Detiene partecipazioni cruciali in colossi come Deutsche Post e Deutsche Telekom.

E’ come se noi togliessimo … Ora l’Italia ha la Cassa depositi e prestiti, 70% Tesoro, 30% fondazioni bancarie, soggetti privati. La Cdp emette anno dopo anno obbligazioni che godono della garanzia statale e sono collocate dalle Poste sotto forma di buoni e di libretti. Mal contati sono 300 miliardi, due terzi reinvestiti in titoli di Stato e un terzo in mutui agli enti locali.

La Cdp emette anche obbligazioni non garantite per una ventina di miliardi destinate alle iniziative per le imprese e detiene partecipazioni rilevanti. Ma il suo debito è per tutta la parte coperta da garanzia pubblica conteggiato nel debito pubblico.

Ma continuamo ad andare oltre alla ricerca della Verità anche grazie al Nostro Orgoglio Trentino, un lettore sempre attento che ci offre questa piccola perla…

Siamo andati quindi a verificare di chi si tratta, di quale organizzazione si tratta e sentite cosa abbiamo scoperto.

Nel “4th Transatlantic Economic Dialogue” avvenuto a Cadenabbia sul Lago di Como, ma guarda un pò nella cornice storica di villa Adenauer 40 esperti
compresi politici e rappresentanti di imprese si sono riuniti sul tema “Divergenti lezioni dalla crisi. Come realizzare una crescita sostenibile” parlando del futuro della zona Euro, politiche di bilancio e monetarie, relazioni USA -EURO nella loro contrapposizione guardando al futuro.

Ora sono andato a dare un’occhiata al sito della BMW SHQ fondazione della
BMW AG per vedere di cosa si tratta, evitando possibili deviazioni politiche. Devo dire che non mi pare si tratti di un covo di ultrà del Tea Party o di Ragazzi della Via Pal ultraliberisti, figli di un mercato libero ormai morto e sepolto.

Si sostiene il rafforzamento della coesione sociale e dell’innovazione sotto la responsabilità individuale per il bene comune.

Presso l’Università di Friburgo in Brisgovia, la Albert Ludwigs Universistat Freiburg, università pubblica della Germania esiste un team di ragazzi che costituisce il Forschungszentrum Generationenverträge.

Ebbene nella loro presentazione ci raccontano che lo sviluppo demografico della popolazione tedesca ha messo il sistema pensionistico sotto una considerevole pressione per nuove riforme. Nell’analisi ci sono alcuni grafici che ci spiegano bene quello che sta accadendo. Come ben sappiamo in quanto mal comune e mezzo gaudio, ma non troppo, senza sostanziali cambiamenti in futuro questi sistemi non sono più finanziariamente sostenibili.

Alcuni calcoli ci dicono che utilizzando il metodo della contabilità generazionale i problemi di questi sistemi, talvolta veri e propri schemi di Ponzi o catene di S.Antonio, vengono resi visibili e quantificabili., permettendo di valutare dal punto di vista della sostenibilità gli effetti della distribuzione intergenerazionale.

Con il termine contabilità generazionale ho scoperto che si indica il metodo che consente di calcolare il valore netto dei benefici ottenuti e degli oneri che ogni generazione deve sopportare sottraendo alle imposte e ai contributi pagati il valore delle prestazioni ricevute dallo stato

I compiti principali della LFLP sono:

L’esecuzione di analisi statistiche sulla situazione sostenibilità finanziaria dei sistemi di sicurezza sociale con il metodo di contabilità generazionale.

La valutazione dell’impatto delle distribuzioni delle riforme tra le generazioni.

La simulazione numerica di effetti feedback macroeconomici attraverso modelli di equilibrio generale.

La creazione di know-how e consulenza per imprese, associazioni e organizzazioni pubbliche su questioni attuali in materia di politica finanziaria e sociale.

Se andate Qui vi troverete una serie sensibile di istituzioni di un certo livello che si avvalgono della ricerca di questo istituto tra cui la Commissione Europea e la Banca Centrale.

Ma andiamo oltre e arriviamo al punto! Al di la delle chiacchere e delle canzoni stonate di alcuni menestrelli vi lascio da consultare QUESTO documento da quale mi limito ad estrarre due grafici.

Uno riguarda l’indebitamento netto del nostro Paese nel 2010 e l’altra il cosidetto debito implicito di cui vi racconterò in seguito in un’altra occasione.

Intanto è importante sapere che quando si parla di debito implicito si intende il debito dei sistemi pensionistici pubblici, ovvero una sorta di valore attuale del debito depurato dalle prestazioni pensionistiche future sulla base delle legislazioni attuali in tema di pensioni appunto.

Per quanto riguarda l’indebitamento netto significa …

Saldo del bilancio dello Stato (v.), individuato nel quadro generale riassuntivo (v.), uguale alla differenza tra il totale di tutte le entrate ed il totale di tutte le spese, sia correnti che in conto capitale, escluse le operazioni finanziarie (accensione e rimborsi di prestiti, concessioni e riscossioni di crediti ecc.). Dal suo computo vengono cioè eliminate tutte quelle operazioni di intermediazione finanziaria iscritte a bilancio nelle quali lo Stato, in sostanza, agisce come una sorta di banchiere. Simone.it

Ebbene non mi sembra che siamo messi cosi male come tanti menestrelli continuano quotidianamente a ricordarci…o_document2_204.pdf Chissà perchè le due sorelle non molto carine di Cenerentola, USA e UK sono sempre agli ultimi posti! Mistero, in quei paesi non si vedono incendi da anni tranne che rivolte sociali.

Ma andando oltre osserviamo come incredibilmente secondo l’università di Friburgo, l’Italia sembra non aver alcun debito implicito rispetto ad altri paesi e per l’ennesima volta è messa meno peggio di quello che si sussurra.o_document2_204Ma si sa dopo l’Handelsbatt è l’ennesimo complotto interno della solita perfida Albione, contro una Germania fondamentalmente solida economicamente e finanziariamente suppongo. Si non abbiamo debito implicito perchè lo nascondiamo sotto il tappeto del bilancio dove nessuno può guardare perchè in Italia finisce tutto in un unico calderone, dove basta una finanziaria per cancellare tale debito si sente dire, ma sarebbe interessante chiedere ai ragazzi del Forschungszentrum Generationenverträge per quale motivo dal convegno di Cadenabbia siano usciti questi dati.

Se qualcuno ci può aiutare ad alimentare qualche piccola speranza si faccia avanti.

Non è forse perchè in fondo in questi anni a differenza di altri … ma mi fermo qui perchè non vorrei mai fare la figura del pompiere in un paese nel quale lo sport nazionale è diventato quello di appicare il fuoco, qua e la senza pensare alle conseguenze.per quale un

Appuntamento a domani a Tortona con gli amici della Società Dante Alighieri un momento d’incontro e confronto aperto a tutti, Sabato 1 Ottobre alle ore 16.00 presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

Cliccando qui sotto inoltre con un libero contributo al nostro viaggio, al nostro lavoro è possibile avere un’analisi dettagliata della situazione italiana e del nostro debito pubblico, delle aste e delle sue emissioni, per cancellare alcune leggende metropolitane figlie della paranoia dei mercati finanziari, di alcuni economisti, commentatori e politici.

Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (45)

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