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Nel campo dei miracoli americano, un paese ormai sull’orlo di una “lieve, leggera depressione” come abbiamo visto usando un termine che si adatti alla sensibilità di tutti coloro che da anni vivono nel paese delle meraviglie, trucchi contabili o frodi e manipolazioni sono all’ordine del giorno, facile esca per un popolo di ingenui.

Frodi e manipolazioni che la Sec annulla con qualche dollaro di multa, mentre servirebbe una Norimberga della Finanza per crimini contro l’Umanità per questi delinquenti.

Inutili dirvi che se le isterie sul debito lordo dei paesi europei che tanto appassionano i paranoici del mercato venissero applicate a quelli americani e inglesi, sopratutto il debito americano sarebbe ad un passo da quello greco.

Ma in questo mondo di analisti dilettanti o figli di enormi conflitti di interessi i miracoli sono di casa quotidianamente. In questi giorni abbiamo visto come hanno fatto le banche americane a tirare fuori zombies bianchi dal loro cilindro.
Come ci racconta MArio Platero sul suo MACAPLA

Miracoli della contabilita’: Morgan Stanley ha comunicato questa mattina un profitto soddisfacente, 2.15 miliardi di dollari per il terzo trimestre. Ma se cerchiamo fra i dati, vi accorgerete che il profitto e’ derivato da un aggiustamento contabile della posizione debitoria che ha portato a un guadagno di 3,4 miliardi di dollari possibile grazie a nuove regole contabili. Senza quell’aggiustamento i profitti per azione sarebbero stati di 2 cents invece che he di 1.15 cents. Una delle divisioni trainanti, l’asset management ha avuto una caduta del reddito del 73% causa perdite immobiliari e nelle attivita’ immobiliari. Di fondo? La situazione resta “non facile” come ci ha detto una analista. Ma questo vale per tutti.

Goldman Sachs, da sempre la più solida e profittevole fra le banche americane ha registrato perdite per 428 milioni di dollari, non fortissime, ma al di sopra delle attese e psicologicamente debilitanti. Goldman e’ un benchmark. Se riconosce perdite vuol dire che c’e’ ancora molta pulizia da fare fra tutti. Bank of America invece, che pochi mesi fa sembrava destinata al fallimento, ha comunicato profitti trimestrali per 6,23 miliardi di dollari. Tutti buoni? anche in quel caso la contabilita’ ha avuto un suo ruolo. Ieri c’e’ anche stato un cambio al vertice per il settore: lo scettro di banca regina in America per depositi e patrimonio è passato da BofA a J.P. Morgan Chase.

Infine una rivelazione significativa: BofA, ha una esposizione di soli 485 milioni di dollari sul rischio Grecia, ma è esposta per ben 10 miliardi di dollari complessivi sul debito italiano e spagnolo. Una posizione che spiega la debolezza del suo titolo in borsa. E’ vero che ieri c’è stato un rialzo in borsa del 7,71% in reazione alla notizia dei forti profitti, ma dall’inizio dell’anno il titolo resta sotto del 57%. Anche perchè se studiamo il dettaglio dei risultati di BofA, ci accorgiamo che i guadagni sono stati dovuti soprattutto a modifiche contabili e a proventi straordinari, come la vendita della sua partecipazione nella China Construction Bank, che ha portato plusvalenze per 3,6 miliardi di dollari.

Continuano ad esserci invece pesanti freni in altre voci di bilancio. Countrywide ad esempio, la banca specializzata in subprime acquistata fatalmente da BofA nel 2008 continua a presentare vulnerabilità strutturali. Le difficoltà dei mercati hanno portato a una caduta dei redditi per Merrill Lynch, la divsione banca d’affari per BofA. Il fatturato è caduto da 7 a 5,2 miliardi di dollari e le perdite imputabili a Merril Lynch ammontano a 302 milioni di dollari. Un anno fa Merrill macinava profitti per 1,46 miliardi di dollari. Le riserve per possibili recuperi di mutui inesigibili sono state più incoraggianti, appena 278 milioni di dollari. Nel trimestre scorso, a fronte di cause e rivendicazioni di privati e istituzioni, fra cui la Fed ( da sola aveva chiesto rimborsi per 8 miliardi di dollari!)gli stanziamenti erano stati per 14 miliardi di dollari!

Questo per dire che il bilancio BofA si è asciugato leggermente. E il confronto con J.P Morgan parla chiaro. Il patrimonio totale BofA è pari a 2.220 miliardi di dollari, quello J.P. Morgan Chase a quota 2.290. Per depositi BofA è a quota 1,040 miliardi di dollari, J.P Morgan Chase a quota 1,100 miliardi di dollari.

Per Goldman Sachs, gli analisti stimavano perdite per 16 centesimi per azione, invece sono state per 84 centesimi per azione. Per Goldman si tratta della seconda perdita trimestrale da quando la banca andò in borsa nel 1999. L’altra unica perdita trimestrale ci fu subito dopo il collasso di Lehman Brothers, una misura non secondaria di quanto difficili siano state le cose per il settore bancario americano in questo 2011. Il titolo Goldman Sachs ad esempio ha guadaganto ieri il 2,29%, ma per l’anno è al ribasso del 42,5%.

Goldman ha cercato di tagliare le spese con una riduzione del 4% del personale, in termini assoluti, 1.300 persone. Per il fatturato, il calo più forte lo si è avuto nell’intermediazione di titoli a reddito fisso, -36%. Le commissioni per intermediazione di azioni sono aumentate invece del 18%. Ha anche contabilizzato una perdita di 1,05 miliardi di dollari sull’investimento in ICBC, la Industrial and Commercial Bank of China. In questo contesto si è forse registrata prudenza sui bonus? Si è accolta l’istanza di OWS? Non proprio, sono stati stanziati 10 miliardi di dollari da distribuire in premi produzione ai 30.000 dipendenti. La stessa cifra dell’esposizione congiunta di BofA su Italia e Spagna!

La verità figlia del tempo non è poi molto lontana, probabilmente il prossimo anno assisteremo alla più imponente ondata di nazionalizzazioni che la storia della finanza ricordi!

Se qualche anima candida spera che la moltiplicazione dei pani del fondo salvastati, i famigerati 2.000.000.000.000 possano garantire stati e banche insieme, allora Alice lo attende nel paese delle meraviglie!

Nei prossimi giorni vedremo insieme in un post dedicato ai sostenitori di Icebergfinanza dal titolo ” Datemi una leva e …vi distruggerò il mondo ” o a tutti coloro che vorranno sostenere liberamente il nostro lavoro, le possibili candidate alla madre di tutte le nazionalizzazioni della storia.

La biglietteria per l’arca di Noè è aperta!
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (24)
Tag: miracoli contabili

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