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Rispondo in un post unico alle domande che mi sono state poste in questi giorni in cui ero assente.

– Come si pone l’alimentazione pranica nella nutrizione dei neonati?

E’ impossibile saperlo per mancanza di studi specifici. Penso però, per quel che ho capito fino ad oggi, che l’alimentazione pranica possa essere adottata solo dopo alcuni anni di vita, riducendo progressivamente il cibo da assumere ma solo da adulti. E’ probabile quindi che i neonati abbiano bisogno di bere latte materno e di mangiare per i primi anni di vita.

Gli unici studi condotti in modo serio sono stati quelli che hanno dimostrato come mediamente i bambini che nascono in primavera sono da adulti più alti di quelli nati in inverno, rispetto ad una stessa zona geografica, il che indica che l’esposizione al sole nei primi mesi e anni di vita, aiuta lo sviluppo (cit. da “Guarire con il sole”, edizioni Macro).

Ci sono comunque genitori completamente breathariani: http://www.youtube.com/watch?v=m8YrXhMi2_Q

– Anoressia e nutrizione pranica.

Come ha detto molto bene Stefania, alimentarsi pranicamente significa assumere il nutrimento da fonti diverse dal cibo, come il sole, l’aria, la terra, tramite tecniche specifiche, come l’osservazione del sole o lo yoga. Gli anoressici invece non si nutrono per niente e la differenza è fondamentale. L’anoressico a lungo andare muore. Il pranico a lungo andare può anche ingrassare.

– Come la mettiamo con i posti dove c’è poco sole?

Qui occorre chiarire bene alcune cose.

Guardare il sole all’alba o al tramonto è UNO dei metodi, ma non l’unico. Ad ogni modo, non occorre guardare il sole tutta la vita. Nel sito Solar Healing c’è scritto che questa pratica deve essere protratta per 9 mesi e poi deve essere definitivamente accantonata. In un altro libro, di Arcangelo Miranda, ho trovato scritta la stessa cosa, con la precisazione che al termine del periodo di 9 mesi si consigliava di continuare a stare comunque ogni giorno per almeno un’ora all’aria aperta, di camminare a piedi scalzi, e di evitare di rinchiudersi in un ufficio o in casa per dodici mesi all’anno.

Chi non vede il sole tutto l’anno può provare con le tecniche specifiche di yoga.

– Come si combatte la discontinuità? E il sole va guardato all’alba o al tramonto?

Il sole va gardato o all’alba o al tramonto, ma pare che quello dell’alba sia preferibile.

Non è necessario guardarlo tutti i giorni; è possibile effettuare la visione in modo discontinuo. Il corpo capirà da sé quando è possibile diminuire il cibo e cessarlo, perché la sensazione di fame calerà con naturalezza, senza dover fare digiuni o sforzi particolari.

Ora due parole sulla mia esperienza personale, diretta e indiretta, rispondendo a chi mi chiede se ho smesso di fumare, se sono dimagrito, ecc…

Innanzitutto preciso che io non sono passato ad un’alimentazione pranica. Più semplicemente, avevo da mesi preso l’abitudine di guardare il sole per migliorare la vista e mi sono accorto che ho perso l’appetito e potevo non mangiare per giorni interi senza avere fame, svenimenti, e altre complicazioni; anzi, stavo benissimo in salute, e avevo migliorato efficienza ed energia.

Solo approfondendo le motivazioni di questo cambiamento ho capito che tutto dipendeva dal guardare il sole. Inoltre, siccome abito davanti ad una spiaggia, avevo preso da mesi l’abitudine, tutti i giorni in cui mi era possibile, di espormi al sole per prendere la cosiddetta tintarella. Non l’ho fatto per essere abbronzato, ma semplicemente perché mi sentivo meglio fisicamente e psicologicamente, al punto che spesso ho preso telefono, carta, penna, documenti, e andavo direttamente a lavorare in spiaggia.

Ho quindi collegato la perdita dell’appetito all’esposizione al sole.

Attualmente mangio ogni due o tre giorni, in genere un solo pasto, ma non sono dimagrito quasi per niente, perché in effetti mi rendo conto di mangiare più per gola o abitudine che per necessità. Nei giorni in cui non consumo pasti normali, bevo succhi di ananas o sgranocchio un po’ di frutta secca o pistacchi, ma più che altro perché non sono abituato a stare senza mangiare e la cosa mi fa una certa impressione.

Di recente sono stato ad un corso di yoga, a cui hanno partecipato circa una trentina di persone. Una donna, medico, mi ha detto che dorme ogni 72 ore, e non mangia praticamente nulla anche per decine di giorni consecutivi; quando mangia lo fa unicamente perché è in compagnia, ma dopo si sente male. Non era affatto magra, ma normolinea. E non aveva mai capito il motivo di questo suo strano stile di vita (condiviso anche dal marito, a quanto mi ha detto); si è sempre limitata a constatare che la maggior parte delle teorie alimentari sono cazzate, ma senza aver mai approfondito l’argomento.

Un’altra persona, sportiva professionista, mi ha detto che, contrariamente a quanto dice la scienza alimentare, le migliori prestazioni le ha sempre avute dopo almeno un giorno di digiuno.

In generale, ho esposto a tutti i presenti quanto so dell’alimentazione pranica, e alcune persone mi hanno confermato (e consigliato) gruppi che da decenni praticano questo tipo di alimentazione; una persona che ha viaggiato in India ha detto che ha conosciuto una comunità dove si nutrono in questo modo e guardano il sole tutti i giorni. Ma pare che ce ne siano altre in Italia (che non pubblicizzo perché non so ancora come la praticano e chi sono).

Quanto a me, non sono dimagrito, anche se per la quantità di cibo che assumo dovrei essere scheletrico; non ho smesso di fumare, ma devo dire che il punto è che non voglio smettere di fumare, in quanto fumare mi piace; è ovvio che, necessariamente, mangiando poco o nulla, finisco per fumare meno, perché il fumo lo collego spesso al piacere dopo aver mangiato o bevuto caffè.

Per quanto mi riguarda, questi articoli non hanno lo scopo di incitare ad alimentarsi pranicamente; io stesso non so se passerò a questo tipo di alimentazione o no; quel che è certo è che sarò felice anche solo di aver fortemente diminuito la necessità di assumere cibo, e sono contento anche dei risultati che ho raggiunto in data di oggi.

Lo scopo di questi articoli è invece quello di far sapere che molte teorie sul cibo sono errate, e che è necessario approfondire di più il tema dell’alimentazione e della salute in generale, essendo le teorie classiche della medicina ufficiale per lo più spazzatura.

Questi articoli non sono, cioè, un invito a passare tutti, e subito, all’alimentazione pranica, ma un invito a riflettere in generale sul sistema alimentare che adottiamo, per poter cambiare anche solo poche cose, ma in meglio.

E a coloro che profetizzano catastrofi, prevedendo schiere di adolescenti che cesseranno di mangiare, ha già risposto molto bene Stefania; aggiungo che questi articoli sono stati scritti in un sito (il nostro) che generalmente non è letto da adolescenti che ascoltano solo Mr Saxobeat e giocano alla playstation, ma in genere da adulti che sono abituati – si spera – a pensare, vagliare e riflettere.

Se non hanno mai considerato reato la pubblicità effettuata dai proprietari del McDonalds o della Nestlè o della Ferrero per pubblicizzare merendine artificiali e altre schifezze (pubblicità che tra l’altro viene guardata da bambini di ogni età e si instilla nel subconoscio in modo molto più potente di un articolo come questo), credo che non dovrebbero esserci problemi a scrivere che esiste anche la possibilità di nutrirsi pranicamente, con la dovute cautele e gli approfondimenti del caso.

Per chi vuole approfondire gli effetti del potere curativo del sole, oltre al libro “Il Codice della Luce” di Daniel Lumera (edizioni Anima), consiglio:

“Guarire con il sole”, di Richard Hobday, edizioni Macro;

“Lo Yoga del sole” di Omraam Michaël Aïvanhov, edizioni Prosveta.





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