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Il falso complotto iraniano: Era già tutto scritto

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I Federali sventano il loro stesso attentato: Lo attribuiscono all’Iran iran-fake-plot La trappola Federale prende al laccio ​​un’altro babbeo e porta centinaia di milioni di persone sull’orlo della guerra.

di Tony Cartalucci
Land Destroyer Report

… sarebbe molto più preferibile se gli Stati Uniti potessero citare una provocazione iraniana come giustificazione per gli attacchi aerei, prima di lanciarli. “Chiaramente , più scandalosa, più mortale, e più non provocata sarebbe l’azione iraniana, meglio sarebbe per gli Stati Uniti . Certo, sarebbe molto difficile per gli Stati Uniti spingere l’Iran ad una tale provocazione senza che il resto del mondo, riconoscendo questo tranello, lo renda inutile. (Un metodo che avrebbe qualche possibilità di successo sarebbe aumentare gli sforzi sotto copertura per un cambiamento di regime a Teheran con la speranza che ci siano ritorsioni apertamente, o anche semi-apertamente, che potrebbero poi essere presentate come un atto di aggressione iraniano non provocato).

Questo suggerisce che questa opzione sarebbe più efficace se tenuta in sospeso fino a quando gli iraniani faranno una mossa adeguatamente provocatoria, come fanno di tanto in tanto. In tal caso, sarebbe una politica meno determinata ad impiegare attacchi aerei e invece più di una speranza opportunistica che l’Iran fornirebbe agli Stati Uniti il tipo di provocazione che giustifichi i bombardamenti aerei. Tuttavia, ciò significherebbe che l’uso di attacchi aerei non potrebbe essere la politica primaria degli Stati Uniti verso l’Iran (anche se sarebbe una fervente preferenza di Washington), ma semplicemente un’eventualità ausiliaria ad un’altra opzione che sarebbe il criterio primario, a meno che e fino a quando l’Iran non fornisce il pretesto necessario.”– pagine 84-85 di “Quale percorso verso la Persia?” Istituto Brookings, 2009.

A quanto pare, costruire un “pretesto necessario” per bombardare unilateralmente una nazione di 70 milioni di persone ora fa parte della politica estera statunitense anche nei confronti dell’Iran. Una balorda invenzione annunciata questa settimana dal procuratore generale Eric Holder, riguardava un iraniano-americano venditore di auto usate che “presumibilmente” ha tentato di assumere un agente sotto copertura della DEA degli Stati Uniti, in posa come un bandito messicano di Los Zetas, per assassinare l’ambasciatore saudita negli Usa. Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton avrebbe aggiunto “nessuno poteva inventarselo, giusto?” Sbagliato.

Il think thank politico statunitense finanziato da Fortune 500, l’Istituto Brookings, nel 2009 ha reso chiaro che gli Stati Uniti avrebbero perseguito i propri interessi in tutto il Medio Oriente e non avrebbero tollerato che un Iran forte, facesse da ostacolo. Il Brookings riconosce nella sua relazione, tuttavia, che l’Iran non ha cercato di confrontarsi con gli Stati Uniti sul piano militare, né ha desiderato provocare l’Occidente ad attaccare la Repubblica islamica, e ha addirittura dichiarato che la minaccia nucleare dell’Iran consisteva più nella deterrenza verso futuri atti di aggressione degli Stati Uniti piuttosto che aperte dichiarazioni di proliferazione o primo-attacco unilaterale.

Molte delle opzioni elencate, esaminate nella relazione Brookings, per destabilizzare e rovesciare il governo iraniano erano già state in procinto di essere effettuate anche prima che il rapporto fosse pubblicato nel 2009. Questo comprendeva il finanziamento, armamento, e addestramento di un’organizzazione terroristica straniera elencata dal Dipartimento di Stato americano (# 28 nella lista) , Mujahidin-e Khalq (MEK.) Ad oggi, il sostegno segreto, le armi e i finanziamenti sono già nelle mani del MEK , e membri selezionati dell’organizzazione terroristica hanno anche ricevuto una formazione specialistica sul suolo americano. I politici americani, dopo aver ammesso che il MEK aveva sulle mani il sangue dei soldati e dei civili statunitensi e che ha “innegabilmente” condotto attacchi terroristici, scandalosamente vuole rimuoverlo dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere degli Stati Uniti in modo che possa essere manipolato più da vicino per rovesciare il governo iraniano.

