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Allattare più al lungo al seno invece che utilizzare latte artificiale aiuta a prevenire il diabete nei bambini
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quadro su legno dell’artista carpigiano Alberto Rustichelli
Dalla lettura dell’articolo scientifico di cui qui sotto compare la traduzione risulta evidente che allattare al seno il più a lungo possibile sembra la maniera migliore per evitare la comparsa di diabete mellito nei bambini; in ogni caso lo svezzamento con latte di mucca viene indicato da questo studio come fattore di rischio per l’insorgenza del diabete di tipo e viene suggerita una innovativa formula di latte artificiale con caseina altamente idrolizzata.
Chi considera il latte un alimento poco salutare può prendere in considerazione le alternative vegetali (dipende ovviamente dall’età del bambino e dalla valutazione del pediatra), ma attenzione alla soia.
Il consiglio che sicuramente si può dare è che se ci si impegna e se lo si vuole fortemente è difficile non allattare un bambino per un anno o due. Ciò che impedisce o fa interrompere l’allattamento materno sono a volte dei blocchi psicologici, a volte l’impreparazione della madri nel gestire alcune naturali “crisi” durante le quali il bambino si attacca con maggior frequenza (non perché il latte materno non basta ma per stimolarne la produzione in momenti in cui ne ha maggior bisogno per crescere). Altra causa di interruzione dell’allattamento materno è spesso un immotivato pregiudizio secondo il quale 6 mesi di allattamento potrebbero bastare, poi ci sono le difficoltà e la scomodità di conciliare allattamento e lavoro, ma incidono anche il riscorso immotivato al taglio cesareo (quando ci vuole ci vuole, ma in questi anni si registra un uso spropositato di tale tecnica) e all’epidurale (una forma di anestesia durante il parto, generalmente evitabile a meno che non serva appunto per un intervento come il taglio cesareo, ma adesso sempre più utilizzata per la paura delle madri di non saper sopportare quel dolore che hanno sopportato naturalmente tutte le nostre antenate).
Un aiuto a tutte le mamme che hanno qualsiasi tipo di difficoltà ad allattare può venire dai consigli e dalle consulenze della lega del latte.

Ed ecco la traduzione dell’articolo Early feeding and risk of type 1 diabetes: experiences from the Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk (TRIGR) pubblicato sul sito scientifico governativo statunitense pubmed nonché sul giornale specialistico American Journal of Clinical Nutrition dell’ 8 giugno 2011.
Autori Knip M, Virtanen SM, Becker D, Dupré J, Krischer JP, Akerblom HK; per conto del gruppo di studio TRIGR (Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk, ovvero Esperimento per ridurre il diabete mellito insulino-dipendente nelle persone geneticamente a rischio)
Studio realizzato nelle strutture dell’Ospedale per bambini e adolescenti, dell’Università di Helsinki, dell’unità di ricerca ospedaliera dell’Università di Tampere, dell’unità nutrizionale dell’Istituto nazionale della sanità di Helsinki.
Alimentazione dell’infanzia e rischio di sviluppare il diabete di tipo 1: studi del gruppo Esperimento per ridurre il diabete mellito insulino-dipendente nelle persone geneticamente a rischio (TRIGR)
Riassunto (Abstract)

L’allattamento al seno di breve durata e la precoce esposizione alla presenza di proteine complesse nella dieta, come proteine del latte di mucca e dei cereali, o alla frutta, ai frutti di bosco, e alle radici o tuberi, è stato implicato come fattore di rischio per l’autoimmunità delle cellule β, per il diabete del tipo clinico 1, or per entrambi. Il Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk (TRIGR, ovvero Esperimento per ridurre il diabete mellito insulino-dipendente nelle persone geneticamente a rischio) è un esperimento internazionale randomizzato in doppio cieco col quale si interviene in maniera controllata per rispondere alla seguente domanda: effettuare lo svezzamento degli infanti con una formula notevolmente idrolizzata può diminuire il rischio futuro per il bambino di sviluppare un diabete di tipo 1?

Nel nostro studio pilota lo svezzamento con una formula altamente idrolizzata ha diminuito di circa il 50% l’incidenza cumulativa dell’occorrenza di uno o più auto-anticorpi associati col diabete ad un’età media di 4,7 anni. Questo risultato è stato confermato in una recente analisi di controllo proseguito fino a 10 anni di età. Al momento il progetto TRIGR viene portato avanti in 77 centri in 15 nazioni. Il TRIGR inizialmente ha preso in considerazione 5606 neonati con un membro della famiglia affetto da diabete di tipo 1 ed ha arruolato 2159 soggetti idonei che portavano un genotipo HLA che conferisce un rischio [sulla correlazione tra rischio di diabete e genotipo HLA vedi questo link – N.d.T.].

Tutte le madri reclutate sono state incoraggiate ad allattare al seno. L’intervento è durato per 6-8 mesi con un minimo tempo di esposizione alla speciale formula di due mesi, e sono state confrontate le formule di svezzamento: quella con la caseina idrolizzata e quella standard basata sul latte di mucca. L’otto per cento dei partecipanti allo studio sono stati esposti alla formula idrolizzata. La percentuale totale di conservazione nei primi 5 anni di vita è stata dell’ 87%, ed il grado di conformità dell’esperimento col protocollo messo a punto è stato del 94%. La codifica randomizzata sarà aperta quando l’ultimo bambino raggiungerà i dieci anni di vita, ovvero nel 2017.

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