CACCIATORI O IDIOTI?

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Riapre la caccia, rispuntano i richiami illeciti.
Tre sequestri delle Guardie per l’Ambiente.
Neppure il tempo di inaugurare la stagione venatoria che immediatamente spuntano i richiami illeciti sonori utilizzati dai bracconieri per attirare le prede più facilmente.
Sono 3 quelli rinvenuti nell’ultimo fine settimana dalle “Guardie per l’Ambiente” di Corato in seguito a un’apposita attività di monitoraggio.
Le tre “macchinette infernali”, utilizzate nella fattispecie per attirare illegalmente le quaglie, sono state ritrovate nella contrada coratina “Posta del Canale” e nelle zone “Murge di Toro” e “Viale delle Volpi”, in agro di Andria. In particolare, uno dei richiami era stato letteralmente imbracato a un albero con un arco di acciaio temperato, quasi fosse una cassaforte. Per scardinarlo, le guardie hanno dovuto prima segare l’acciaio e poi disinnescare il richiamo.
Una volta smontati, i tre marchingegni sono stati tutti sequestrati, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, dottoressa Carmela Bruna Manganelli, ne ha già disposto la confisca e l’immediata distruzione.
Il fine settimana amaro per l’ambiente del territorio non è terminato con il ritrovamento dei richiami da caccia illeciti. Nel corso della loro attività di prevenzione, le “Guardie per l’Ambiente” hanno infatti rinvenuto anche le carcasse di 3 auto.Due delle tre vetture sono risultate rubate ad Andria e a Bisceglie alla fine di aprile, mentre la terza era del tutto irriconoscibile. Dopo le auto, le guardie si sono imbattute anche in una piccola discarica a cielo aperto in cui è stata riscontrata la presenza di numerose “onduline”, realizzate in cemento pressato e guarnite con amianto e filamenti ferrosi. Nella zona c’erano anche diversi residui di un incendio di pneumatici. Il sito è stato segnalato alle autorità competenti, con annessa richiesta di bonifica.
“Purtroppo, con eccessiva frequenza, ci troviamo di fronte a episodi di aggressione agli animali e all’ambiente”, spiega Pasquale Laterza, responsabile delle “Guardie per l’Ambiente”.. “Si tratta di fenomeni che si manifestano come una vera e propria emorragia di illegalità e che meriterebbero più attenzione da parte di tutti, a partire dalla pubblica amministrazione”, conclude.
La Murgia, quindi, si conferma “terra di nessuno”, insomma luogo ideale per i malintenzionati che hanno qualcosa da nascondere.
fonte: Giuseppe Cantatore – La Gazzetta del Mezzogiorno 29/09/11

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