ILLUMINATED CHAKRAS (Ita)

Stampa / Print

” PER L’ANIMA NON VI E’ NASCITA NE’ MORTE. LA SUA ESISTENZA NON HA AVUTO INIZIO NEL
PASSATO, NON HA INIZIO NEL PRESENTE E NON AVRA’ INIZIO NEL FUTURO.
ESSA E’ NON NATA, ETERNA, SEMPRE ESISTENTE E PRIMORDIALE. NON MUORE QUANDO IL CORPO
MUORE “.
(Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 20)

CHAKRA:

Il termine Cakra (चक्र), solitamente translitterato in Chakra, proviene dal sanscrito e significa “ruota”, ma ha molte accezioni tra le quali quella di “plesso” o vortice.

È un termine utilizzato nella filosofia e nella fisiologia tradizionali indiane.

I chakra sono centri simbolici del corpo umano, a volte associati a gangli (granthi) o organi fisici, tra i quali si muoverebbe un’energia variamente definita (prana, o in casi particolari kundalini o avadhuti) e la loro conoscenza è trasmessa da molti sistemi di yoga, nelle diverse tradizioni induiste, buddhiste e jainiste con mappature diverse.

Molte tradizioni concordano sul fatto che i chakra agiscano come valvole energetiche.

KUNDALINI:

Termine della filosofia Advaita e di altre tradizioni yogiche tra le quali quella classica di Patanjali.

Con Kundalini si intende un’energia che risiede nel corpo umano a livello sottile, manifestazione dell’energia universale meglio nota come shakti.

In particolare Kundalini corrisponderebbe alla “forza generativa” in contrapposizione alle altre due forme di energia tradizionali cioè prana (o energia vitale) e fohat (o energia di movimento).

Kundalini, allo stato latente, risiede alla base della colonna vertebrale sopra un plesso che si fa corrispondere al più basso dei chakra, detto in genere mulādhāra, ed in particolare nell’osso sacro. Essa è tradizionalmente rappresentata da un serpente addormentato, avvolto intorno alla base della spina dorsale in tre giri e mezzo.

Il suo nome deriva dalla parola kundala, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme.

Fin dall’antichità, il serpente è stato considerato simbolo di trasformazione, grazie alla sua capacità di mutare la pelle ed è stato associato al benessere fisico, spirituale e all’illuminazione.

Anche il Bastone di Asclepio o Caduceo di Ermete, simbolo della moderna medicina, ci presenta un serpente che si avvolge attorno ad un bastone.

Kundalini è luce, è come l’intenso bagliore di una giovane e possente folgore, è suono, è Mantra, il suo dolce sussurro è simile al confuso ronzio di sciami di api in amore, essa produce melodiosa poesia.

Secondo gli yogin, tale energia va risvegliata e dinamizzata attraverso la sadhana (pratica della disciplina) e spinta entro la direttrice centrale, detta Susumna o Shusumna, nella fisiologia sottile delle tre principali nadi del corpo umano, così da risalire i chakra superiori fino alla sommità del cranio.

Lungo il suo percorso, Kundalini attraversa i chakra risvegliandoli e purificandoli. Giunta al settimo chakra, detto Sahashrara o anche “loto dai mille (petali)”, essa completa il suo risveglio, portando l’individuo nello stato che viene comunemente definito realizzazione del sé o risveglio secondo la tradizione indiana.

L’innalzarsi di questa energia permetterebbe di sperimentare, in piena consapevolezza, nuovi stati di coscienza e sarebbe solitamente accompagnato da una serie di fenomeni particolari che possono essere di tipo fisico, sensoriale, percettivo.

ILLUMINATED CHAKRAS

‎” MAI UN’ARMA PUO’ TAGLIARE A PEZZI L’ANIMA NE’ IL FUOCO PUO’ BRUCIARLA; L’ACQUA NON PUO’ BAGNARLA NE’ IL VENTO INARIDIRLA.E’ DETTO CHE L’ANIMA E’ INVISIBILE, INCONCEPIBILE E IMMUTABILE. SAPENDO CIO’, NON DOVRESTI LAMENTARTI PER IL CORPO “.
(BHAGAVAD GITA – Cap.2 – Versetti 23-24)

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *