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Un professore di vaglia che curava una signora di mia conoscenza,
gravemente malata, le aveva ordinato un brodo fatto nella seguente
maniera:
“Tagliate magro di vitella o di manzo in bracioline sottili e
mettetele distese una sopra l’altra in un largo tegame; salatele
alquanto e versate sulle medesime tanta acqua diaccia che vi stiano
sommerse.
Coprite il tegame con un piatto che lo chiuda e sul quale sia
mantenuta sempre dell’acqua e fate bollire la carne per sei ore
continue, ma in modo che il bollore appena apparisca. Per ultimo fate
bollire forte per dieci minuti e passate il brodo da un pannolino.”
Con due chilogrammi di carne si otteneva così due terzi o tre quarti
di litro di un brodo di bel colore e di molta sostanza.

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