Sotto, Brookings ha chiaramente scritto questa politica ormai in piena attuazione:

“Forse il più importante (e certamente il più controverso) gruppo di opposizione che ha attirato l’attenzione come un potenziale braccio armato degli Stati Uniti è il NCRI (National Council of Resistance of Iran), il movimento politico istituito dal MEK (Mujaheddin-e Khalq). Alcuni critici ritengono che il gruppo sia antidemocratico e impopolare, anzi anti-americano.
Invece, i difensori del gruppo sostengono che l’opposizione di lunga data del movimento al regime iraniano e il record di attacchi riusciti e di operazioni di raccolta informazioni contro il regime lo rendono meritevole del sostegno degli Stati Uniti. Essi sostengono anche che il gruppo non è più anti-americano e mettono in discussione il merito delle accuse precedenti. Raymond Tanter, uno del gruppo dei sostenitori negli Stati Uniti, sostiene che il MEK e il CNRI sono alleati per il cambio di regime a Teheran e che agiscono come utili delegati per la raccolta di informazioni. La più grande mossa di intelligence del MEK è stata la raccolta di informazioni nel 2002 che ha portato alla scoperta di un sito segreto in Iran per l’arricchimento dell’uranio.
Nonostante le affermazioni dei suoi difensori, il MEK rimane nell’elenco governativo delle organizzazioni terroristiche straniere degli Stati Uniti. Nel 1970, il gruppo ha ucciso tre ufficiali statunitensi e tre contractors civili in Iran. Durante la crisi degli ostaggi 1979-1980, il gruppo ha elogiato la decisione di prendere ostaggi americani e Elaine Sciolino ha riferito che mentre i leaders del gruppo condannavano pubblicamente gli attentati dell’11/9, all’interno del gruppo le celebrazioni erano molto diffuse. Innegabilmente, il gruppo ha condotto attacchi terroristici – spesso giustificati dai sostenitori del MEK perchè diretti contro il governo iraniano. Ad esempio, nel 1981, il gruppo ha bombardato la sede del Partito della Repubblica Islamica, che allora era la principale organizzazione politica della leadership clericale, uccidendo circa 70 alti funzionari. Più recentemente, il gruppo ha rivendicato oltre una dozzina di attacchi di mortaio, omicidi, ed altri assalti su obiettivi civili e militari iraniani tra il 1998 e il 2001. Per collaborare più strettamente con il gruppo (almeno in modo palese), Washington avrebbe bisogno per lo meno di rimuoverlo dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere”. Pagine 117-118 di “Quale percorso verso la Persia?” Istituto Brookings, 2009. Mentre il procuratore generale Eric Holder finge indignazione per il “presunto” ruolo dell’Iran in un “presunto” attacco terroristico, e per la sua violazione delle “norme internazionali”, si scopre che gli Stati Uniti stavano in realtà realizzando proprio una campagna di terrore armato sul suolo iraniano da anni. Aggiungendo al danno la beffa, Eric Holder è attualmente sotto inchiesta per il suo ruolo nella gestione di migliaia di armi di tipo militare al confine Usa-Messico, che sono state utilizzate da bande di assassini di massa narcotrafficanti per terrorizzare la gente in tutto il Messico e persino per uccidere agenti degli Stati Uniti. Ci si potrebbe chiedere quante “norme internazionali” hanno violato.

Che l’attuale “presunto” complotto attribuito all’Iran ruoti intorno ad un’altra agenzia federale sotto copertura che conduce un’operazione di infiltrazione a lungo termine, non è credibile. Che ci si aspetti che noi crediamo che una delle forze militari iraniane più d’elite abbia affidato un’operazione così sensibile, che poteva avviare una guerra, ad un venditore di auto usate e ad una banda di narcotrafficanti che secondo i quotidiani erano coinvolti con le agenzie governative degli Stati Uniti (che risultano essere in realtà agenti della DEA sotto copertura) è talmente ridicolo che non può che essere “inventato”, come dice il segretario Clinton. Più precisamente, è il risultato di un’impotente comunità di intelligence degli Stati Uniti incapace di escogitare qualcosa di più convincente di fronte a un pubblico americano mai consapevole, per sostenere la sua immorale agenda. La natura umoristica del complotto e l’indipendenza tra le parti che anche i suoi proponenti cercano di far apparire per mantenere la negazione plausibile è indicativo di una classe dirigente pericolosamente fuori controllo e di un governo del tutto incompetente, pazzo criminale.

Si potrebbe notare che questo è l’ennesimo esempio di “complotto terrorista” evocato da agenzie federali, pubblicizzato da politici e media, e montato per spingere la politica estera e interna che il pubblico e il mondo in generale hanno già sonoramente respinto. Due altri esempi notevoli includono l'”attentatore dell’Albero di Natale” di Portland utilizzato per terrorizzare la città e ricongiungerla alla Joint Terror Task Force dell’FBI, e il più recente “attentato all’aereo RC” sventato dagli agenti dell’FBI al fine di mantenere in vita la frode della “Guerra al Terrore. Per uno sguardo più approfondito a quest’ultima beffa, leggete, “Complotto terroristico iraniano: Falso, Falso, Falso” di Anti-War.com.

Fonte: Land Destroyer Report 12 Ottobre 2011
Traduzione: Anna Moffa per
ilupidieinstein.blogspot.com

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